|
Al
Chiostro del Bramante, splendido esempio di
architettura rinascimentale, sarà in mostra, fino al 3
Maggio 2009, la prima esposizione dedicata interamente a
Caio Giulio Cesare, grande protagonista della
storia di Roma.
Oratore eccelso, intrepido combattente,
politico astuto, Cesare rappresenta la “figura ponte” che
accompagnò il passaggio dalla Repubblica romana all’Impero.
Il titolo della mostra “Cesare. L’uomo,
le imprese ed il mito” racchiude quello che è, del
resto, lo spirito dell’esposizione: una straordinaria
raccolta non solo di reperti archeologici, come si potrebbe
pensare data la collocazione storica del personaggio, ma
anche di opere d’arte provenienti da prestigiose collezioni
internazionali.
Gioielli, sculture, antichi mosaici, monete
raffiguranti l‘effige di Cesare provenienti dai
maggiori musei del mondo (Musei Vaticani, Musei Capitolini,
il Louvre, il British Museum, il Kunsthistorisches Museum di
Vienna, lo Staadtliche Museum di Berlino, il Museo
Archeologico di Napoli) sono esposti insieme a circa cento
dipinti di artisti quali Tiepolo, Rubens,
Guido Reni, Hayez, Rixens
che restituiscono sostanza alla vita dello stratega.
Dal Rinascimento che con Mantegna,
Andrea del Sarto e
William Shakespeare vide l’esaltazione delle imprese
di Cesare si giunge al Novecento con la proiezione di
filmati d’epoca rappresentanti la rielaborazione moderna del
personaggio.
La mostra si svolge in uno spazio avvolgente,
isolante, ovattato, che risucchia lo spettatore nel percorso
storico, permettendogli di immergersi pienamente nella
rappresentazione del mito.
Fu Cesare a iniziare la costruzione del mito
di se stesso, presentandosi come discendente di Enea, figlio
di Venere, che esule da Troia sbarcò sulle coste tirreniche:
sarà, poi, l’Eneide virgiliana a regalare a questo
mito l’immortalità.
Tra i tesori archeologici
ricordiamo la Statua di “Venere Genetrix” proveniente
dal Louvre, nonché le rarissime armi utilizzate per la
battaglia di Alesia e ritrovate grazie agli scavi voluti da
Napoleone III. Oltre al “Cesare Chiaramonti”
proveniente dai Musei Vaticani la mostra espone i busti di
personaggi che a vario titolo vissero nel tempo di Cesare :
Cicerone, Crasso, Marco Emilio Lepido, Pompeo.
L’arte figurativa
ha, poi, ripreso e rielaborato nei secoli la
grandezza del mito cesariano esaltando e regalando sostanza
a quella che fu la vita del “dictator” romano.
La seconda sezione della mostra, al piano
superiore del Chiostro, è un susseguirsi di magnifici
dipinti che mostrano la fortuna di Cesare nei secoli.
Svariate opere di grandi artisti sono dedicate al trionfo di
Cesare sui Galli tra le quali citiamo: “Vercingetorige
chiama i Galli alla difesa di Alesia“, opera di
F. Hermann, “Vercingetorige si arrende
davanti a Cesare“, di Henri Motte,
eseguita nel 1886.
Particolarmente suggestivo è il “Trionfo
di Cesare”, dipinto da Adolphe Yvon nel
1857, dove l’imperator appare l’incontrastato detentore del
potere assoluto.
Meraviglioso è, inoltre, il dipinto di
Rubens “La consegna della testa di Pompeo a
Cesare”. Dipinto emblematico che mostra chiaramente un
Cesare indignato per l’azione compiuta da Tolomeo XIII
(tagliò la testa a Pompeo), azione che non gli perdonò
nonostante Pompeo fosse stato il suo nemico di sempre.
Altri dipinti ci mostrano il coraggio di
Porzia, moglie di Bruto, e il suo suicidio dovuto alla
delusione per il comportamento del marito insieme figlio
dell’uomo Cesare e congiurato del dictator romano. «Tu
quoque, Brute, fili mihi!». La storiografia vuole che
siano queste le ultime pronunciate da Giulio Cesare quando,
alle Idi di marzo del 44 a.C., venne trafitto da ventitrè
coltellate che ne spensero le vita e l’ascesa politica.
Un ruolo importante nella vita e nell’ascesa
di Cesare lo ebbe la bella regina egiziana Cleopatra
immortalata da Michelangelo, Calvaert, Rixens e Yvon.
In mostra il “Ritratto di Cleopatra”,
di Michelangelo Buonarroti e la straordinaria
“Morte di Cleopatra” del fiammingo
Denys Calvaert.
Infine, la suggestiva tela raffigurante “La
morte di Cleopatra “ di Jean André Rixen,
in Italia per la prima volta in assoluto, attrae l’occhio
dello spettatore non solo per le sue dimensioni ma
soprattutto per l’immagine del corpo quasi scultoreo della
regina d’Egitto che si impone, privo di vita, sulla scena.
La sezione finale è interamente dedicata alla
produzione cinematografica novecentesca che propose svariate
volte le gesta di Cesare e degli antichi romani: dal cinema
muto in bianco e nero si giunge al 1963, anno del colossal
Cleopatra, per la regia di Joseph L. Mankiewicz.
Una mostra coinvolgente.
Primo monumentale tentativo di racchiudere in
un evento espositivo la grandezza di Caio Giulio Cesare e la
sua importanza storica e politica. Un’ occasione unica per
vedere da vicino e nello stesso luogo opere di inestimabile
valore storico ed artistico ma anche e soprattutto per
comprendere totalmente, nelle sue varie ed inaspettate
sfaccettature, la figura di Cesare uomo, comandante,
dittatore e letterato.
Marianna
Basileo
2 novembre
2008
Roma,
Chiostro del Bramante
Via della
Pace
Orario:
Tutti
i giorni 10.00-20.00
Sabato 10.00-21.00
Domenica 10.00-21.00
Lunedì chiuso
(la biglietteria chiude un’ora prima)
|