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Redazione

In the Forest of Fontainebleau: Painters and Photographers from Corot to Monet

di Tommaso Martini

 

In mostra cento capolavori che ritraggono la foresta che ha rivoluzionato la pittura di paesaggio.

 

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dal 13 luglio al 19 ottobre 2008

 

Houston, Museom of Fine Arts

1001 at Bissonnet Street

 

 

"Un albero è un edificio, una foresta è una città, e tra tutte, la foresta di Fontainebleau  è un monumento”, scriveva Victor Hugo nel 1874, descrivendo quello che al tempo era il centro della rivoluzione che stava investendo il mondo dell’arte. Una vasta foresta a sud est di Parigi, nel XVI secolo foresta del castello del re di Francia Francesco I.

Dopo la tappa alla National Gallery of Art di Washington, è lo Houston Museuom of Fine Arts ha ospitare la grande mostra al luogo che ha dato i natali alla pittura moderna, dove per la prima volta gli artisti sono usciti con cavalletto e tavolozza per riprodurre en plain-air questa immensa distesa di alberi, rocce, piccole strade e suggestivi paesini di provincia. Intorno al 1820 giunge a Fontainebleau  la prima colonia di artisti, guidati da Jean-Baptiste-Camille Corot, che qui danno vita a quella che sarà chiamata scuola di Barbizon. La natura entra nei dipinti di Corot, Théodore Rousseau, Charles-François Daubigny non più nelle forme accademiche e nell’idealizzazione classica, ma osservando la luce e i colori reali, in ogni momento della giornata. Una scelta che troverà le sue estreme conseguenze nella rivoluzione impressionista, con la scelta di una pittura en plain-air volta a riprodurre l’impressione della natura riflessa negli occhi dell’artista, con il suo carico di sensazioni, contrasti e ombre che originano colori del tutto nuovi per la pittura e una rottura permanente con la tradizione. Claude Monet, Frédéric Bazille, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley arriveranno nella foresta di  Fontainebleau   negli anni sessanta dell’Ottocento, seguendo gli insegnamenti di Corot e Rousseau.

La mostra, In the Forest of Fontainebleau: Painters and Photographers from Corot to Monet presenta un centinaio di opere che ripropongono la foresta in diverse ore del giorno e della notte e nelle sue diverse prospettive. Dal cuore più inesplorato e selvaggio, ai piccoli paesini rurali come Barbizon e Chally con i loro abitanti e le dure attività agricole immortalate da  Jean-François Millet. Ogni artista ha affrontato la foresta in un modo originale e personale. Monet si è innamorao dei contrasti di luce tra la strada per Chally e la foresta circostante, Millet ha voluto comunicare un messaggio sociale attraverso la rappresentazione della povertà dei contadini della zona. Gustave Courbet, padre del realismo francese, ha soggiornato più volte a Fontainebleau e vi realizzato delle opere che presentano paesaggi avvolti in un’atmosfera magica e fiabesca, come dimostra “La raffica di vento” (1865), dal Museum of Fine Arts di Huston (nella foto). In mostra sono presenti anche delle opere sull’aspetto meno studiato relativo alla presenza artistica a Fontainebleau: viene infatti presentata una vasta selezione di fotografie. Le fotografie di Gustave Le Gray e Eugène Cuvelier (nella foto: Eugène Cuvelier, L'orage (forêt de Fontainebleau) © photo RMN, René-Gabriel Ojeda )furono realizzate negli stessi anni in cui gli impressionisti dipingevano la foresta e ci vengono presentate in un allestimento che le affianca agli stessi scorci nei dipinti.

Un luogo che non ha smesso di affascinare artisti e letterati anche nei decenni successivi. Alcune delle pagine più belle dell’ “Educazione sentimentale” di Flaubert descrivono le passeggiate di Frédéric e Rosanette nella foresta di Fontainebleau. Nel ventesimo secolo, Pablo Picasso scriverà: Vado a passeggiare nella foresta di Fontainebleau, faccio indigestione di verde, devo pur liberarmi di questa sensazione in un quadro.

 

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedisendhal.com

12 marzo 2008

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola