Solo all’età di trent’anni Lisette Model (1901-1983) comincia ad esplorare il mondo della fotografia, ma adotta immediatamente uno stile ironico e personalissimo con cui rappresenta dapprima la Francia e poi l’America della seconda metà del Novecento, dalle spiagge pubbliche di Coney Island ai jazz club, dalla ricchezza oziosa della Fifth Avenue alla semplicità dei ritrovi di quartiere. Immagini acute e inconsuete eppure a volte così grottesche da sfiorare la caricatura.
La sua capacità di “ritrarre nell’intimo la gente” – come scrisse di lei un’altra grande fotografa del XX secolo, Berenice Abbott – è ciò che la lega profondamente ai suoi successori. È per questo motivo che in mostra, accanto alle 21 immagini della fotografa americana, sono presenti oltre 100 fotografie di 12 celebri artisti che a lei si sono ispirati: Diane Arbus, Bruce Cratsley, Elaine Ellman, Larry Fink, Peter Hujar, Raymond Jacobs, Ruth Kaplan, Leon Levinstein, Eva Rubinstein, Gary Schneider, Rosalind Solomon e Bruce Weber.
Diane Arbus è sicuramente la più famosa tra i suoi allievi. I suoi ritratti della gente comune come degli outsider restano impressi nella mente di chi osserva per la loro ricerca di un realismo esasperato, mentre sono più evanescenti le immagini di Bruce Cratsley, che vive la fotografia in modo intensamente interiore. Lisette Model ha avuto una forte influenza anche su Elaine Ellman che deve il suo successo soprattutto alla capacità di creare immagini con cura ed intuito allo stesso tempo. In mostra anche 22 ritratti di Larry Fink, dal 1958 al 1962 allievo della Model, che rivelano con intensità momenti solitamente lasciati nascosti, e 8 fotografie di Peter Hujar, da cui traspare un senso di solitudine e mortale fragilità.
Di Raymond Jacobs - a cui Lisette Model, guardandone i lavori per la prima volta, disse: “Sei un fotografo. Devi diventare un fotografo” - si possono osservare due ritratti di Louis Armstrong accanto a quelli di gente comune. Presente anche una selezione delle famose immagini con cui Ruth Kaplan ha raccontato l’edonismo, la decadenza e la sensualità dei bagni pubblici, uno sguardo particolarissimo che rappresenta la vera identità delle persone espressa attraverso i loro corpi. Ampio spazio viene dedicato a Leon Levinstein, uno dei maggiori esponenti della fotografia di strada: volti, ombre, gambe, attimi effimeri raccontati senza alcun sentimentalismo, seguendo gli insegnamenti della Model. Persone e spazi vuoti sono invece i soggetti prediletti da Eva Rubinstein, fotografa dalla vita errante, inizialmente ballerina e attrice teatrale, convinta che ogni suo ritratto sia una rappresentazione di se stessa vista con gli occhi degli altri.
Gary Schneider,
invece, rappresenta
soprattutto corpi nudi
manifestando un interesse
trasversale tra arte e
scienza che ha visto il suo
momento più alto nella
raccolta Genetic
Self-Portrait.
In mostra anche 17 immagini
di Rosalind Solomon. Grazie
allo studio con Lisette
Model la Solomon affina la
sua poetica, finalizzata non
a documentare la realtà
bensì a superare le
convenzioni allineando
l’orrido con la bellezza.
Infine sono esposti 4
ritratti di Bruce Weber,
conosciuto dal grande
pubblico per le campagne
pubblicitarie di Versace,
Calvin Klein e Ralph Lauren,
che deve il suo successo
alla capacità di combinare
uno stile classico ad un
atteggiamento viscerale e
sensuale.
Con la mostra “Lisette Model e la sua scuola. Fotografie 1937 – 2002” il Museo di Roma in Trastevere conferma la sua attenzione al mondo della fotografia offrendo al pubblico italiano l’occasione di ammirare in un’unica sede alcuni tra i grandi fotografi del Novecento newyorkese.
Aperture Foundation New York
