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Nel
buoi più totale, si cammina nella direzione delle poche
linee di luce che provengono da parte chiuse. Aperta la
prima ci si ritrova in una cella, la seconda in un bagno di
una normale abitazione, nella terza in un’accogliente stanza
da letto. Sul percorso, per terra, si intravedono alcuni
corpi umani. Poi si attraversa il ponte in vetro,
debitamente oscurato, che unisce le due ali del MACRO, del
Museo d’Arte Contemporanea di Roma, e si è ancora immerse
nel buoi. Cominciando il proprio percorso, ci si rende conto
di attraversare gli stessi spazi, la cella, il bagno, la
camera.
È questa la mostra dell’artista tedesco Gregor
Schneider ospitata al MACRO di Roma (nella
foto, il cantiere per l'ampliamento del museo, la cui
apertura è prevista per l'autunno). Un artista abituato a
sorprendere, sconvolgere lo spettatore e con quest’opera
riesce a rompere ogni equilibrio, creando un dejà vu
angosciante. L’installazione “Double” del MACRO fa
parte di un progetto che ha ossessionato l’artista fin dal
1985 e che ha al proprio centro la propria abitazione di
famiglia nella piccola città industriale tedesca di Rheydt.
Schneider ha trasformato la villetta in un’opera
d’arte in continuo mutamento, ermeticamente separata dal
mondo esterno, un luogo dominato dall’oscurità e dalla
claustrofobia. Il bagno e la camera da letto sono le
riproduzioni di quelli reali presenti nell’abitazione
dell’artista. La cella invece è una riproduzione delle celle
di isolamento del Campo V di Guantanamo, luogo che rientra
nella ricerca di Schneider sui luoghi «socialmente
rilevanti». I corpi che si trovano nell’oscurità tra queste
stanza appartengono, invece, ad un altro lungo progetto di
Schneider, che ha avuto inizio negli anni Novanta.
Con questi corpi-manichini, la presenza-assenza di questi
esseri umani, l’artista vuole indagare il desiderio di
eternità che da sempre domina l’uomo.
Grgeor Schneider
è uno dei principali artisti tedeschi, insignito nel 2001
del Leone d’oro della Biennale di Venezia. Fino al 14
settembre proprio a Venezia si tiene un’altra mostra
dedicata all’artista. Alla Fondazione Bevilacqua La Masa
viene presentato il progetto dell’opera proposta da
Schneider per la Biennale 2005 e rifiutata dalla
direzione per il timore di forti reazioni politiche. L’idea
di Schneider era di posizionare al centro di Piazza
San Marco un parallelepipedo di 13 per 12 metri di base,
completamente nero. L’enorme scultura doveva richiamare la
Ka’ba alla Mecca, il luogo più sacro per la tradizione
islamica. Proprio nella sede della Fondazione di Piazza San
Marco, a pochi passi da dove doveva essere presentata
l’installazione, la mostra propone modelli in tre
dimensioni, fotografie, schizzi e progetti relativi a questo
progetto, demoniaco “Cube Venice”. Schneider è
un artista non estraneo a polemiche per le sue provocazioni
e i costanti tentativi di spiazzare il visitatore, porlo
davanti ai propri dubbi, al doppio del reale e quindi alla
morte. Pochi mesi fa Schneider annunciò che era
intenzionato a realizzare un’opera d’arte che avesse come
soggetto una reale persona morente. L’uomo, si dice che
l’artista aveva già trovato dei volontari, sarebbe morto
all’interno di un museo.
Alice Scarpetti
9 luglio 2008
Comunicato stampa (MACRO)
Per la mostra realizzata a MACRO Gregor Schneider si
concentra sull’idea del doppio, motivo conduttore di tutta
la sua produzione. Gli ambienti ricostruiti al Museo sono:
il bagno, la camera da letto dei genitori, una cella di
isolamento. Quest’ultima, è ispirata alle celle di sicurezza
del Campo V del carcere di Guantánamo di Cuba e fa parte
della ricerca di Schneider su spazi socialmente rilevanti.
Le sale speculari, vengono collegate da una porta girevole,
come quella delle hall degli hotel, installata sul ponte
vetrato al secondo livello del Museo.
MACRO presenta, presso le Sale MACRO, la personale
dell’artista tedesco Gregor Schneider nato nel 1969 a Rheydt,
una piccola città in una regione industriale della Germania.
La casa di famiglia, una villetta dall’apparente normalità,
è il luogo da cui continua a svilupparsi - dal 1985 - la sua
ossessiva indagine artistica.
La ricostruzione di tutti gli spazi della casa di Rheydt gli
valse il Leone d’oro nel 2001 alla 49ma Biennale di Venezia
presso il Padiglione Tedesco (Totes Haus u r).
Haus u r (La casa morta) è il titolo del progetto di
rivisitazione degli spazi domestici della casa di famiglia,
portato avanti per circa vent’anni. Gli ambienti della casa
sono oggetto di un incessante lavoro di modificazione
attraverso la costruzione di muri, di fessure, di corridoi,
di finestre murate, di tunnel, che fanno dell’edificio di
Rheydt un’opera d’arte in continuo divenire.
Schneider è arrivato a coprire le porte e le finestre
dell'edificio con pannelli isolanti nell’intento di rendere
la casa un claustrofobico contenitore, totalmente isolato
dal mondo esterno.
Dal 1990 l’artista ha cominciato a riprodurre alcuni
ambienti domestici presso spazi espositivi. Ogni volta che
ciò accade le stanze prescelte “spariscono” dalla casa
tedesca.
Per la mostra realizzata a MACRO Gregor Schneider si
concentra sull’ idea del doppio, motivo conduttore di tutta
la sua produzione, come nel progetto Die Familie Schneider
(2004) per cui ha realizzato due identici appartamenti
collocati al civico 14 e al civico 16 di Waldenstreet in un
quartiere all’East End di Londra.
L’opera viene ora sintetizzata nella esatta specularità
degli ambienti ricostruiti al Museo; il bagno, la camera da
letto dei genitori, una cella di isolamento. Quest’ultima, è
ispirata alle celle di sicurezza del Campo V del carcere di
Guantánamo di Cuba e fa parte della ricerca di Schneider su
spazi socialmente rilevanti. Le sale speculari, vengono
collegate da una porta girevole, come quella delle hall
degli hotel, installata sul ponte vetrato al secondo livello
del Museo.
Le pareti, i pavimenti, e i corridoi delle Sale MACRO si
presentano “total black”, nell’intento di celare
l’architettura del Museo e di disorientare il pubblico.
All’interno degli ambienti ricostruiti sono presenti alcuni
corpi-manichino che rimandano alla strane presenze che
cominciano a popolare gli interventi di Schneider dalla fine
degli anni novanta.
Tra le mostre personali: quelle presso il MOCA Museum of
Contemporary Art di Los Angeles (2004), il Museu de Arte
Contemporãnea de Serralves di Oporto (2005), la Fondazione
Morra Greco di Napoli (2006).
Tra le collettive: nel 2005 presso il MMK Museum für Moderne
Kunst di Frankfurt, nel 2007 Into Me/Out of Me presso il PS1
di New York, il KW di Berlino, e MACRO FUTURE e La città che
sale. We try to build the future presso MACRO FUTURE
(2007-2008). È inoltre presente alla I Biennale di Atene
(2007).
Artista/i
Gregor Schneider
Curatore/i
Danilo Eccher
Catalogo
Electa, collana MACRO (ita/engl), con una conversazione tra
Danilo Eccher e Gregor Schneider, e testi critici di Ulrich
Loock Vice Direttore del Museo Serralves di Oporto e Angela
Vettese Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa di
Venezia.
Luogo
MACRO Sede principale
Orario
da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00
Biglietto d'ingresso
€ 1,00
Informazioni
06 671070400
Altre informazioni
L'inaugurazione a MACRO precede di un giorno un'altra
personale di Schneider, in piazza San Marco a Venezia presso
la Fondazione Bevilacqua La Masa, per la quale l'artista ha
progettato un singolare percorso in un tunnel buio dove
riprende il progetto della Ka’aba alla Mecca. Il catalogo
Electa, documenterà entrambe le iniziative.
Si ringrazia: Fondazione Bevilacqua La Masa, Comune di
Venezia
Comunicato stampa (Fondazione Bevilacqua La Masa)
La Fondazione Bevilacqua La Masa ospita una mostra personale
dell'artista tedesco Gregor Schneider, vincitore del Leone
d’oro nel 2001 alla 49ma Biennale di Venezia, per il suo
Padiglione Tedesco. La mostra ha luogo negli spazi
restaurati della Galleria Piazza San Marco.
L'artista, da sempre interessato al rapporto tra spazio
costruito e individuo, ripropone in un percorso espositivo
inedito il progetto presentato alla 51ma Biennale di Venezia
Cube Venice 2005; l'opera fu rifiutata dalla direzione de La
Biennale in quanto ritenuta pericolosa per le reazioni
politiche che avrebbe potuto suscitare.
Cube Venice consiste in una grande scultura geometrica nera,
senza un ingresso accessibile, sollevata su una base di 12 x
13 metri e con una altezza di 15 metri, che avrebbe dovuto
essere ancorata al pavimento di piazza San Marco.
La suggestione verso un volume così enigmatico e
impenetrabile nasce dalla riflessione sullo spazio della Ka'ba,
il luogo simbolo nella Mecca del culto religioso islamico.
Il progetto però si distanzia da una mera riproduzione; il
grande volume è pensato per essere una scultura fatta con
materiali diversi e con una diversa funzione; tuttavia,
collocata negli eventi e nelle tensioni globali di questi
ultimi anni, l'opera vive di una tensione evidente tra
l'essere un oggetto legato alla tradizione dell'arte
occidentale astratta e minimalista e il ricordo di un luogo
di adorazione per milioni di persone. In questa tensione
mistica, peraltro, due mondi diversi potrebbero trovare un
punto di dialogo.
Un'opera come questa vede una sede ideale in Venezia, città
da sempre luogo di incontro di arte e culture tra Occidente
e Oriente.
La mostra realizzata dall’artista tedesco riunisce
presentazioni in 3d, modelli, fotografie, disegni che
documentano l'ideazione e il significato del progetto Cube
Venice nelle fasi della sua elaborazione.
Una grande installazione appositamente pensata per lo spazio
espositivo introdurrà i visitatori all'idea di uno spazio
claustrofobico, a uno spazio vuoto inquietante e mistico
allo stesso tempo.
Inoltre opere video e sculture collegheranno il progetto
Venice Cube 2005 ad altre opere dell'artista coma la celebre
Haus ur del 1986, i progetti di Dusseldorf Weisse Folter, e
il Black Dead End di Napoli rispettivamente del 2006 e 2007.
L'inaugurazione alla Bevilacqua La Masa è successiva di un
giorno alla personale che Gregor Schneider terrà al MACRO di
Roma, e dove l'artista, in linea con il progetto Haus ur,
presenta Double, cioè la ricostruzione speculare presso le
Sale MACRO di alcune stanze della sua casa di Rheydt, nello
specifico la sala da bagno e la camera da letto dei
genitori, accanto all’altro ambiente ricostruito: una cella
di isolamento.
Un unico catalogo pubblicato da Electa documenterà le due
mostre; il catalogo farà parte della collana MACRO (ita/engl),
con una conversazione tra Danilo Eccher Direttore di MACRO e
Gregor Schneider, e testi critici di Ulrich Loock curatore
del Museo Serralves di Oporto e Angela Vettese Presidente
della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Si ringrazia il MACRO
Gregor Schneider è nato nel 1969 a Rheydt in Germania.
Tra le mostre personali ricordiamo quelle presso la
Kunsthalle di Amburgo (2003) il MOCA Museum of Contemporary
Art di Los Angeles (2004), il Museu de Arte Contemporãnea de
Serralves di Oporto (2005), la Fondazione Morra Greco di
Napoli (2006). Tra le collettive: nel 2005 presso il MMK
Museum für Moderne Kunst di Frankfurt, nel 2007 Into Me/Out
of Me presso il PS1 di New York, il KW di Berlino, e MACRO
FUTURE e La città che sale. We try to build the future
presso MACRO FUTURE (2007-2008). È inoltre presente alla I
Biennale di Atene (2007).
Nel 2001 Gregor Schneider ha vinto il Leone d'Oro per la
migliore partecipazione nazionale alla 49ma Biennale di
Venezia
Ufficio Stampa
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale 27, 40125 Bologna
Tel. +39 051 269267 – Fax +39 051 2960748
www.studiopesci.it
info@studiopesci.it
Sede
Galleria di Piazza San Marco
Apertura
31 maggio 2008
14 settembre 2008
Orario
10:30 - 17:30
Chiusura
lunedì e martedì
Inaugurazione
venerdì 30 maggio ore 18.30
Prezzo biglietto
intero 3 euro euro; ridotto 2 euro euro
Ufficio stampa
Studio Pesci
E-mail
press@bevilacqualamasa.it
Curatore
Stefano Coletto e Angela Vettese
Informazioni
Fondazione Bevilacqua La Masa
tel. 041/5207797
tel. 041/5208879
fax 041/5208955
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