Abbia cure di sé
Sophie Calle

Dal 10 giugno al 21 novembre 2007

Padiglione Francese, Giardini della Biennale
52 Esposizione internazionale d'arte di Venezia

 

Venezia, Giardini Biennale – Arsenale
Orario di apertura h. 10 > h. 18
Giardini chiuso il lunedì
Arsenale chiuso il martedì

www.labiennale.org

Ingresso (comprensivo di tutte le sedi espositive della Biennale)
Intero 15€ Ridotto 12 € Studenti 8 €

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Redazione

La Francia partecipa alla 52esima Esposizione internazionale di Venezia con un contributo molto originale per il proprio Padiglione ai Giardini. Merito dell’artista Sophie Calle, parigina, classe 1953, che porta in Biennale il suo progetto “Abbia cura di sé”. Centosette donne da tutto il mondo reinterpretano a loro modo la mail ricevuta da Calle stessa con la quale il suo fidanzato troncò il loro rapporto.

Il progetto inizia il 9 giugno di un anno fa. La Calle pubblica su Le Monde un annuncio del tutto simile a quello con cui normalmente si cercano i lavori più convenzionali. Ma la sua richiesta non è di questo tipo:  “Sophie Calle, artista scelta per rappresentare la Francia alla 52a Biennale di Venezia, ricerca persona entusiasta che possa svolgere la funzione di commissario dell'esposizione. Richieste referenze e inglese corrente. Retribuzione da pattuire. Inviare CV e lettera di presentazione all'indirizzo: scbiennale@galerieperrotin.com". Centinaia di risposte, tra le quali la scelta ricade sul suo connazionale Daniel Buren, artista concettuale nato a Boulogne-Billancourt nel 1938. Coinvolta la maison francese Chanel come sponsor, ha dato il via all’allestimento del Padiglione francese. Contributi video, fotografie, oggetti, musiche, lettere realizzate tra la altre anche da Luciana Litizzetto (che legge la lettera tagliando una cipolla, scoppiando in un ambiguo pianto finale e una maledizione alle cipolle), frutto della personale lettura che ogni donna ha proposto della lettera. Le partecipanti al progetto sono state scelte in base a un lungo elenco di professioni, tra le quali, quella di mediatrice familiare, esegeti dei testi ebraici, attrici, scrittrici, sessuologhe, pagliacci, e altre professioni più o meno stravaganti. Il risultato è un’opera ricchissima che si inserisce in una poetica sempre attenta all’indagine dell’intimità, al pedinamento psicologico. Nei suoi quasi trent’anni di attività ha realizzato opere, definite da molti concettuali, come “Suite Venitienne” (1980), resoconto dello spionaggio per due settimane di uno sconosciuto tra le calli di Venezia. Ancora a Venezia con “L’hotel” (1981), realizzato fotografando le stanze di un albergo per fermare i segni del passaggio dei clienti. “The adress book” (1983), nasce fortuitamente dal rinvenimento di una rubrica telefonica per strada. Chiama tutti i numeri presenti, chiedendo un ritratto del proprietario della rubrica, che sarà ricomposto in un mosaico pubblicato settimanalmente su Liberation. Ancora una storia d’amore finita sarà al centro dell’installazione “Doleur exquise” (1984), resoconto di un viaggio a Bombay conclusosi con l’addio del fidanzato. Un’opera che svolge una dichiarata funzione catartica, ricercata anche nel lavoro realizzato per la Biennale.

Ad arricchire “Abbia cura di sé”, la trovata della giovane critica italiana Laura Leuzzi che aveva partecipato alle “selezioni” del curatore ma non era stata scelta. Lezzi decise di reagire usando la stessa arma di Sophea Calle. In aprile pubblica su Le Monde un annuncio rivolto a tutti i critici ai quali è stato preferito Buren. Li invita a raccolta ai Giardini della Biennale nei giorni dell’inaugurazione per un Salon des refusés del tutto particolare, al quale prendono parte i Commissaires refusés, una finta protesta che in realtà è un contributo all’artista francese. Da questo progetto nasce il sito internet www.commissairesrefusesdesophiecalle.net e un video realizzato da Stefano Scialotti in occasione della strana riunione dei curatori mancati della Calle. (Nella foto, tratta dal sito www.commissairesrefusesdesophiecalle.net , i curatori all'ingresso della Biennale).

 

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com     

15 settembre 2007     

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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