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Redazione

 

Itinerario interiore

di Claudia Colia

In mostra gli scatti poetici di Andrej Tarkovskij

 

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Bright, Bright Day

dal 22 novembre 2007 al 20 gennaio 2008

Londra, The White Space Gallery

Vere Street

 

Dal martedì al venerdì: 11.00-18.00

Sabato e domenica: 11.00-17.00

Ingresso gratuito

La White Space Gallery è uno spazio particolare, racchiuso tra le mura di una chiesa sconsacrata, in una strada a ridosso della caotica e celebre Oxford Street.

La galleria è nata nel 2001 per ospitare rassegne di fotografia e arte contemporanea e presentare ad un pubblico internazionale, non solo i lavori di artisti attivi nella Russia odierna, ma anche retrospettive ed eventi in collaborazione con istituzioni culturali russe e britanniche. 

Un ambiente ottimale per Bright, Bright Day”, una raccolta suggestiva di 45 fotografie scattate dal regista Andrej Tarkovskij tra Russia e Italia, in un arco di tempo compreso tra il 1979 e il 1984.

La mostra è il seguito di un primo nucleo di foto polaroid, presentato tempo addietro con il titolo di “Instant Light”, ed è stata organizzata, in collaborazione con la Tarkovskij Foundation, nel contesto più ampio di un Festival di cinema e giornate di studio, dedicato al 75° anno dalla nascita del celebre regista e al centenario del padre e poeta, Arsenij.

Andrej Tarkovskij, genio indiscusso del cinema, non solo russo, ma internazionale, scomparve prematuramente per un cancro, mentre era in esilio in Europa, nel 1986.

Nei suoi film il regista ha saputo interpretare storie umanissime, intrise di simboli, immagini oniriche, spunti autobiografici, in cui la nostalgia per la propria terra si fonde all’amore per la natura e alla ricerca della bellezza. Un linguaggio fortemente poetico, una vera rivoluzione nel modo di fare cinema, non solo per le inquadrature complesse, cariche di significato, e la narrazione lenta, quasi pittorica, ma anche per un uso particolare dei suoni, capace di attivare nello spettatore un’intensa esperienza emotiva.

Negli scatti di Tarkovskij, pur trattandosi di fotografie private, si ritrova la stessa poetica dei suoi film, una malinconia soffusa per lo scorrere del tempo e la fugacità della vita, la necessità di fermare persone e cose, prima che si dissolvano.

Tarkovskij aveva ricevuto l’inseparabile polaroid come regalo da Michelangelo Antonioni.

Le immagini che il regista russo scatterà in meno di un decennio testimoniano le sue peregrinazioni tra Est e Ovest, un viaggio interiore in cui volti amati, paesaggi e simboli assumono atmosfere oniriche, in cui distanze e differenze geografiche passano in secondo piano.

Come in molte foto dell’epoca, i colori appaiono virati verso tonalità bluastre, tuttavia il taglio tradisce composizioni accurate, e i soggetti appaiono trasfigurati dal ricordo e dalla luce.

Arte e vita si fondono. Le foto di Tarkovskij tradiscono riferimenti al cinema e alla poetica personale, e, non a caso, la White Space Gallery arricchisce la rassegna con proiezioni di scene tratte dai film.

Gli scatti russi rivelano un immaginario personale ed intimo, sulla scia de “Lo Specchio” (1974), mentre i paesaggi romantici del soggiorno italiano si tramutano in scenari malinconici, fondali estranei di un esilio, in cui diversi personaggi, dallo sceneggiatore Tonino Guerra, con il quale il regista realizza “Nostalgia” (1983), allo stesso Antonioni, si inseriscono in maniera accidentale.

Le foto ci narrano storie segrete, tra sogno e ricordo; trame fatte di case isolate, alberi contorti, insoliti tagli di luce, ombre, vasi di fiori, affetti familiari. C’è poi la metafora ricorrente del cane e quell’inquietudine esistenziale che, nei toni dolci e nelle inquadrature enigmatiche, sa lasciare spazio all’immaginazione inquisitiva dello spettatore.

All’esposizione si accompagna il lancio del libro edito dal fotografo Stephen Gill, con articoli di importanti critici e la più esauriente selezione di foto polaroid scattate da Tarkovskij, nonché foto di famiglia realizzate da Lev Gornung, poemi del padre Arsenij e un saggio del regista sulla fotografia.

La mostra nel 2008 si trasferirà a Mosca e poi a Verona.

Claudia Colia claudiacolia@sindromedistendhal.com

30dicembre 2007

Immagini:© Andrey A. TArkovsky. Courtesy: White Space Gallery

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola