"Credo che
oggi l'automobile sia l'equivalente abbastanza esatto
delle grandi cattedrali gotiche: voglio dire una grande
creazione d'epoca, concepita appassionatamente da
artisti ignoti, consumata nella sua immagine, se non nel
suo uso, da tutto un popolo che si appropria con essa di
un oggetto perfettamente magico."
Roland Barthes: "La nuova Citroën", 1972
La storia del design dell'automobile - uno dei più
affascinanti miti del ’900 - e le visioni che anticipano
le sue trasformazioni nel Ventunesimo secolo. E'
Mitomacchina, il grande evento espositivo 2006-2007 del
Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento
e Rovereto, che sarà il primo museo in Italia a dedicare
una grande mostra a questo tema.
L'esposizione, in programma dal 2 dicembre 2006 al primo
di maggio del 2007, intende raccontare la storia del
design dell'automobile, in un percorso che individua
come suoi punti nodali le grandi innovazioni dal punto
di vista dell’estetica e da quello della tecnologia.
Si parte dagli esordi - in mostra anche la prima
automobile mai realizzata con un motore a scoppio, la
Benz "Dreirad" del 1886 – e si arriva ai giorni nostri e
oltre. Mitomacchina presenta infatti anche i prototipi
che nel Ventunesimo secolo stanno per rivoluzionare
ancora una volta le forme, l’uso e la carica di
significati dell’automobile.
La chiave di lettura di Mitomacchina è duplice: da un
lato la mostra presenta una vasta selezione di modelli
di automobili scelti a partire dal loro ruolo di
propulsori del cambiamento, sia in chiave sociologica
che estetica; dall'altra una ricognizione sui progetti,
i processi industriali e le sperimentazioni che hanno
accompagnato, messo in discussione e ricostruito, grazie
ai più alti geni della creatività internazionale, questo
straordinario "oggetto" del Ventesimo secolo.
La mostra, prodotta dal Mart con la direzione di
Gabriella Belli, sarà curata da un comitato di designer
ed esperti del settore, storici del costume e storici
dell'arte composto da Gian Piero Brunetta, Pierluigi
Cerri, Emilio Deleidi, Giampaolo Fabris, Giorgetto
Giugiaro, Tomás Maldonado, Adolfo Orsi, Sergio
Pininfarina, Mauro Tedeschini e la rivista Quattroruote.
I modelli d'automobile presenti sono quelli di grandi
case produttrici europee ed americane, come Alfa Romeo,
BMW, Bugatti, Chevrolet, Chrysler, Citroën, Ferrari,
Fiat, Ford, Jaguar, Lamborghini, Lancia, Lotus,
Maserati, Mercedes-Benz, MG, Mini, Nissan, Pagani,
Peugeot, Porsche, Renault, Rolls-Royce, Saab, Smart,
Tatra, Volkswagen.
Accanto a queste anche esemplari di costruttori nel
frattempo scomparsi: Cisitalia, Hanomag, Iso Rivolta,
Isotta Fraschini, Messerschmitt, NSU, Studebaker,
Trabant, Voisin. Provenienti da musei e collezioni
private di tutto il mondo, alcuni di questi modelli
saranno esposti per la prima volta al pubblico.
L’AUTOMOBILE COME ARCHETIPO ESTETICO
Una riflessione sull'automobile come mito della
contemporaneità, quindi, con molti spunti inediti. Una
parte notevole del materiale in mostra è normalmente
affidato esclusivamente alla custodia delle aziende e
dei collezionisti privati: Mitomacchina farà uscire dai
laboratori dei più importanti centri internazionali di
design le maquettes, che si potranno quindi confrontare
con i modelli originali, ma anche i disegni tecnici in
scala 1:1, i modelli in legno, le fotografie dei
disegnatori e dei centri di ricerca.
Ma soprattutto, il carattere di novità dell’esposizione
è dato dal fatto che tutte le automobili scelte sono
archetipi estetici del '900, e per la prima volta una
mostra lo racconta. Sono automobili, cioè, che hanno
condizionato in egual misura automobilisti e case
produttrici, fino ad essere percepite immediatamente
come oggetti di culto.
La Volkswagen "Maggiolino" del 1950, la "Golf" di
Giugiaro del 1974 e la "Fiat 500" del 1957, ad esempio,
hanno segnato la storia del design, per quanto riguarda
le macchine a grande diffusione, imponendosi come
modelli da imitare, come catalizzatori dei cambiamenti
successivi con forti e durature implicazioni nel design
industriale.
IL PERCORSO DELLA MOSTRA
L’ideale classico di bellezza assoluta nel mondo antico
era rappresentato dalla statua della Vittoria alata di
Samotracia. Prendendo spunto dal passato, i curatori
della rassegna si sono ispirati alla Nike, allestendo
all’esordio del percorso espositivo i capolavori degli
anni’ 30 europei che incarnano le forme più pure e
rappresentative di questo oggetto straordinario: le
eccezionali Alfa Romeo "Flying Star Touring" del 1931,
l’Isotta Fraschini "8A SS Torpedo sport Sala" del 1927,
la Bugatti "T46 Coach Profile" del 1933 o l’Alfa Romeo
"8C 2900 B lungo" del 1938
Le sale successive espongono le berline - come la
Rolls-Royce "Silver Cloud" del 1959 – le convertibili
come la Maserati "3500 GT" del 1959 o la Chevrolet
"Corvette" del ’59 e le coupé come le Mercedes-Benz "300
SL Gullwing" (Ali di gabbiano) del 1954 o la Porsche
"356 del 1948".
