Un’intera
giungla trasferita nel cuore di New York. Gorilla,
uccelli, giraffe, farfalle, piante, laghi affollano le
sale dell’ultimo piano del Chelsea Art Museum. È
l’ultima mostra dell’artista colombiano Federico
Uribe, “Human Nature”. Nato a Bogotà nel 1962,
attualmente vive e lavora a Miami, in questo progetto,
già presentato alla Miami Art Basel 2006, prosegue in
una poetica di denuncia, costruendo un mondo fantastico
che accusa l’uomo che “sta distruggendo il suo mondo
convinto di farlo per sopravvivere”, come leggiamo
nella poesia di presentazione del progetto scritta dallo
stesso Uribe. Il nostro progredire è un continuo
calpestare natura, risorse, altri esseri viventi.
Uribe utilizza proprio delle scarpe come materia
prima per costruire le sue opere. La giunga di Uribe è
infatti completamente costituita da scarpe PUMA o
da parti di esse, 1500 paia e 25mila lacci combinati a
dar forma alla flora e alla fauna di questa mostra. Ma
la polisemia della scarpa non finisce qui. Infatti ogni
singola scarpa è il risultato di un lungo percorso
industriale che coinvolge diversi materiali naturali che
vengono lavorati e trasformati dalla tecnologia, dal
naturale all'artificiale per tornare alla natura. Le
scarpe ci parlano anche di una giungla d’asfalto, della
giungla metropolitana in cui ogni giorno camminiamo “calpestando
l’un l’altro i propri corpi”. Delle belle scarpe da
ginnastica, inoltre, in Colombia e in altre regioni del
mondo non industrializzato, possono ancora essere uno
status symbol e ricordarci che “noi uccidiamo per
mangiare ma noi uccidiamo anche per possedere”.
Nonostante
la scelta dell’insolito materiale Uribe mostra un
solido legame con la tradizione artistica latino
americana proponendo un’opera dalla grande vivacità
artistica.
23 agosto 2007
Tommaso Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
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