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Redazione

 

L'angoscia e il doppio al MACRO

di Alice Scarpetti

Una mostra-installazione dell'artista tedesco Gregor Schneider, al MACRO di Roma e il progetto "Cube Venice" a Venezia.

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MACRO

Roma, Via Reggio Emilia

dal 29 maggio al 31 agosto 2008

da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00

 

Nel buoi più totale, si cammina nella direzione delle poche linee di luce che provengono da parte chiuse. Aperta la prima ci si ritrova in una cella, la seconda in un bagno di una normale abitazione, nella terza in un’accogliente stanza da letto. Sul percorso, per terra, si intravedono alcuni corpi umani. Poi si attraversa il ponte in vetro, debitamente oscurato, che unisce le due ali del MACRO, del Museo d’Arte Contemporanea di Roma, e si è ancora immerse nel buoi. Cominciando il proprio percorso, ci si rende conto di attraversare gli stessi spazi, la cella, il bagno, la camera.

È questa la mostra dell’artista tedesco Gregor Schneider ospitata al MACRO di Roma (nella foto, il cantiere per l'ampliamento del museo, la cui apertura è prevista per l'autunno). Un artista abituato a sorprendere, sconvolgere lo spettatore e con quest’opera riesce a rompere ogni equilibrio, creando un dejà vu angosciante. L’installazione “Double” del MACRO fa parte di un progetto che ha ossessionato l’artista fin dal 1985 e che ha al proprio centro la propria abitazione di famiglia nella piccola città industriale tedesca di Rheydt. Schneider ha trasformato la villetta in un’opera d’arte in continuo mutamento, ermeticamente separata dal mondo esterno, un luogo dominato dall’oscurità e dalla claustrofobia. Il bagno e la camera da letto sono le riproduzioni di quelli reali presenti nell’abitazione dell’artista. La cella invece è una riproduzione delle celle di isolamento del Campo V di Guantanamo, luogo che rientra nella ricerca di Schneider sui luoghi «socialmente rilevanti». I corpi che si trovano nell’oscurità tra queste stanza appartengono, invece, ad un altro lungo progetto di Schneider, che ha avuto inizio negli anni Novanta. Con questi corpi-manichini, la presenza-assenza di questi esseri umani, l’artista vuole indagare il desiderio di eternità che da sempre domina l’uomo.

Grgeor Schneider è uno dei principali artisti tedeschi, insignito nel 2001 del Leone d’oro della Biennale di Venezia. Fino al 14 settembre proprio a Venezia si tiene un’altra mostra dedicata all’artista. Alla Fondazione Bevilacqua La Masa viene presentato il progetto dell’opera proposta da Schneider per la Biennale 2005 e rifiutata dalla direzione per il timore di forti reazioni politiche. L’idea di Schneider era di posizionare al centro di Piazza San Marco un parallelepipedo di 13 per 12 metri di base, completamente nero. L’enorme scultura doveva richiamare la Ka’ba alla Mecca, il luogo più sacro per la tradizione islamica.  Proprio nella sede della Fondazione di Piazza San Marco, a pochi passi da dove doveva essere presentata l’installazione, la mostra propone modelli in tre dimensioni, fotografie, schizzi e progetti relativi a questo progetto, demoniaco “Cube Venice”. Schneider è un artista non estraneo a polemiche per le sue provocazioni e i costanti tentativi di spiazzare il visitatore, porlo davanti ai propri dubbi, al doppio del reale e quindi alla morte. Pochi mesi fa Schneider annunciò che era intenzionato a realizzare un’opera d’arte che avesse come soggetto una reale persona morente. L’uomo, si dice che l’artista aveva già trovato dei volontari, sarebbe morto all’interno di un museo.

 

Alice Scarpetti

9 luglio 2008

 

Comunicato stampa (MACRO)

 

Per la mostra realizzata a MACRO Gregor Schneider si concentra sull’idea del doppio, motivo conduttore di tutta la sua produzione. Gli ambienti ricostruiti al Museo sono: il bagno, la camera da letto dei genitori, una cella di isolamento. Quest’ultima, è ispirata alle celle di sicurezza del Campo V del carcere di Guantánamo di Cuba e fa parte della ricerca di Schneider su spazi socialmente rilevanti. Le sale speculari, vengono collegate da una porta girevole, come quella delle hall degli hotel, installata sul ponte vetrato al secondo livello del Museo.

