Duane Hanson

Sculptures of the American dream


Dal 27 gennaio al 3 giugno 2007

Arken Museum of Modern Art
Ishøj, Copenhagen (Danimarca)
 

www.arken.dk

Martedì-Domenica 10.00-17.00
Venerdì 10.00-21.00

Lunedì CHIUSO

Intero: 50 DKK (ca. 6 €)  Ridotto: 35 DKK (ca. 4 €)

Duane Hanson: Old Couple on a Bench, 1994
© VG Bild-Kunst, Bonn, 2006.
Courtesy of the Institut für Kulturaustausch

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Redazione

 

"Io non riproduco la vita, faccio una dichiarazione sui valori umani. La mia opera si occupa di persone che conducono un'esistenza di pacifica disperazione. Mostro il vuoto, la fatica, l'invecchiamento, la frustrazione. Queste persone non sanno reggere la competitività. Sono degli esclusi, degli esseri psicologicamente handicappati." (Duane Hanson)

 Attraversando la grande sala del museo di Arken (Copenhagen) in cui vengono presentate una trentina di opere di Duane Hanson (1925-1996),  si ha come l’impressione di trovarsi in uno spazio di confine tra museo e realtà. Nello spazio istituzionalizzato  del museo Hanson propone le sue figure tridimensionali, figure umane iperealistiche, che sembrano richiamati direttamente dalla realtà quotidiana. La mostra danese è dedicata all’American dream. Questi uomini, donne, vecchi e  bambini incarnano il fallimento del sogno americano. Sono carichi di rassegnazione, disperazione. La loro immobilità ne enfatizza il vuoto e la solitudine. Non sono tipi umani, ma individui che portano sulle proprie spalle una storia e il peso dell’american dream. Hanson non attua una stereotipizzazione del reale ma riesce a infondere nelle statue una grande umanità, un soffio vitale. Lavoratori, giovani studenti, casalinghe, poliziotti, vecchi, tutti colti nel momento dell’abbandono, negli istanti di riposo.  Come sottolinea Thomas Buchsteiner, curatore della mostra, il messaggio dell’opera di Hanson ci permette di affrontare con più consapevolezza la quotidianità. Ci rendiamo conto che queste statue sono gli uomini che circondano la nostra esistenza, portatori della medesima rassegnazione e malinconia che però noi non vediamo quando ci passa accanto per strada. La cogliamo e ci induce a riflettere solo nel momento in cui viene trasposta in uno spazio altro da quello del reale ed esorcizzata nell’artificiale. Per questo molti critici hanno parlato a proposito di Hanson di una realtà più reale del reale.

In trent’anni di attività Hanson ha creato poco più di un centinaio di sculture. I soggetti sono per lo più rappresentanti della middle-class americana, le vittime dell’american dream, realtà che Hanson conobbe durante la propria giovinezza. L’artista nacque nel 1925 in Minnesota da emigranti svedesi che lo allevarono in un ambiente rurale, improntato al rispetto dei valori americani. IN questo contesto scoprì comunque ben presto le proprie doti artistiche e negli anni quaranta cominciò a studiare arte prima all’Università of Washington di Seattle poi di nuovo in Minnesota dove conobbe importanti scultori come Carl Milles, anch’egli svedese di origini. Risale al 1967 il suo primo lavoro con soggetto umano realizzato in resina e fibra di vetro. Alla fine degli anni Sessanta Hanson si trasferisce nella capitale dell’arte, a New York, dove rimane solo quattro anni, prima di raggiungere la Florida. Hanson morirà di cancro nel 1996, malattia diagnosticatali per la prima volta quasi trent’anni prima.

Le operazioni tecniche che permettono a Hanson di realizzare le proprie sculture sono molto complesse. Il punto di partenza sono modelli vivi. Hanson realizzi dei calchi in una miscela di silicone e intonaco delle varie parti del corpo direttamente su uomini, donne, bambini, ecc… Ogni figura creata da Hanson però, rispecchia un’idea, non degli uomini reali. Il risultato quindi è frutto di un assemblaggio ci calchi da corpi diversi. Il calco viene riempito con plastica liquida e fatto asciugare, prima di essere assemblato a formare l’intero corpo. Hanson colora poi le statue con un aerografo prima di vestirle, spesso con vestiti appartenenti agli stessi modelli.

La mostra “Duane Hanson. Sculptures of the American dream” rimarrà aperta fino al 3 giugno nel grande Art Axis dell’Arken Museum of Modern Art, sorto nel sobborgo di Ishøj, a sud di Copenhagen. Un importante spazio per l’arte contemporanea, sorto in una zona isolata, vicino al mare, che con la sua sagoma a forma di nave domina la baia di Køge. Il progetto fu commissionato alla fine degli anni Ottanta al giovane architetto danese Soren Robert Lund, allora solo venticinquenne, e inaugurato nel 1996.

30 marzo 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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