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Redazione

Goya graveur

 

Fino all'8 giugno 2008

La tragedia e l'ironia di Goya nelle opere esposte al Petit Palais di Parigi.

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I "Capricci" di Goya

Francisco Goya (1746-1828) realizza i “Capricci” negli ultimissimi anni del Settecento, pubblicandoli nel febbraio del 1799. In ottanta tavole Goya rivolge una serrata critica alla società del suo tempo. Una riflessione sulla contemporaneità che è fortemente influenzata da un dramma individuale, la malattia che appena qualche anno prima lo aveva reso sordo. Una tensione tra un mondo interiore ormai fatto di silenzi, e un universo all’esterno che, in un’analogia visiva del silenzio stesso, è dominato dalle tenebre. Tenebre sulle quali Goya proietta l’ironia e l’umorismo dell’Età dei Lumi, la forza della ragione.

La modernità di queste ottanta immagini fu sconvolgente e rimase incompresa. L’intera serie fu ritirata dopo la pubblicazione e la sua vendita riprese solo qualche anno più tardi. Comunque con uno scarso successo.  La seconda edizione deve aspettare cinquant’anni per vedere la luce. Ne seguiranno dodici, di cui l’ultima nei difficili anni della Guerra civile (1937). Ed alla guerra questi capricci sono direttamente (e drammaticamente) collegabili, in quanto prodromi della famosa serie “I disastri della guerra”.

 È possibile suddividere l’imponente opera grafica di Goya in almeno cinque gruppi tematici. Questa operazione è stata condotta da un grande studioso di Goya, Sanchez Canton. Quest’ultimo individua un nucleo di opere legato all’istruzione e all’educazione, uno al corteggiamento e ai costumi femminili, un terzo attacca in modo sferzante i notabili spagnoli, infine le ultime tavole si riconducono alla stregoneria (e all’Inquisizione) e ai folletti.

"Il sonno della ragione genera mostri"

Alcune delle tavole sull’educazione presentano come protagonisti dei somari. Un invenzione che dichiara in modo esplicito il disincanto di Goya nei confronti di un’istruzione che si affida ad insegnanti ignoranti, facili ad elargire giudizi, e che alla fine, genera, come è esemplificato in “Di che morte morirà” (tav. 40), medici che condannano a morte certa i pazienti.

Un numero considerevole di tavole è dedicato alle donne. Con particolare attenzione alle prostitute. Sono ritratti di spagnole prosperose e belle. Femminilità provocanti anche nelle tavole che ci parlano dei vizi degli uomini, non lesinando una dura critica ai modi succinti di molte donne. La serie segue passo passo la formazione di una prostituta che eredita il mestiere dalla madre, che rincontrerà vecchia, caduta in miseria, ad elemosinare. Poi il corteggiamento di vari uomini, pronti a fasi “spennare”, infatti in alcuni lavori gli uomini sono raffigurati come polli nelle mani delle meretrici. Seguiamo la donna fino allo svergognamento pubblico, alla solitudine, al carcere. Goya però non condanna moralisticamanete queste donne, ma manifesta, pur mantenendosi censore dei vizi, solidarietà umana, attraverso i tratti tenui e morbidi dell’acquatinta.

Goya riesce con un’efficacia fuori dal tempo a caricare il reale, a penetrare nei vizi e nelle ipocrisie della sua società. Con immagini a volte realistiche, a volte oniriche o rasenti il surrealismo ancora lontano da venire, scava nella superficie, raggiunge ciò che si nasconde sotto la maschera. Una modernità non solo di contenuti e di messaggio, ma anche stilistica e figurativa. Alcune opere sembrano anticipare il romanticismo ororifico e onirico. Esemplare in tal senso “Il sonno della ragione genera mostri”, che esprime un’esaltazione della cultura illumistica e del razionalismo, in un’immagine visionaria e irrazionale. “I capricci” sono, quindi, anche la via preferenziale per comprendere la complessità di quest’artista, che visse a cavallo di due secoli, incarnando lo scontro tra due epoche.

Comunicato stampa:

Jusqu'au 8 juin, le Petit Palais, musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, avec la participation de l’Institut national d’histoire de l’art, présente les gravures de Francisco Goya (1746-1828). Avec 280 œuvres, parmi lesquelles 210 estampes, dont certaines inédites, Goya graveur retrace le parcours de l’artiste, depuis ses premiers essais de graveur en 1778, jusqu’aux audacieux Toros de Bordeaux de 1825.


 

L’exposition aborde les influences de l’artiste, de Rembrandt à Vélasquez, en passant par les Tiepolo qui dominent la scène artistique espagnole de l’époque. Les célèbres séries des Caprices (1797-1799), des Désastres de la Guerre (1810-1820), de la Tauromachie (1815-1816) et des Disparates (1816-1823) constituent le point d’orgue de cette présentation. Plusieurs suites d’épreuves d’état associées aux épreuves éditées, jusqu’aux éditions posthumes, montrent pour la toute première fois le processus de création de l’artiste et la subtilité de son travail, de l’eau-forte pure jusqu’à l’aquatinte.

Quatre lithographies exécutées à Bordeaux, sur le thème récurrent de la tauromachie, témoignent de l’audace de l’artiste, ne reculant à la fin de sa vie, devant aucune expérimentation. Enfin, l’exposition met en lumière, à travers un choix de plus de 70 dessins et estampes, l’influence majeure de Goya sur les artistes français du XIXe siècle comme Delacroix, Manet et Redon.

 

En complément du parcours chronologique, l’exposition montre les techniques de gravure pratiquées à l’époque de Goya. Les différentes étapes de la création sont présentées à partir d’estampes des Caprices : avec notamment des dessins préparatoires prêtés par le Musée du Prado aux plaques de cuivres et tirages correspondants.

 

Au fonds du Petit Palais (legs Dutuit, fleurons du fonds d’estampes du musée) s’ajoutent les gravures rarissimes des collections du couturier Jacques Doucet, fondateur de la Bibliothèque d’art et d’archéologie, aujourd’hui Bibliothèque de l’INHA et celles de la Bibliothèque Nationale de France.

 

 CPuce culture Commissaires  

Maryline Assante di Panzillo, conservateur au Petit Palais et Simon André-Deconchat, chargé d’études et de recherche à l’INHA.

 

Puce culture Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris :

Avenue Winston Churchill – Paris (8e)

Ouvert tous les jours de 10h à 18h

Nocturne le jeudi jusqu’à 20h pour les expositions temporaires.

Sauf les lundis et jours fériés

 

Puce culture Tarifs :

Accès gratuit aux collections permanentes/ entrée payante pour les expositions temporaires :

Adulte : 9 euros

Réduit : 6 euros

Jeunes : 4,5 euros

www.petitpalais.paris.fr

Renseignements au 01 53 43 40 00

 

Puce culture Contacts presse :

Anne Le Floch

T. 01 53 43 40 21/ anne.lefloch@paris.fr

Catherine Dufayet Communication

Catherine.dufayet@wanadoo.fr, Benoîte Beaudenon, bbeaudenon@wanadoo.fr

T. 01 43 59 05 05

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola