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Redazione

Andy Warhol: other voices, other rooms

di Claudia Colia

 

Londra. Fino al 18 gennaio 2009

Alla Haywar Gallery di Londra vasta retrospettiva del maestro della pop art.

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Forse nessun altro artista del ventesimo secolo è riuscito a lasciare una profonda impressione nella cultura popolare come Andy Warhol. A quarant’anni di distanza dalla prima importante mostra europea. La Hayward Gallery di Londra presenta una vasta retrospetiva, che include video, film, programmi televisivi, provini, installazioni e materiali d’archivio.

Per permettere al pubblico di immergersi nell’opera di Warhol e conoscerne il pensiero, gli spazi della galleria sono stati trasformati in vasto percorso multimediale, in cui ad icone famose come la lattina di zuppa Campbell o i ritratti di Marilyn Monroe, si alternano filmati, Polaroid, brani musicali di Nico e i Velvet Underground, copertine di dischi, programmi televisivi, ritagli di giornale, memorabilia.

Andy Warhol era particolarmente attratto dalle possibilità espressive di cinema e televisione, e la mostra londinese tende ad esplorare le relazioni tra immagine statica e in movimento, senza perdere di vista il processo creativo e l’orginalità dell’artista.

Non mancano, come dicevamo, le icone della “Pop Art”, le opere colorate e ironiche che hanno reso Warhol famoso, come i ritratti di Mick Jagger, la celeberrima zuppa Campbell, Flowers e Electric Chairs. A queste si affiancano numerosi screen tests di artisti, scrittori e musicisti, come Allen Ginsberg, Marchel Duchamp, John Cale e Salvador Dali. Una ventina di film, girati soprattutto negli anni sessanta, tra cui Sleep (1963), Empire (1964), Poor Little Rich Girl (1965), e Chelsea Girls (1966) sono presentati in simultanea, in un’unica installazione.

Il visitatore è accompagnato in un percorso suggestivo, fatto di scarti temporali e media differenti, dai contenuti della Time Capsule 92, una serie di oggetti e documenti collezionati da Warhol, tra i quali lettere, inviti, ricevute, ritagli di giornale e foto dei Beatles, Dennis Hopper e Jackie Kennedy, ai Factory Diaries, documenti audiovisivi che catturano l’avvicendarsi di celebrità come David Bowie e Liza Minnelli e il processo creativo  dell’artista.

La mostra si divide in tre sezioni: “Filmscape”, uno spazio dedicato interamente ai film di Andy Warhol; “TV-Scape” una zona video, in cui è possibile 42 episodi delle serie TV create tra il 1979 e il 1987; e “Cosmos”, un esame dell’opera e della figura di con dipinti, disegni, fotografie, registrazioni audio, la famosa Brillo Box, interviste, libri e riviste.

Il percorso espositivo si conclude con “Silver Clouds”, una stanza riempita di cuscini argentei gonfiati ad elio.

Curata da Eva Meyer-Hermann e allestita dai designer berlinesi Chezweitz & Roseapple, la mostra alla Hayward Gallery getta un nuovo sguardo sull’opera di Warhol.  La scelta dei provini come punto di partenza per questo affascinante viaggio, pone l’accento sui temi cari all’artista, dal voyeurismo al culto della celebrità e del mondano, dall’attenuarsi delle distinzioni culturali allo sguardo profetico su una società ossessionata dai media.

 Claudia Colia

5 dicembre 2008

ANDY WARHOL: OTHER VOICES, OTHER ROOMS

Dal 7 ottobre 2008 al 18 Gennaio 2009

The Hayward Gallery, Southbank Centre,

Belvedere Road, London, SE1 8XZ

Informazioni: 0044 (0)871 663 2519

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola