Musées du XXIème siècle

Dal 20 marzo al 1 luglio 2007

Musèe des Confluences, Lione
28 boulevard des Belges

Da martedì alla domenica: 10.00-18.00

Chiuso il LUNEDÌ

Ingresso: 2,30 €

http://www.museum-lyon.org

 

Il progetto del Maxxi di Roma

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Redazione

 

Dopo il successo riscosso dalla mostra Museums nell'autunno scorso al MAXXI di Roma (leggi qui) la mostra itinerante organizzata dall'Art Center di Basilea è oggi al Le Musée des Confluences di Lione, in Francia, nell'attesa che ritorni in Italia, al MART, probabilmente nel 2009.

La mostra  è una riflessione sull’architettura dei musei che stanno nascendo nel mondo o che sono stati costruiti negli ultimi anni. Museums offre una prospettiva interessante di sguardo sull’architettura contemporanea, ma che dice molto anche sulla concezione e l’idea di museo oggi. In totale 27 progetti, seminati tra l’America, l’Europa e il Giappone.

Sono due le tendenze che saltano immediatamente all’occhio osservando plastici, progetti, fotografie e immagini virtuali di queste architettura.

Da una parte alcuni architetti si ispirano al white cube, progettando un edificio asettico, capace di esaltare al massimo le opere d’arte che lo riempiranno. Una concezione minimalista che vede l’arte e le opere come assolute protagoniste.

Dall’altra invece, altri progetti rappresentano la prospettiva di cui Frank O. Gehry è l’indiscusso padre. Una tendenza espressionista che crea edifici shockanti, destinati ad assorbire tutte le attenzioni del visitatore, prevalendo quindi sul contenuto del museo.

Tutti i progetti mostrano comunque una concezione del museo come centro poli-culturale, destinato a prevaricare le tradizionali funzioni del museo, concepito ora come centro per le arti.

Per quanto riguarda la tendenza minimalista viene presentato il sorprendente Chichu Art Museum [ http://www.chichu.jp ] progettato da Tadao Ando (l’architetto a cui Pinault ha commissionato il restauro di palazzo Grassi a Venezia) sull’isola giapponese di Naoshima. Un museo che scompare scavato nella scogliere a strapiombo sull’oceano, appena visibili dall’esterno, pensato in funzione delle grandi installazione site specific.

Sulla stessa scia il nuovo Stonehenge Visitor Center. Una serie di vele adagiate sulla colline a tre chilometri dal sito archeologico del Wiltshire , destinate a ospitare un museo virtuale e un treno-navetta per raggiungere Stonehenge. Anche in questo caso l’architetto, Denton Corner Marshall, australiano, non vuole intervenire in modo violento sul paesaggio, ma mimetizzarsi e integrarsi in esso. Stesso discorso per il Centro Paul Klee realizzato da Renzo Piano a Berna, dove le tre vele che sovrastano la parte interrata del museo, vogliono riprendere le forme delle dolci colline intorno alla città svizzera.

Di tutt’altro tipo il progetto di Frank O. Ghery per la Corcoran Gallery di Washington. Un enorme corpo in titanio collegherà la parte ottocentesca dell’edificio con la parte novecentesca. Una vera e propria scultura che si impone nella decostruzione delle forme euclidee.

Altro esempio il Denver Libeskind Museum, che vuole essere un vero e proprio nuovo simbolo della cittadina americana, destinato a dominarne lo skyline con le sue forme geometriche fortemente debitrici nei confronti di Ghery).

Due i musei italiani presenti. Il MART di Rovereto e il MAXXI.

L’ambizioso progetto del MAXXI crea un museo che cerca di inserirsi nel tessuto del quartiere, penetrando come una ragnatela dietro le facciate degli edifici della caserma preesistente. Una struttura in cemento e vetro che si muove come un flusso. Un progetto che forse è debitore della formazione dell’architetto in ambito pittorico. Zaha Hadid ha pensato ad uno spazio completamente modulabili e aperto alle esigenze degli allestimento, con illuminazione naturale. Altro elemento di forza del progetto è la sua natura artigianale, che renderà ogni suo elemento unico.

Il MART di Rovereto è un felice esempio di impegno delle istituzioni locali (il comune di Rovereto e la Provincia di Trento) per la realizzazione di una grande polo culturale e di un museo all’avanguardia. Un progetto che ha una storia decennale, portato a termine nel 2002 dall’architetto Mario Botta e dall’ingegnere roveretano Giulio Andreolli.

 

                                                 17 aprile 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com  

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