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Redazione

Bill Viola in mostra al Palazzo delle Esposizioni

di Lucia Ferroni

 

Roma. Fino al 6 gennaio 2009

Le Visioni Interiori di Bill Viola in mostra a Roma fino al 6 gennaio.

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Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 21 ottobre al 6 gennaio 2009, la mostra Visioni interiori presenta 16 opere di Bill Viola. Si tratta di video e installazioni video realizzate tra il 1995 e il 2007, allestite per l'occasione da Kira Perov, moglie dell'artista.

Ti affacci in una sala buia. Di fronte a te un'immagine enorme: un uomo cammina al rallentatore e la sua figura emerge lentamente da uno sfondo buio, arriva in primo piano e si ferma. Una piccola fiammella si accende ai suoi piedi, cresce fino a diventare un enorme fuoco che lo avvolge e in cui la figura si dissolve. Questa è la prima immagine che accoglie lo spettatore; gli occhi si abituano pian piano all'oscurità finché si riescono a distinguere i bordi del gigantesco schermo della prima sala. Sul retro, la stessa figura è ugualmente annientata, stavolta da una cascata d'acqua dalla potenza straordinaria. E questo è soltanto l'inizio.

Il percorso della mostra Visioni interiori si compone di due parti: una prima serie di installazioni video quasi tutte di grandi dimensioni disposte attraverso un percorso di stanze buie e una seconda parte, in cui trovano posto anche schermi di dimensioni più ridotte, lungo un corridoio illuminato.
Saltano subito all'occhio in maniera evidente alcune caratteristiche e temi ricorrenti: la presenza dell'acqua, i riferimenti all'iconografia pittorica, la dualità uomo/donna, le figure sofferenti, la cura nella scelta dei colori e degli sfondi, il ricorso al ralenti e delle immagini così incise e nette da risultare stilisticamente fredde, nonostante la forte componente emotiva delle opere.

Alcune di queste scelte le spiega l'autore stesso, prima fra tutte la dilatazione del tempo dell'azione che, in misura variabile, domina tutte le opere della mostra.
Lo scopo delle riprese realizzate a 300 fotogrammi al secondo non è soltanto un piacevole effetto estetico ma un vero e proprio ampliamento delle possibilità percettive dello spettatore.
Questi video, infatti, ci permettono di vedere cose altrimenti mai viste e proprio l'approfondimento delle varie dimensioni della realtà attraverso la percezione è lo scopo delle opere di Bill Viola.
Le sue installazioni video vogliono stimolarci a compiere un viaggio all'interno di noi stessi, a conoscerci e in effetti il potere di suggestione di queste immagini opera a livello profondo: non si tratta tanto di decifrare dei significati, di capire, quanto di percepire.
Il tempo delle opere, dilatato dalle riprese a rallentatore, crea una sorta di spazio interiore nel quale lo spettatore in qualche modo si ripiega, spinto ad ascoltare più se stesso che i suoni dei video, spesso assenti. La fruizione di queste opere è qualcosa che si avvicina più ad un'esperienza che ad una visione tradizionale. Alcuni video sono talmente lunghi (130 minuti il più lungo) che le modificazioni dell'immagine sono quasi impercettibili e viene da chiedersi quale tipo di fruizione abbia immaginato l'artista per questo tipo di opere, se davvero avesse in mente una visione ininterrotta e statica o forse piuttosto una frammentata, episodica.
In ogni caso, secondo Bill Viola, l'arte deve fare appello alla componente emotiva dello spettatore: ecco dunque la scelta, spesso attuata anche in esposizioni precedenti, di non usare didascalie o pannelli esplicativi perché spingono il fruitore ad interagire con l'opera più su un piano intellettuale che emotivo.

 

Oltre a inaugurare la mostra e ad incontrare la stampa, Bill Viola si è prestato in questi giorni anche ad una serie di incontri con studenti universitari ed è così che il valore umano si aggiunge ai meriti artistici. L'incontro con Bill Viola permette infatti di scoprire una persona dalla disponibilità straordinaria che invece di celebrare se stesso di fronte al giovane pubblico, racconta di sé e della sua carriera solo ciò che può essere utile a degli studenti che forse sognano di entrare un giorno nel mondo dell'arte.

Ecco allora che ci parla della sua idea di arte: un elemento necessario al mondo, soprattutto a quello corrotto di oggi, che senza arte si troverebbe privato di spirito e umanità.
Poi il racconto della sua formazione: gli studi universitari nei quali non si sente a suo agio e  l'incontro con un maestro che gli cambia la vita e lo inserisce in un ambiente in cui la prima regola è che non ci sono regole. Seguono le collaborazioni con artisti italiani negli anni '70, grazie alle sue competenze tecniche, soprattutto nel nascente settore dell'elettronica e un'esperienza di sei anni proprio nel campo della musica elettronica durante i quali impara a padroneggiare il linguaggio del video. Riguardo al tema della tecnologia, presente in maniera così determinante nella sua opera, l'artista sottolinea come essa non sia altro che un mezzo, uno strumento per raggiungere uno scopo; la tecnica non è quindi secondo lui qualcosa da esibire di per sé.
Bill Viola parla poi con affetto del rapporto con la moglie, fotografa, con cui ha stretto un sodalizio artistico oltre che umano. Racconta anche di un'esperienza che è stata fonte di grande ispirazione per lui: il periodo trascorso in Giappone, la conoscenza del Buddhismo e gli insegnamenti di un maestro zen. Infine una raccomandazione per i probabili artisti di domani: il processo artistico deve essere una continua ricerca, un tentativo di conoscere se stessi e non smettere di porsi domande a cui non si riuscirà mai a rispondere in maniera esauriente.

 Una nota curiosa, al termine dell'intensa giornata: assalito da richieste di autografi, Bill Viola risponde con la premura di accompagnare alla sua firma un piccolo schizzo ironico a pennarello, diverso per ognuno di noi.

 

Lucia Ferroni

28 ottobre 2008

Orario mostre
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30
Domenica: 10.00 - 20.00. Lunedì: chiuso
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
00184 Roma
Call center 06 39967500

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola