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Al
Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 21 ottobre al
6 gennaio 2009, la mostra Visioni interiori presenta
16 opere di Bill Viola. Si tratta di video e
installazioni video realizzate tra il 1995 e il 2007,
allestite per l'occasione da Kira Perov,
moglie dell'artista.
Ti affacci in una sala buia. Di fronte a te un'immagine
enorme: un uomo cammina al rallentatore e la sua figura
emerge lentamente da uno sfondo buio, arriva in primo piano
e si ferma. Una piccola fiammella si accende ai suoi piedi,
cresce fino a diventare un enorme fuoco che lo avvolge e in
cui la figura si dissolve. Questa è la prima immagine che
accoglie lo spettatore; gli occhi si abituano pian piano
all'oscurità finché si riescono a distinguere i bordi del
gigantesco schermo della prima sala. Sul retro, la stessa
figura è ugualmente annientata, stavolta da una cascata
d'acqua dalla potenza straordinaria. E questo è soltanto
l'inizio.
Il percorso della mostra Visioni interiori si compone
di due parti: una prima serie di installazioni video quasi
tutte di grandi dimensioni disposte attraverso un percorso
di stanze buie e una seconda parte, in cui trovano posto
anche schermi di dimensioni più ridotte, lungo un corridoio
illuminato.
Saltano subito all'occhio in maniera evidente alcune
caratteristiche e temi ricorrenti: la presenza dell'acqua, i
riferimenti all'iconografia pittorica, la dualità
uomo/donna, le figure sofferenti, la cura nella scelta dei
colori e degli sfondi, il ricorso al ralenti e delle
immagini così incise e nette da risultare stilisticamente
fredde, nonostante la forte componente emotiva delle opere.
Alcune di queste scelte le spiega l'autore stesso, prima fra
tutte la dilatazione del tempo dell'azione che, in misura
variabile, domina tutte le opere della mostra.
Lo scopo delle riprese realizzate a 300 fotogrammi al
secondo non è soltanto un piacevole effetto estetico ma un
vero e proprio ampliamento delle possibilità percettive
dello spettatore.
Questi video, infatti, ci permettono di vedere cose
altrimenti mai viste e proprio l'approfondimento delle varie
dimensioni della realtà attraverso la percezione è lo scopo
delle opere di Bill Viola.
Le sue installazioni video vogliono stimolarci a compiere un
viaggio all'interno di noi stessi, a conoscerci e in effetti
il potere di suggestione di queste immagini opera a livello
profondo: non si tratta tanto di decifrare dei significati,
di capire, quanto di percepire.
Il tempo delle opere, dilatato dalle riprese a rallentatore,
crea una sorta di spazio interiore nel quale lo spettatore
in qualche modo si ripiega, spinto ad ascoltare più se
stesso che i suoni dei video, spesso assenti. La fruizione
di queste opere è qualcosa che si avvicina più ad
un'esperienza che ad una visione tradizionale. Alcuni video
sono talmente lunghi (130 minuti il più lungo) che le
modificazioni dell'immagine sono quasi impercettibili e
viene da chiedersi quale tipo di fruizione abbia immaginato
l'artista per questo tipo di opere, se davvero avesse in
mente una visione ininterrotta e statica o forse piuttosto
una frammentata, episodica.
In ogni caso, secondo Bill Viola, l'arte deve fare
appello alla componente emotiva dello spettatore: ecco
dunque la scelta, spesso attuata anche in esposizioni
precedenti, di non usare didascalie o pannelli esplicativi
perché spingono il fruitore ad interagire con l'opera più su
un piano intellettuale che emotivo.
Oltre a inaugurare la mostra e ad incontrare la stampa,
Bill Viola si è prestato in questi giorni anche ad una
serie di incontri con studenti universitari ed è così che il
valore umano si aggiunge ai meriti artistici. L'incontro con
Bill Viola permette infatti di scoprire una persona
dalla disponibilità straordinaria che invece di celebrare se
stesso di fronte al giovane pubblico, racconta di sé e della
sua carriera solo ciò che può essere utile a degli studenti
che forse sognano di entrare un giorno nel mondo dell'arte.
Ecco allora che ci parla della sua idea di arte: un elemento
necessario al mondo, soprattutto a quello corrotto di oggi,
che senza arte si troverebbe privato di spirito e umanità.
Poi il racconto della sua formazione: gli studi universitari
nei quali non si sente a suo agio e l'incontro con un
maestro che gli cambia la vita e lo inserisce in un ambiente
in cui la prima regola è che non ci sono regole. Seguono le
collaborazioni con artisti italiani negli anni '70, grazie
alle sue competenze tecniche, soprattutto nel nascente
settore dell'elettronica e un'esperienza di sei anni proprio
nel campo della musica elettronica durante i quali impara a
padroneggiare il linguaggio del video. Riguardo al tema
della tecnologia, presente in maniera così determinante
nella sua opera, l'artista sottolinea come essa non sia
altro che un mezzo, uno strumento per raggiungere uno scopo;
la tecnica non è quindi secondo lui qualcosa da esibire di
per sé.
Bill Viola parla poi con affetto del rapporto con la
moglie, fotografa, con cui ha stretto un sodalizio artistico
oltre che umano. Racconta anche di un'esperienza che è stata
fonte di grande ispirazione per lui: il periodo trascorso in
Giappone, la conoscenza del Buddhismo e gli insegnamenti di
un maestro zen. Infine una raccomandazione per i probabili
artisti di domani: il processo artistico deve essere una
continua ricerca, un tentativo di conoscere se stessi e non
smettere di porsi domande a cui non si riuscirà mai a
rispondere in maniera esauriente.
Una nota curiosa, al termine dell'intensa giornata:
assalito da richieste di autografi, Bill Viola risponde con
la premura di accompagnare alla sua firma un piccolo schizzo
ironico a pennarello, diverso per ognuno di noi.
Lucia Ferroni
28 ottobre 2008
Orario mostre
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30
Domenica: 10.00 - 20.00. Lunedì: chiuso
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
00184 Roma
Call center 06 39967500
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