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I "Capricci"
di Goya
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Francisco
Goya (1746-1828) realizza i “Capricci” negli
ultimissimi anni del Settecento, pubblicandoli nel
febbraio del 1799. In ottanta tavole Goya
rivolge una serrata critica alla società del suo
tempo. Una riflessione sulla contemporaneità che è
fortemente influenzata da un dramma individuale, la
malattia che appena qualche anno prima lo aveva reso
sordo. Una tensione tra un mondo interiore ormai
fatto di silenzi, e un universo all’esterno che, in
un’analogia visiva del silenzio stesso, è dominato
dalle tenebre. Tenebre sulle quali Goya
proietta l’ironia e l’umorismo dell’Età dei Lumi, la
forza della ragione.
La
modernità di queste ottanta immagini fu sconvolgente
e rimase incompresa. L’intera serie fu ritirata dopo
la pubblicazione e la sua vendita riprese solo
qualche anno più tardi. Comunque con uno scarso
successo. La seconda edizione deve aspettare
cinquant’anni per vedere la luce. Ne seguiranno
dodici, di cui l’ultima nei difficili anni della
Guerra civile (1937). Ed alla guerra questi
capricci sono direttamente (e drammaticamente)
collegabili, in quanto prodromi della famosa serie
“I disastri della guerra”.
È
possibile suddividere l’imponente opera grafica di
Goya in almeno cinque gruppi tematici. Questa
operazione è stata condotta da un grande studioso di
Goya, Sanchez Canton. Quest’ultimo
individua un nucleo di opere legato all’istruzione e
all’educazione, uno al corteggiamento e ai costumi
femminili, un terzo attacca in modo sferzante i
notabili spagnoli, infine le ultime tavole si
riconducono alla stregoneria (e all’Inquisizione) e
ai folletti.

"Il sonno della ragione genera mostri"
Alcune
delle tavole sull’educazione presentano come
protagonisti dei somari. Un invenzione che dichiara
in modo esplicito il disincanto di Goya nei
confronti di un’istruzione che si affida ad
insegnanti ignoranti, facili ad elargire giudizi, e
che alla fine, genera, come è esemplificato in “Di
che morte morirà” (tav. 40), medici che condannano a
morte certa i pazienti.
Un numero
considerevole di tavole è dedicato alle donne. Con
particolare attenzione alle prostitute. Sono
ritratti di spagnole prosperose e belle. Femminilità
provocanti anche nelle tavole che ci parlano dei
vizi degli uomini, non lesinando una dura critica ai
modi succinti di molte donne. La serie segue passo
passo la formazione di una prostituta che eredita il
mestiere dalla madre, che rincontrerà vecchia,
caduta in miseria, ad elemosinare. Poi il
corteggiamento di vari uomini, pronti a fasi
“spennare”, infatti in alcuni lavori gli uomini sono
raffigurati come polli nelle mani delle meretrici.
Seguiamo la donna fino allo svergognamento pubblico,
alla solitudine, al carcere. Goya però non condanna
moralisticamanete queste donne, ma manifesta, pur
mantenendosi censore dei vizi, solidarietà umana,
attraverso i tratti tenui e morbidi dell’acquatinta.
Goya
riesce con un’efficacia fuori dal tempo a caricare
il reale, a penetrare nei vizi e nelle ipocrisie
della sua società. Con immagini a volte realistiche,
a volte oniriche o rasenti il surrealismo ancora
lontano da venire, scava nella superficie, raggiunge
ciò che si nasconde sotto la maschera. Una modernità
non solo di contenuti e di messaggio, ma anche
stilistica e figurativa. Alcune opere sembrano
anticipare il romanticismo ororifico e onirico.
Esemplare in tal senso “Il sonno della ragione
genera mostri”, che esprime un’esaltazione della
cultura illumistica e del razionalismo, in
un’immagine visionaria e irrazionale. “I capricci”
sono, quindi, anche la via preferenziale per
comprendere la complessità di quest’artista, che
visse a cavallo di due secoli, incarnando lo scontro
tra due epoche. |
Comunicato stampa:
Jusqu'au 8 juin, le
Petit Palais, musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris,
avec la participation de l’Institut national d’histoire de
l’art, présente les gravures de Francisco Goya (1746-1828).
Avec 280 œuvres, parmi lesquelles 210 estampes, dont
certaines inédites, Goya graveur retrace le parcours de
l’artiste, depuis ses premiers essais de graveur en 1778,
jusqu’aux audacieux
Toros de
Bordeaux
de 1825.
L’exposition aborde les influences de
l’artiste, de Rembrandt à Vélasquez, en passant par les
Tiepolo qui dominent la scène artistique espagnole de l’époque.
Les célèbres séries
des
Caprices
(1797-1799), des
Désastres
de la Guerre
(1810-1820), de la
Tauromachie
(1815-1816) et des
Disparates
(1816-1823) constituent le point d’orgue de cette
présentation. Plusieurs suites d’épreuves d’état associées
aux épreuves éditées, jusqu’aux éditions posthumes, montrent
pour la toute première fois le processus de création de
l’artiste et la subtilité de son travail, de l’eau-forte
pure jusqu’à l’aquatinte.
Quatre lithographies exécutées à Bordeaux,
sur le thème récurrent de la tauromachie, témoignent de
l’audace de l’artiste, ne reculant à la fin de sa vie,
devant aucune expérimentation.
Enfin, l’exposition met en lumière, à travers
un choix de plus de 70 dessins et estampes, l’influence
majeure de Goya sur les artistes français du XIXe siècle
comme Delacroix, Manet et Redon.
En complément du parcours chronologique,
l’exposition montre les techniques de gravure pratiquées à
l’époque de Goya. Les différentes étapes de la création sont
présentées à partir d’estampes des Caprices : avec notamment
des dessins préparatoires prêtés par le Musée du Prado aux
plaques de cuivres et tirages correspondants.
Au fonds du Petit Palais (legs Dutuit,
fleurons du fonds d’estampes du musée) s’ajoutent les
gravures rarissimes des collections du couturier Jacques
Doucet, fondateur de la Bibliothèque d’art et d’archéologie,
aujourd’hui Bibliothèque de l’INHA et celles de la
Bibliothèque Nationale de France.
C Commissaires
Maryline Assante di Panzillo, conservateur au
Petit Palais et Simon André-Deconchat, chargé d’études et de
recherche à l’INHA.
Petit
Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris :
Avenue Winston Churchill – Paris (8e)
Ouvert tous les jours de 10h à 18h
Nocturne le jeudi jusqu’à 20h pour les
expositions temporaires.
Sauf les lundis et jours fériés
Tarifs
:
Accès gratuit aux collections permanentes/
entrée payante pour les expositions temporaires :
Adulte : 9 euros
Réduit : 6 euros
Jeunes : 4,5 euros
www.petitpalais.paris.fr
Renseignements au 01 53 43 40 00
Contacts
presse :
Anne Le Floch
T. 01 53 43 40 21/ anne.lefloch@paris.fr
Catherine Dufayet Communication
Catherine.dufayet@wanadoo.fr, Benoîte
Beaudenon, bbeaudenon@wanadoo.fr
T. 01 43 59 05 05
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