Andy Warhol-Mostra omaggio nel ventennale della morte

Sparando a zero su Andy Warhol

Dal 26 maggio al 24 giugno

Abano Terme, Piazza dondi Dall'Orologio

Via Mascarella, 59/b,

Ingresso: libero

Informazioni

049 8668759 o 335 7367624

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Redazione

Non è forse la vita una serie d'immagini 

                          che cambiano solo nel modo di ripetersi?                                                                                    Andy Warhol

E’ difficile parlare di un’artista come Andy Wharol proponendo qualcosa che non sia stato detto, e cercando di non cadere nel banale e nel ripetitivo. Quello che colpisce di più della mostra non è tanto l’emozione che si prova quando ci si pone davanti alle opere di un grande artista contemporaneo, quanto il processo estetico che è stato possibile affrontare attraverso il confronto con le opere del grande fondatore della cultura artistica contemporanea.

Il suo linguaggio, la sua poetica, la capacita di essere istrionico ma al contempo lineare, la volontà di ridurre le immagini a tipologie di personaggi, icone, idoli, che noi abbiamo saputo carpire e fare nostri, conserva una metodologia simile a quel processo estetico che ormai accompagna milioni di persone al mondo e che rappresenta l’accensione della tv!

Noi tutti allora possiamo considerarci figli di Warhol, con pregi e difetti, figli dell’arte del super mercato, di pubblicità, icone, Coca Cola e Campbell! Non poteva essere altrimenti, in quanto Andrei Warhola conosciuto come Andy Warhol nasce a Pittsburgh 1928 divenendo pittore, scultore, regista ed artista negli anni dei grandi cambiamenti: gli anni ’60. Anni in cui si diceva addio al vecchio stile di vita per iniziare a diventare consapevoli di essere cittadini contemporanei! Egli si fece, allora, portavoce del dispiegarsi degli eventi trasformando, come dichiara, l’artista in un business artist ed affermando che “far denaro è arte e lavorare è arte e il buon business è la migliore delle arti” ed  è proprio con questa citazione che la Galleria d’arte 56 decide di aprire la mostra che contiene più di 50 opere per dare una visione generale non solo delle vicissitudini mentali dell’artista ma anche di come egli abbia cercato di esprimere al meglio la sua poetica pop.

Per Warhol la pop art è amare le cose e le sue famose ripetizioni fotografiche (Marylin, Mao ze dong ecc.) non rappresentano altro che un gesto d’amore, per questo l’artista (come già ci aveva insegnato Duchamp) non ha più un importanza rilevante per la realizzazione dell’opera, ma è colui che riesce a carpire prima degli altri determinati passaggi epocali e fenomeni sociologici, e che dotato di una profonda sensibilità cerca di condividere questa scoperta con gli altri. Non più, quindi, l’artigiano capace di realizzare il bello con la nuda mano, ma l’operatore culturale che funziona quasi come una macchina!

La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all'interno di un museo o di una mostra d'arte, era una provocazione nemmeno troppo velata:l'arte doveva essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale.

Si potrebbe ritrovare nelle intenzioni dell’artista un ritorno alla poetica di Duchamp, d'altronde egli fu il primo che insegnò ad amare l’oggetto così com’è riscoprendo il quotidiano nelle sue molteplici sfaccettature, e Warhol non fece altro che amare i suoi tempi nei suoi moti più complessi, innalzando l’oggetto o la persona a status quo, a prolungamento di noi stessi, facendoci diventare, parafrasando McLuhan, narcotizzati e narcisi!

La mostra che ha affrontato 4 tappe museali spagnole giunge a Bologna dal 21 aprile al 23 maggio presso la Galleria 56 e dal 26 maggio al 24 giugno presso la sede di Abano Terme, curata  da Claudio Spadoni e Estemio Serri, presenta tra le molteplici opere, la famosissima marilyn, mao tse dong, i modelli campbell, e tantissime altre serigrafie che ci faranno fare un tuffo nelle nostre radici, ci faranno incontrare i nostri idoli, e sentirci celebri anche noi a nostra volta; d'altronde lui l’aveva intuito dicendo che “ Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti.”

14 maggio 2007 

Valentina Zoccali valentinazoccali@sindromedistendhal.com 

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