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E’
già la seconda volta che il grande artista Mark
Kostabi espone le sue opere alla Galleria
l’Ariete artecontemporanea e anche in questa occasione
il pubblico è giunto copioso.
Non capita tutti i giorni di poter vedere
esposte le opere dell’artista che meglio rappresenta quel
filone POP-Warhol giunto fino a noi.
Kostabi
nasce a Los Angeles nel 1960, da una famiglia di immigranti
estoni. Cresce però a Whittier, in California, dove ha modo
di studiare disegno e pittura presso la California State
University di Fullerton diventando presto un'importante
figura di riferimento all'interno del movimento artistico
dell'East Village.
Inizia così a sviluppare quello spirito
dissacrante, ma non perentorio, come ha evidenziato anche il
curatore della mostra Valerio Dehò: “Una
delle tante vocazioni di quest’artista americano di solide
radici europee, consiste nel non rassegnarsi ad alcun
linguaggio.”
Nel 1988, dopo aver fondato "Kostabi World"
a New York, diventa un vero punto di riferimento per artisti
di tutto il mondo. Il lavoro della Kostabi Word è
metodologicamente studiato per garantire ottime opere d’arte
che riescono a tenere ancora lo spettatore sospeso in quell’oblio
de chirichiano arricchito dai colori del prodotto di massa,
della pop.
Egli stesso afferma :"Mentre sono a Roma
disegno e penso a nuove idee per i quadri, poi spedisco
questi disegni a New York per farli dipingere ai miei
collaboratori. Quando ritorno firmo i quadri finiti.
Stabilisco un concorso alla settimana, ad esempio do un mio
disegno uguale a tutti, e ciascuno di loro aggiunge qualcosa
di personale all'opera modificandola lievemente. Il venerdì
alle 17 devono consegnarlo e alle 18 si espongono le opere
al pubblico. Il pubblico, poi dà un voto al lavoro migliore.
Il venerdì successivo, io e mio fratello Paul Kostabi,
annunciamo i vincitori del 1°, del 2° e del 3° premio che
ricevono un compenso in denaro. Ai vincitori i quadri
serviranno come bozzetto per un grande lavoro che
realizzeranno nel proprio studio; io approvo e firmo solo a
lavoro finito. Questo sistema garantisce un'ottima qualità
poiché credo nel sistema collettivo democratico".
(Giancarlo Politi - Helena Kontova, Marc Kostabi, cit., p.84).
Rileggendo le sue parole, infatti , si ha
come la sensazione di essere investiti da quelle di
Wharol e dalla poetica della sua Factory.
E
come Warhol, Kostabi si occupa anche di disegnare orologi,
copertine di dischi, e tutto ciò che caratterizza la società
contemporanea.
Ma è sotto l’aspetto degli eccentrici
manichini e robot inseriti nel mondo del fumetto che
l’artista rappresenta meglio la sua concezione di arte,
Deho afferma: “Non vuole certo rifare la storia
dell’arte, ma la vuole re-interpretare alla sua maniera
attraverso i suoi personaggi a metà tra metafisica e secondo
futurismo (Depero su tutti) e con una coscienza pop
dell’arte stessa per cui tutto è replicabile e consumabile
infinite volte”.
Le opere dell’artista hanno fatto il giro del mondo, esposte
in mostre permanenti da gallerie di Giappone, Stati Uniti,
Australia e Germania , seguendo e creando quella linea
universale che caratterizza l’arte del XXI secolo, che noi
riconosciamo e apprezziamo,e della quale siamo i primi
esponenti.
Valentina
Zoccali
valentinazoccali@sindromedistendhal.com
24 novembre 2007 |