Il
norvegese Lars Ramberg, nato a Oslo nel 1964, porta
alla Biennale di Venezia un'insolita installazione
costituita da tre tipiche toilette parigine,
colorate ognuna con uno dei colori del Tricolore e
con sulla sommità il motto della rivoluzione
francese: fraternitè, egalitè,
libertè. Al loro interno si ascolta la
Marsigliese. L'opera proviene dal Museo Nazionale
d'Arte, di Architettura e di Design di Oslo, dove è
effettivamente usata come bagno pubblico nei cortili
del museo. Un urinatoio duchampiano in veste
chimica e ultramoderna.
L'opera
ricorda la sfortunata vicenda tutta italiana delle
giovani artiste Goldiechiari, che alla mostra
bolzanina "Group Therapy" proposero un'installazione
costituita da un water il cui sciacquone era
collegato a un impianto stereo che trasmetteva
l'inno di Mameli Seguirono polemiche a non finire,
denunce, interventi della procura, coinvolgimenti
della politica e due sequestri dell'opera,
intitolata "Confini immaginari" (Approfondisci).
Nella nazionalista e patriottica Francia, invece,
nessuno ha ritenuto offensive che oltralpe si
esponessero in una delle manifestazioni artistiche
di maggiore risonanza mondiale, tre bagni pubblici
accompagnati dai colori del tricolore, dall'inno
nazionale e dalle tre parole più care ai francesi.
Tommaso Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
15
settembre 2007
Fotografie
realizzate da Tommaso Martini l'1 agosto 2007, soggette al regolamento del
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