"Il
potere di immaginazione della sua mente è dei
più impressionanti e la commistione di
meraviglia e di serenità e’ qualcosa di
completamente unico nella mia esperienza”;
questo dice di lui la grande firma della
fantascienza mondiale Brian B. Aldiss. La
fantascienza non è un mondo così poi così
lontano dall’opera dell’artista Lanfranco, in
mostra con 75 dipinti al Palazzo del Podestà di
Rimini fino al 2 novembre.
L’esposizione, dall’evocativo titolo Apridonna,
si compone di raffigurazioni che vanno dagli
anni Trenta fino ai giorni nostri e disegnano
l’evoluzione dell’arte fantastica in Italia.
Conosciuto soprattutto per i dipinti surrealisti
- corrente con la quale condivide la
partecipazione artistica alla vita come
incantesimo e la tensione poetica – si è
guadagnato una fetta di notorietà più popolare
negli anni Settanta, quando ha firmato alcune
copertine del gruppo musicale Le Orme.
Si autodefinisce pittore del realismo fantastico
e la sua dimensione creativa parte per ogni
opera da un principio di arte visionaria dove
trovano posto il soggetto sacro, il rapporto
uomo-macchina, la donna come centro
dell’universo. Quest’ultimo tema gli è
particolarmente caro e, non a caso, costituisce
il comune denominatore tra i quadri della mostra
riminese.
Nato a Quingentole in provincia di Mantova nel
1920, egli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta
intrattiene
rapporti con Henry Moore, Lucio Fontana, Dino
Buzzati, Felix Lambisse. Partecipa all’
esperienza della rivista Plane’te diretta da
Louis Pauwels, firma libri fantascienza,
contribuisce alla nascita delle visioni
biomeccanoidi di H. R. Giger. Oggi compie
virtuosistiche sperimentazioni nel campo del web
design e continua a dipingere.