Le sezioni successive presentano l’automobile come
risposta industriale al bisogno di mobilità espresso
lungo tutto il Novecento. Ecco quindi il minimo
indispensabile concentrato in utilitarie a vocazione
prettamente urbana (come l’Iso "Isetta", la Mini
"Minor", la Fiat "500"), e le protagoniste della
motorizzazione di massa (dalla Ford "T" del 1917 alla
Trabant del 1958 alla Fiat "Panda" del 1980).
Parallelamente la mostra testimonia la ricerca sulle
monovolume: dall’Alfa Romeo "40-60 HP Ricotti" del 1914
alla Fiat "600 Multipla" del 1956 o a prototipi come la
"Megagamma" di Giorgetto Giugiaro del 1978, per finire
con la fortunata "Espace" della Renault del 1984, madre
delle monovolume moderne.
Da questo punto in poi la mostra sposta l’attenzione dal
prodotto finito ai processi della creatività e alla
sperimentazione industriale.
Le ricerche che conducono alla definizione della forma
di un’auto comportano una molteplicità di aspetti: la
sportività, l’aerodinamica, l’innovazione tecnologica o
lo studio di nuove forme di energia. Mitomacchina
ripercorre tutti questi grandi temi di evoluzione
dell’auto non solo con i modelli esposti – per i quali
una visione d’ insieme è in genere impossibile – ma
anche con studi, progetti, disegni originali, maquettes
e riproduzioni in scala che permettendo di ricostruire
la genesi del pensiero che ha portato alla loro
creazione.
Ecco quindi la ricerca sull'aerodinamica, con i
prototipi di Bertone, Giugiaro e Pininfarina, e i sogni
di designer visionari, come le creazioni in pochissimi
esemplari di Lamborghini e Ferrari.
Negli stessi anni si sviluppa una ricerca parallela e
complementare sull’applicazione di nuove tecnologie e in
tempi moderni anche sull’introduzione di energie
alternative.
Mitomacchina ne rende conto con la Lancia "Lambda" del
1923 – la prima macchina con la scocca portante – per
poi passare ai disegni di Flaminio Bertoni per la
Citroën negli anni Trenta, e infine ai prototipi
dell’automobile del XXesimo secolo: non solo le novità
dei grandi centri internazionali – come ad esempio la
"Biga" di Giugiaro (1992) o la recentissima "Nido"
(2004) di Pininfarina – ma anche il frutto della
creatività di alcuni tra i maggiori architetti e artisti
internazionali, come la "Z-Car" di Zaha Hadid (2005) o
la "Pivo" del Centro Design Nissan (2005).
Infine, non mancano i giovani talenti delle maggiori
scuole europee di design, tra cui il Royal College of
Art di Londra, lo IED di Torino e la Fachhochschule di
Pforzheim.
In mostra anche una sezione cinematografica, che
presenta alcune auto rese protagoniste da molte
affascinanti suggestioni della filmografia
internazionale.
Insieme alla mostra sarà pubblicato un catalogo (Skira)
ampiamente illustrato e una guida breve alla mostra, a
cura di Quattroruote.
Il catalogo conterrà la documentazione completa delle
opere esposte, dalle automobili corredate di schede
scientifiche alle maquettes ai disegni originali, ma
anche una serie di saggi che aprono una riflessione
interdisciplinare sul tema della mostra. I testi sono a
cura di Gabriella Belli, Donatella Biffignandi, Enrico
De Vita, Helen Evenden, Giampaolo Fabris, Tomás
Maldonado, Giuliano Molineri per Giorgetto Giugiaro,
Adolfo Orsi, Lorenzo Ramaciotti, Sergio Pininfarina,
Mauro Tedeschini e Paolo Tumminelli.
Per la mostra si ringrazia:
Main Sponsor AGIP
Con il contributo di Marangoni SpA
Media Partner Quattroruote
Il Mart ringrazia:
UniCredit Group, UniCredit Private Banking, Cantina La
Vis e Valle di Cembra, Gruppo Poste Italiane, Cartiere
del Garda, Trentino SpA
MartRovereto
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto (Trento)
Infoline 800 – 397760
0464 438887
www.mart.trento.it
Orari:
lunedì - domenica 10:00 - 18:00
venerdì 10:00 – 21:00
Chiuso il lunedì a partire dal 15 gennaio 2007
Ingresso:
Intero: 8 € Ridotto: 5 €
Ridotto scolaresche: 1€ a studente
Biglietto famiglia: 20€
Amici del museo: gratuito
Comunicazione
Mart:
Responsabile
Flavia Fossa Margutti
Ufficio stampa:
Luca Melchionna 0464.454127 cel 320 4303487
Clementina Rizzi
press@mart.trento.it
Skira:
Mara Vitali Comunicazione
Lucia Crespi
tel 02/73950962
e-mail: arte@mavico.it
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