Gli artisti, circa centoventi, tra i più
importanti del panorama internazionale esplorano la
dimensione interna ed esterna del corpo
umano in una collettiva curata da Klaus Biesenbach.
Con
Into Me/Out of
me si avvia un’importante collaborazione fra tre realtà
che in questi
anni si sono maggiormente distinte per
l’attenzione verso le sperimentazioni e le più
avanzate ricerche in campo artistico:
MACRO Future (ex MACRO Mattatoio), KW Institute
for Contemporary Art di Berlino e PS1
Contemporary Art Center di New York.
La collaborazione di MACRO Future (ex
MACRO Mattatoio) con KW e PS1 conferma e
consolida l’interesse dell’istituzione
romana verso relazioni internazionali altamente
qualitative e rende ancor più forte lo
scambio tra tre capitali della cultura come Roma,
Berlino e New York.
L’esposizione che ha come tema il corpo,
come oggetto di studio e di ricerca, esamina la
fisicità e la fragilità della condizione
umana nella vita e nell’arte contemporanea attraverso
diversi aspetti come l’aggressione e la
violenza, i processi metabolici e organici, la
sessualità e la riproduzione.
La mostra offre una vasta documentazione
attraverso differenti media: da opere di
videoarte a installazioni, da sculture e
opere pittoriche sino alla fotografia, attraverso oltre
quarant’anni di storia dell’arte e il
lavoro dei più importanti artisti del panorama
contemporaneo.
Into Me/Out of Me
illustrerà il
modo in cui gli esseri umani interagiscono tra loro e
con la
materia; il tema principale della mostra
riguarda la relazione primordiale e radicale tra
l’interno e l’esterno: il metabolismo
(atto del bere, del mangiare, ciò che si espelle…) la
riproduzione (amplesso, nascita...) e la
violenza (ferite, lacerazioni...). Questi complessi
scambi vitali avvengono attraverso
pratiche rituali, confronti mitologici e
auto-esplorazioni.
In mostra, tra gli altri: Marina
Abramovic con una selezione di tre video, dal 1975 al
1980,
ricerche tra attrazione e repulsione nei
rapporti uomo-donna;
Cremaster 3 di
Matthew
Barney del
2003; Mutaflor e Blutclip di Pipilotti Rist, opere
dedicate al corpo e alle sue
possibili deformazioni.
Gilbert & George con il video
Gordon’s Makes Us Drunk; le affascinanti immagini
fotografiche
di Nan Goldin; Andy Warhol e Vik Muniz e le personali
interpretazioni di The
Last Supper;
un’installazione di Felix Gonzalez-Torres che
rappresenterà gli Stati Uniti alla
prossima
Biennale di Venezia; Tony Oursler con Crying Doll (Floral
#2)
del 2006.
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