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Forse nessun altro artista del ventesimo secolo è riuscito a
lasciare una profonda impressione nella cultura popolare
come Andy Warhol. A quarant’anni di distanza dalla
prima importante mostra europea. La Hayward Gallery di
Londra presenta una vasta retrospetiva, che include video,
film, programmi televisivi, provini, installazioni e
materiali d’archivio.
Per permettere al pubblico di immergersi nell’opera di
Warhol e conoscerne il pensiero, gli spazi della galleria
sono stati trasformati in vasto percorso multimediale, in
cui ad icone famose come la lattina di zuppa Campbell o i
ritratti di Marilyn Monroe, si alternano filmati, Polaroid,
brani musicali di Nico e i Velvet Underground, copertine di
dischi, programmi televisivi, ritagli di giornale,
memorabilia.
Andy Warhol era particolarmente attratto dalle possibilità
espressive di cinema e televisione, e la mostra londinese
tende ad esplorare le relazioni tra immagine statica e in
movimento, senza perdere di vista il processo creativo e l’orginalità
dell’artista.
Non mancano, come dicevamo, le icone della “Pop Art”, le
opere colorate e ironiche che hanno reso Warhol famoso, come
i ritratti di Mick Jagger, la celeberrima zuppa Campbell,
Flowers e Electric Chairs. A queste si affiancano
numerosi screen tests di artisti, scrittori e musicisti,
come Allen Ginsberg, Marchel Duchamp, John Cale e Salvador
Dali. Una ventina di film, girati soprattutto negli anni
sessanta, tra cui Sleep (1963), Empire (1964),
Poor Little Rich Girl (1965), e Chelsea Girls
(1966) sono presentati in simultanea, in un’unica
installazione.
Il visitatore è
accompagnato in un percorso suggestivo, fatto di scarti
temporali e media differenti, dai contenuti della Time
Capsule 92, una serie di oggetti e documenti collezionati da
Warhol, tra i quali lettere, inviti, ricevute, ritagli di
giornale e foto dei Beatles, Dennis Hopper e Jackie Kennedy,
ai Factory Diaries, documenti audiovisivi che catturano
l’avvicendarsi di celebrità come David Bowie e Liza Minnelli
e il processo creativo dell’artista.
La mostra si divide in tre sezioni: “Filmscape”, uno spazio
dedicato interamente ai film di Andy Warhol; “TV-Scape” una
zona video, in cui è possibile 42 episodi delle serie TV
create tra il 1979 e il 1987; e “Cosmos”, un esame
dell’opera e della figura di con dipinti, disegni,
fotografie, registrazioni audio, la famosa Brillo Box,
interviste, libri e riviste.
Il percorso espositivo si conclude con “Silver Clouds”, una
stanza riempita di cuscini argentei gonfiati ad elio.
Curata da Eva Meyer-Hermann
e allestita dai designer berlinesi Chezweitz & Roseapple, la
mostra alla Hayward Gallery getta un nuovo sguardo
sull’opera di Warhol. La scelta dei provini come punto di
partenza per questo affascinante viaggio, pone l’accento sui
temi cari all’artista, dal voyeurismo al culto della
celebrità e del mondano, dall’attenuarsi delle distinzioni
culturali allo sguardo profetico su una società ossessionata
dai media.
Claudia
Colia
5 dicembre
2008
ANDY WARHOL: OTHER VOICES, OTHER ROOMS
Dal 7 ottobre 2008 al 18 Gennaio 2009
The Hayward Gallery, Southbank Centre,
Belvedere Road, London, SE1 8XZ
Informazioni: 0044 (0)871 663 2519
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