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Redazione

John Kay nel secolo dei Lumi

di Claudia Colia

Cronache da un’Edimburgo insolita, tra cambiamenti e contrasti.

 

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dal 15 dicembre 2007

Londra,The National Portrait Gallery

St Martin's Place, WC2H 0HE

 

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00,

giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 21.00

 Ingresso gratuito

La National Portrait Gallery è sede della più grande collezione di ritratti al mondo, una significativa raccolta di uomini e donne che hanno fatto la storia della Gran Bretagna, dal medioevo ad oggi. In aggiunta alla collezione permanente e alle mostre speciali, ogni anno la galleria presenta un programma di esposizioni temporanee, composte per lo più da dipinti, fotografie e stampe provenienti dagli archivi.

Il 15 dicembre si è inaugurata, nella sala 16, una piccola, interessante mostra, dal titolo: John Kay’s Curious Characters.

John Kay (1742-1826), figlio di un muratore scozzese, fu avviato giovanissimo alla carriera di barbiere, attività che svolse ad Edimburgo per parecchi anni. Tuttavia, nel tempo libero, senza aver avuto alcun tipo di educazione artistica, si dedicava con maestria e humour, a realizzare ritratti e caricature dei personaggi più in vista della città. Grazie al mecenatismo di William Nisbet of Dirleton, nel 1785 Kay fu in grado di chiudere la bottega di barbiere e iniziare a lavorare come miniaturista e incisore, aprendo un negozio in Parlament Close.

Le opere di Kay costituiscono oggi un interessante spaccato della società dell’epoca tardo georgiana. Edimburgo, tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo era detta l’Atene del Nord. Il capoluogo scozzese, costituito da un nucleo medievale densamente popolato a cui si andava aggiungendo un nuovo tessuto urbano, fu uno dei centri più importanti dell’Illuminismo in Gran Bretagna e diede vita a nuove idee, basate sul progresso sociale e l’avanzamento delle scienze.

Si calcola che, in un arco di tempo che va dal 1784 al 1822, Kay abbia inciso circa novecento immagini, raffiguranti scienziati, storici, politici e notabili scozzesi, tra cui l’economista Adam Smith. L’incisione, realizzata nel 1790, è l’unico ritratto di Smith sopravvissuto fino a noi, quando il filosofo era ancora in vita ed il personaggio è raffigurato a fianco di un tavolo, su cui è posta la sua opera fondamentale, quella Ricchezza delle Nazioni, pubblicata nel 1776, che gli valse il titolo di fondatore dell’economia politica liberista.

L’interessante percorso espositivo, pur cercando di rispettare l’andamento cronologico, è organizzato secondo alcune tematiche, volte a ricreare l’atmosfera e le caratteristiche sociali dell’epoca. Di volta in volta ci imbattiamo quindi in ritratti di personaggi dell’establishment, delle arti e delle scienze, del commercio e dei traffici, ma anche figure legate alla giustizia e al crimine. A ciò si uniscono le curiosità, gli svaghi e l’antico divertissement delle “teste composte”, vignette satiriche che rappresentano, in un’unica composizione, dritte o capovolte, insanabili dicotomie, come le gioie del fidanzamento e le liti del matrimonio, la pingue soddisfazione dell’avvocato e la livida dipendenza del cliente.

Forse perché non irregimentato da formazioni accademiche, il tratto di Kay è stranamente fresco e moderno, di un’ironia graffiante. Il geologo James Hutton viene ritratto nel 1787 mentre è intento a conversare con delle facce che emergono dalla roccia, a simboleggiare che gli strati geologici possono essere esaminati ed investigati per una nuova versione della storia della Terra. I legami di stima ed amicizia tra Scozia e Francia, accomunate dalla visione dell’Inghilterra quale nemico comune, si alimentano delle letture filosofiche e regalano spunti per insoliti parallelismi ed ironie.

Kay sottolinea divertito la straordinaria somiglianza del postino Mr. Watson, un signor nessuno in quel di Edimburgo, con il grande pensatore Voltaire, le cui fattezze erano note all’incisore solo grazie al coperchio dipinto di una tabacchiera.

Kay non ha paura di criticare in senso giocoso le attitudini dei suoi concittadini. Le noiose prediche del leader del partito conservatore, Alexander Webster, trovano come pubblico una massa di atei, agnostici, cattivi fedeli, già noti in città, che, affollando le navate e gli spalti di Tolbooth Church, sono addormentati o volti di spalle o semplicemente non interessati all’evento.

Ma l’ironia dell’artista si sofferma anche sui fenomeni di costume, la congerie di nani, giganti, attori, venditori ambulanti, vecchi centenari, benefattori, malviventi e intenditori d’arte, che affollano le vie della città. Un’asta di libri o un combattimento di galli, tutto serve a stimolare l’estro caricaturale, a regalare un frammento di vita.

Kay non risparmia nemmeno a se stesso questo gusto per la satira e il disincanto.

Agli albori della sua carriera ufficiale di artista, nel 1786, l’incisore, non più barbiere e chirurgo, si rappresenta in una posa intellettuale, su una sedia antica, col busto del poeta Omero e gli strumenti del mestiere poggiati sul tavolo. Libri, stampe, gusto antiquario, scienze ed arti sono i simboli che contano nella vita di Kay. Tuttavia, proprio dietro al ritratto del maestro, campeggia, sornione, un enorme gatto acciambellato, forse il più grosso di Scozia. E tanta nobiltà di intenti passa in secondo piano, oscurata dal rapporto più intimo e vero con l’animale domestico preferito.

Claudia Colia claudiacolia@sindromedistendhal.com

20 dicembre 2007

Foto National Portrait Gallery, London

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola