Piero Pizzi Cannella

Cattedrale


Dal 24 ottobre al 18 febbraio 2007

MACRO al Mattatoio, Roma
Piazza Orazio Giustiniani

http://www.macro.roma.museums

Tutti i giorni 16.00-24.00

Lunedì CHIUSO

Ingresso libero

Courtesy: Macro, Roma

 

La sede all’ex-Mattatoio di Testaccio del Museo Comunale d’arte moderna MACRO, presenta l’ultima personale dell’artista romano Piero Pizzi Cannella (Rocca di Papa, 1955), intitolata “Cattedrale”. Dodici tele di grande formato e numerosi disegni vengono presentati in una delle cattedrali dell’industria romana del Novecento, ambiente restaurato e adibito a museo dal 2003.

Il dialogo che si instaura tra lo spazio espositivo e le opere è quanto mai intenso. I luoghi del sacro e dello spirito emergono su tele oscurate da vaste campiture nere, che cancellano, si sovrappongono, invadono lo spazio delle cattedrali. E questo colore scuro esce dalla superficie delle tele e si intreccia con la struttura del mattatoio, con le colonne in ghisa e i binari aerei lasciati intatti nel corso del restauro, e con il pavimento in cemento. Si  crea così una continuità tra l’ambiente in cui noi visitatori ci troviamo, diviso dalle colonne in tre navate, e l’ambiente metafisico delle opere di Pizzi Cannella. Una continuità non solo cromatica. Le cattedrali così cancellate, cupe, lontane nel tempo e nello spazio (come suggerisce il color seppia delle tele), sembrano echi di una spiritualità ormai perduta nel nostro mondo contemporaneo. Le forme delle cattedrali ricordano spesso strutture dell’archeologia industriale, un altro mondo tramontato come testimonia lo spazio del Mattatoio, luogo della memoria collettiva di un quartiere e di una città. Nel video “Con chi parlo, o la fabbrica dei pennelli”, un  dialogo telefonico che assume i caratteri di un flusso di coscienza sulla propria arte e la propria poetica, Pizzi Cannella dice dipingo a memoria, come si diceva una volta, ma non è una memoria personale, è una memoria collettiva, è quello che resta della memoria. Quello che resta delle cattedrali, della spiritualità e, ci suggerisce l’azzeccato connubio tra queste opere e lo spazio che le presenta, quello che resta del mondo industriale.

Un ottima mostra quindi, in cui i lavori dell’artista sono arricchiti ed esaltati dallo spazio. Le dodici tele sono il frutto delle ricerche degli ultimi anni di Pizzi Cannella, operativo a Roma dalla metà degli anni Settanta. Uno degli artisti che hanno eletto a propria sede l’ex pastificio Cerere di San Lorenzo, a sua volta esempio di archeologia industriale (fu attivo dal 1902 al 1960) e trasformato, dopo anni di abbandono, in uno dei luoghi dell’innovazione dell’arte italiana ad opera dei giovani artisti Nunzio, Giuseppe Gallo, Gianni Dessì, Marco Tirelli, Bruno Ceccobelli e, appunto, Piero Pizzi Cannella, che qui vivono e lavorano a partire dagli anni Settanta-Ottanta, portando avanti ricerche artistiche su percorsi non necessariamente coevi.

Foto: l'interno del MACRO al Mattatoio: la struttura in ghisa e il pavimento in cemento e le opere di Piero Pizzi Cannella alle pareti. Sul serpentone centrale è esposta una serie di disegni, anch'essi con soggetto le cattedrali.

10 gennaio 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

 

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