MACRO presenta, presso le Sale MACRO, la personale dell’artista tedesco Gregor Schneider nato nel 1969 a Rheydt, una piccola città in una regione industriale della Germania. La casa di famiglia, una villetta dall’apparente normalità, è il luogo da cui continua a svilupparsi - dal 1985 - la sua ossessiva indagine artistica.
La ricostruzione di tutti gli spazi della casa di Rheydt gli valse il Leone d’oro nel 2001 alla 49ma Biennale di Venezia presso il Padiglione Tedesco (Totes Haus u r).

Haus u r (La casa morta) è il titolo del progetto di rivisitazione degli spazi domestici della casa di famiglia, portato avanti per circa vent’anni. Gli ambienti della casa sono oggetto di un incessante lavoro di modificazione attraverso la costruzione di muri, di fessure, di corridoi, di finestre murate, di tunnel, che fanno dell’edificio di Rheydt un’opera d’arte in continuo divenire.
Schneider è arrivato a coprire le porte e le finestre dell'edificio con pannelli isolanti nell’intento di rendere la casa un claustrofobico contenitore, totalmente isolato dal mondo esterno.
Dal 1990 l’artista ha cominciato a riprodurre alcuni ambienti domestici presso spazi espositivi. Ogni volta che ciò accade le stanze prescelte “spariscono” dalla casa tedesca.

Per la mostra realizzata a MACRO Gregor Schneider si concentra sull’ idea del doppio, motivo conduttore di tutta la sua produzione, come nel progetto Die Familie Schneider (2004) per cui ha realizzato due identici appartamenti collocati al civico 14 e al civico 16 di Waldenstreet in un quartiere all’East End di Londra.
L’opera viene ora sintetizzata nella esatta specularità degli ambienti ricostruiti al Museo; il bagno, la camera da letto dei genitori, una cella di isolamento. Quest’ultima, è ispirata alle celle di sicurezza del Campo V del carcere di Guantánamo di Cuba e fa parte della ricerca di Schneider su spazi socialmente rilevanti. Le sale speculari, vengono collegate da una porta girevole, come quella delle hall degli hotel, installata sul ponte vetrato al secondo livello del Museo.

Le pareti, i pavimenti, e i corridoi delle Sale MACRO si presentano “total black”, nell’intento di celare l’architettura del Museo e di disorientare il pubblico.
All’interno degli ambienti ricostruiti sono presenti alcuni corpi-manichino che rimandano alla strane presenze che cominciano a popolare gli interventi di Schneider dalla fine degli anni novanta.

Tra le mostre personali: quelle presso il MOCA Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2004), il Museu de Arte Contemporãnea de Serralves di Oporto (2005), la Fondazione Morra Greco di Napoli (2006).
Tra le collettive: nel 2005 presso il MMK Museum für Moderne Kunst di Frankfurt, nel 2007 Into Me/Out of Me presso il PS1 di New York, il KW di Berlino, e MACRO FUTURE e La città che sale. We try to build the future presso MACRO FUTURE (2007-2008). È inoltre presente alla I Biennale di Atene (2007).

Artista/i

Gregor Schneider

Curatore/i

Danilo Eccher

Catalogo

Electa, collana MACRO (ita/engl), con una conversazione tra Danilo Eccher e Gregor Schneider, e testi critici di Ulrich Loock Vice Direttore del Museo Serralves di Oporto e Angela Vettese Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

 

Luogo

MACRO Sede principale

Orario

da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00

Biglietto d'ingresso

€ 1,00

 

Informazioni

06 671070400

Altre informazioni

L'inaugurazione a MACRO precede di un giorno un'altra personale di Schneider, in piazza San Marco a Venezia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, per la quale l'artista ha progettato un singolare percorso in un tunnel buio dove riprende il progetto della Ka’aba alla Mecca. Il catalogo Electa, documenterà entrambe le iniziative.

Si ringrazia: Fondazione Bevilacqua La Masa, Comune di Venezia

 

Comunicato stampa (Fondazione Bevilacqua La Masa)

La Fondazione Bevilacqua La Masa ospita una mostra personale dell'artista tedesco Gregor Schneider, vincitore del Leone d’oro nel 2001 alla 49ma Biennale di Venezia, per il suo Padiglione Tedesco. La mostra ha luogo negli spazi restaurati della Galleria Piazza San Marco.


