Lilanga e Oursler a Roma

George Lilanga
dal 23 gennaio al 1 aprile 2007

Maxxi installazioni - Tony Ourselr
dal 13 febbraio al 25 marzo 2007

Museo Christian Andersen, Roma
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20

Tutti i giorni 9.30-19.30
Lunedì CHIUSO

Ingresso libero

 

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Redazione

 

Al Museo Andersen di Roma sono in corso due mostre, tanto interessanti quanto diverse per genere e pubblico. Si tratta di George Lilanga, visibile fino al 1 aprile e di Tony Oursler fino al 25 marzo.

 La mostra principale è dedicata all’artista africano scomparso ormai da due anni George Lilanga (1934-2005), che con oltre 100 opere occupa le sale del museo. Noto come il Picasso d’Africa per il successo commerciale e per l’intensità del colore, Lilanga travolge lo spettatore con i suoi dipinti dai titoli ironici, con le sue sculture colorate e gioiose, con i suoi diavoletti allegri. La mostra è carina e scivola via. Contrasta, con questa atmosfera da festa, l’introduzione all’esposizione, o meglio il pannello che ci saluta all’ingresso della sala. Ricorda a quale istituzione spetta il compito di autenticare le opere del maestro tanzanese. Questo provoca una strana sensazione nello spettatore. Si trova poi conferma nelle pagine web di exibart, e si capisce che sulla mostra grava una polemica tra veri e falsi. Problema da attribuire anche alla fertilità dell’artista che ha prodotto molto, aiutando, suo malgrado, il mercato del falso.

Una sala laterale è invece dedicata a Tony Oursler (1957), che è presente con una sola videoinstallazione molto efficace, Gargoyle del 1990. Oursler, insieme a Bill Viola, Michelangelo Pistoletto, Charles Sandison e Maurizio Mochetti, è stato selezionato per una serie di Maxxi Installazioni, visibili in tempi diversi, nella sala del museo.

Gargoyle è il doccione (un sistema di scarico dell’acqua) classico, rivisitato dall’artista in versione contemporanea. Rappresentato qui in forma di drago in ferro, plastica e frammenti di specchio, parla attraverso un video e si fa portavoce di un messaggio. Un messaggio volutamente incomprensibile per via della lingua (per gli stranieri essendo il testo in inglese) e della distorsione della voce. Due i personaggi del video, uomini di età ed esperienze diverse, che raccontano una loro vicenda. Dei personaggi si vede solo la testa, come è nello stile dell’autore, che rende ancora più allucinatoria l’esperienza. Lo spettatore senza rendersene conto cade nella trappola dell’autore: quello di farci avvicinare alla testa del drago per cercare di capire il messaggio, che rimane invece impenetrabile.

21 marzo 2007

Margherita Antinori deserticoblu@yahoo.it

Immagini: Tony Oursler, Gargoyle, Museo Andersen, photo Delfina Todisco

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