L'artista, da sempre interessato al rapporto tra spazio costruito e individuo, ripropone in un percorso espositivo inedito il progetto presentato alla 51ma Biennale di Venezia Cube Venice 2005; l'opera fu rifiutata dalla direzione de La Biennale in quanto ritenuta pericolosa per le reazioni politiche che avrebbe potuto suscitare.

Cube Venice consiste in una grande scultura geometrica nera, senza un ingresso accessibile, sollevata su una base di 12 x 13 metri e con una altezza di 15 metri, che avrebbe dovuto essere ancorata al pavimento di piazza San Marco.


La suggestione verso un volume così enigmatico e impenetrabile nasce dalla riflessione sullo spazio della Ka'ba, il luogo simbolo nella Mecca del culto religioso islamico.
Il progetto però si distanzia da una mera riproduzione; il grande volume è pensato per essere una scultura fatta con materiali diversi e con una diversa funzione; tuttavia, collocata negli eventi e nelle tensioni globali di questi ultimi anni, l'opera vive di una tensione evidente tra l'essere un oggetto legato alla tradizione dell'arte occidentale astratta e minimalista e il ricordo di un luogo di adorazione per milioni di persone. In questa tensione mistica, peraltro, due mondi diversi potrebbero trovare un punto di dialogo.

Un'opera come questa vede una sede ideale in Venezia, città da sempre luogo di incontro di arte e culture tra Occidente e Oriente.


La mostra realizzata dall’artista tedesco riunisce presentazioni in 3d, modelli, fotografie, disegni che documentano l'ideazione e il significato del progetto Cube Venice nelle fasi della sua elaborazione.
Una grande installazione appositamente pensata per lo spazio espositivo introdurrà i visitatori all'idea di uno spazio claustrofobico, a uno spazio vuoto inquietante e mistico allo stesso tempo.
Inoltre opere video e sculture collegheranno il progetto Venice Cube 2005 ad altre opere dell'artista coma la celebre Haus ur del 1986, i progetti di Dusseldorf Weisse Folter, e il Black Dead End di Napoli rispettivamente del 2006 e 2007.


L'inaugurazione alla Bevilacqua La Masa è successiva di un giorno alla personale che Gregor Schneider terrà al MACRO di Roma, e dove l'artista, in linea con il progetto Haus ur, presenta Double, cioè la ricostruzione speculare presso le Sale MACRO di alcune stanze della sua casa di Rheydt, nello specifico la sala da bagno e la camera da letto dei genitori, accanto all’altro ambiente ricostruito: una cella di isolamento.

Un unico catalogo pubblicato da Electa documenterà le due mostre; il catalogo farà parte della collana MACRO (ita/engl), con una conversazione tra Danilo Eccher Direttore di MACRO e Gregor Schneider, e testi critici di Ulrich Loock curatore del Museo Serralves di Oporto e Angela Vettese Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

 

Si ringrazia il MACRO


Gregor Schneider è nato nel 1969 a Rheydt in Germania.

Tra le mostre personali ricordiamo quelle presso la Kunsthalle di Amburgo (2003) il MOCA Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2004), il Museu de Arte Contemporãnea de Serralves di Oporto (2005), la Fondazione Morra Greco di Napoli (2006). Tra le collettive: nel 2005 presso il MMK Museum für Moderne Kunst di Frankfurt, nel 2007 Into Me/Out of Me presso il PS1 di New York, il KW di Berlino, e MACRO FUTURE e La città che sale. We try to build the future presso MACRO FUTURE (2007-2008). È inoltre presente alla I Biennale di Atene (2007).
Nel 2001 Gregor Schneider ha vinto il Leone d'Oro per la migliore partecipazione nazionale alla 49ma Biennale di Venezia



Ufficio Stampa
Studio Pesci di Federico Palazzoli
Via San Vitale 27, 40125 Bologna
Tel. +39 051 269267 – Fax +39 051 2960748
www.studiopesci.it
info@studiopesci.it

Sede
Galleria di Piazza San Marco
Apertura
31 maggio 2008
14 settembre 2008
Orario
10:30 - 17:30
Chiusura
lunedì e martedì
Inaugurazione
venerdì 30 maggio ore 18.30
Prezzo biglietto
intero 3 euro euro; ridotto 2 euro euro
Ufficio stampa
Studio Pesci
E-mail
press@bevilacqualamasa.it
Curatore
Stefano Coletto e Angela Vettese
Informazioni
Fondazione Bevilacqua La Masa
tel. 041/5207797
tel. 041/5208879
fax 041/5208955

 

 

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola