Natale a New York

24 dicembre 2006

Cosa offrono i principali musei newyorkesi in questo periodo dell'anno? Un viaggio tra le sale da poco restaurate del MoMa, sulla spirale del Guggenheim, una scalata al Whitney, un'odissea al Metropolitan... altro che le avventura di De Sica!

 

     

 Una breve rassegna delle mostre che si stanno svolgendo nei principali musei newyorkesi nel periodo natalizio. Per chi ha la fortuna di trovarsi nel cuore del mondo dell’arte e, non avendo ancora visto l’ultimo panettone di Neri Parenti, vuole dei suggerimenti su come impiegare le proprie giornate.

Queste sono le mostre del Metropolitan Museu of Art, del Salomon R. Guggenheim Museum , del MoMa e del Whitney Museum of American Art, i principali musei di Manhattan.

Ho volutamente escluso gli altri musei di New York poiché non li ho visitati personalmente. Nonostante ciò anche a Brooklyn e in cittadine poco fuori la Grande Mele sono nati importantissimi spazi musseali. Il Brooklyn Museum propone una retrospettiva dell’artista australiano Ron Mueck (fino al 4 febbraio, informazioni sul sito del museo  www.brooklynmuseum.org). A Long Island si trova invece lo spazio espositivo e centro di studi P.S.1 Contemporary Art Center (http://www.ps1.org). Fuori New York invece il Dia Center at Beacon (http://www.diacenter.org), la sede della collezione permanente di questa importante fondazione la cui sede principale sulla 22th a Manhattan è chiusa per restauro. Anche il centralissimo New Museum of Contemporary Art è chiuso per restauro fino alla fine del 2007.

Sono spazi fondamentali anche le gallerie. Le più interessanti e vivaci si trovano nei quartieri di Chelsea e Soho, dove esistono interi palazzo destinati ad ospitare diverse gallerie. Per informarsi e orientarsi davanti alla proposta di migliaia di gallerie e mostre è fondamentale il libricino GalleryGuide, distribuito gratuitamente presso tutte le gallerie e consultabile on-line nel sito http://www.galleryguide.com.

 Metropolitan Museum

 5th Avenue, 82nd Street

Per informazioni e penotazioni: www.metmuseum.org

 Cominciamo dal più antico e grande museo newyorkese. Al Metropolitan Museum si stanno svolgendo alcune mostre di altissima qualità. Al primo piano troviamo “Glitter and Doom: German Portraits from the 1920s”, aperta fino al 19 febbraio 2007. Un percorso tra le opere dei principali artisti tedeschi degli anni di Weimar. Nelle opere di Otto Dix, George Grosz, Max Beckmann e di altre sette artisti, si colgono tutte le contraddizioni, lo splendore (glitter) e la rovina (doom) di un’epoca complessa e affascinante della storia tedesca. Un salto indietro nel tempo per le due esposizioni del piano superiore. Grandiosa la mostra dedicata a Ambrosie Vollard, uno dei più importanti e sensibili mercanti d’arte passati alla storia. “Cézanne to Ricasso: Ambrosie Vollard, Patron of the Avant-Garde” presenta una sorprendente raccolta di capolavori collezionati, venduti, posseduti, commissionati da Vollard, opere dei principali artisti degli ultimi anni dell’Ottocento (Cézanne, Van Gogh, i Nabis) e dei primi decenni del Novecento. Opere che testimoniano la lungimiranza e il coraggio del fondatore del mercato dell’avanguardia.

Interessante anche “Americans in Paris, 1860-1900”, che ricorda quando la capitale dell’arte era la capitale francese e a decine gli artisti americani vi erano richiamati per studiare l’arte europea e le nuove tendenze, prima che le carte si girassero e il flusso si invertisse, dall’Europa verso New York.

 Glitter and Doom: German Portraits from the 1920s

Fino al 19 febbraio 2007

 Cézanne to Ricasso: Ambrosie Vollard, Patron of the Avant-Garde

Fino al 7 gennaio 2007

 Americans in Paris, 1860-1900

Fino al 28 gennaio 2007

 

I musei d’arte contemporanea di New York, tra i più importanti al mondo per collezioni e ricerca, in questo periodo sacrificano molto le ricchissime collezioni permanenti a favore di altrettanto interessanti esibizioni temporanee.

Salomon R. Guggenheim Museum

 1071 5th Avenue at 89th Street

Per informazioni e prenotazioni: www.guggenheim.org

 La grande struttura elicoidale di Frank Lloyd Wright in cui dal 1959 è ospitato il Guggenheim è in restauro, per poter tornare ripulito dalla cortina di smog accumulata negli ultimi cinquant’anni entro la fine del 2007. Gli spazi interni sono però agibili. La rampa del corpo centrale è occupata dalla più approfondita mostra di arte spagnola mai realizzata in America: “El Greco to Picasso”. Un’esposizione che dà un quadro completo dell’arte spagnola attraverso quattrocento anni mettendo a confronto i capolavori dei grandi maestri iberici. Una soluzione molto originale che fugge le consuete scelte antologiche della dislocazione cronologica, preferendo accostamenti tematici e iconografici. Una soluzione che oltre a rappresentare in modo incisivo l’evoluzione dell’arte spagnola, ci parla anche della Spagna in una carrellata di soggetti che ne colgono appieno lo spirito, la storia e le tradizioni. Le opere di Francisco de Zurbaran, El Greco, Diego Velazqez, Murillo, Goya, Juan Gris, Joan Mirò, Dalì, Picasso che affrontano il paesaggio spagnolo, il ritratto dei sovrani, dei bambini, dei poveri, dei mostro, le nature morte, i soggetti religiosi ecc… mostrano ad un tempo come è cambiata l’arte spagnola tra Cinquecento e Seicento e come la Spagna stessa è cambiata.

Grazie alla proficua collaborazione tra le diverse sedi del Guggenheim del mondo, da Venezia è approdata nelle sale newyorkesi anche la mostra dedicata a Lucio Fontana (1899-1968) l’estate scorsa a Palazzo Leoni Venier. La naturale conclusione di una mostra che ci presenta le riflessioni spaziali e materiche di uno degli artisti più importanti del secondo dopoguerra in Italia, riguardanti proprio le due città in questioni (“Lucio Fontana. Venice/New York”). Un dialogo di colori, materiali in una lingua fatta di tagli, sfregi, graffi, tra Venezia e New York. La prima seria fu realizzata nel 1961. Fu l’occasione di una mostra dedicata a questi lavori nella galleria di Martha Jakson di New York che portò Fontana in America dove, colpito dall’immagine e dall’atmosfera di Manhattan decise di affrontare una serie analoga. Fontana riesce a far incarnare dai materiali le differenze tra le due città. Tra una Venezia barocca, acquatica, calda, estiva e una New York metallica, violenta, artificiale, geometrica.

Due spazi del museo sono dedicati a una piccole selezione dalla collezioni principali. “Kandinsky in Paris 1934-1944”, presenta i lavori dell’artista russo collocabili in un preciso e importante periodo della vita di Kandinsky. Siamo infatti negli anni immediatamente successivi alla chiusura della Bauhaus dove egli insegnava e alla fuga dalla Germania nazista per la capitale francese dove visse fino alla morte, nel 1944 all’età di settantotto anni. I quadri di questo ultimo periodo mostrano una via di fuga dall’Europa in fiamme, in fantastici mondi di colore. Kandinsky è stato uno degli artisti a cui Salomon Guggenheim ha dedicato maggiori attenzioni, incoraggiato dalla prima direttrice del museo Hilla Rebay.

Infine viene esposta una piccola selezione delle opere del museo, preveniente dal lascito del collezionista Justin K. Tannhauser, attento soprattutto alla raccolta di opere di impressionisti e post-impressionisti.

 El Greco to Picasso

Fino al 28 marzo 2007

 Lucio Fontana. Venice/New York

Fino al 21 gennaio 2007

 Kandinsky in Paris 1934-1944

 Thannhauser Collection

 Whitney Museum of American Art

 945 Madison Avenue at 75th street

Per informazioni e penotazioni: www.whitney.org

 Anche il Whitney propone in questo periodo una vasta rassegna di mostre temporanee.

Il museo fu creato da  Gertrude Vanderbilt Whitney nel 1928, a completare un costate impegno nei confronti dell’arte americana contemporanea della ricca ereditiera. La collezione e le mostre del museo si concentrano quindi solo sull’arte americana. Ma una delle esposizioni attualmente in corso (“Picasso and American Art”) ne va a ricercare le influenze originali, ponendo a confronto le opere della generazione dell’Espressionismo astratto e dell’Action Painting con i lavori di Pablo Picasso. Un’influenza che per alcuni artisti si fa esplicita e dichiarata, e lascia spazio anche a studi e copie di capolavori del maestro spagnolo, mentre per altri la presenza e la lezione di Picasso si legge tra le righe, non immediatamente rilevabile sulla superficie delle opere ma comunque innegabile dimostrazione del peso assoluto che Picasso ha avuto nella storia artistica a americana a partire dalla prima esposizione a New York nel 1911.

Albers and Moholy-Nagy: from the Bauhaus to the New World” è dedicata a due maestri del Bauhaus che, dopo la chiusura da parte dei nazisti della scuola, migrarono in America. Due personalità e artisti diversi come dimostrano i disegni, le sculture, le fotografie, gli oggetti di design e i dipinti in mostra, ma con alcuni elementi di contatto, come l’ideale di mutare lo statuto stesso delle opere d’arte nell’epoca della produzione di massa e del consumismo.

Anche uno dei nomi più legati al Whitney è in un’esposizione nel museo. “Edwar Hopper”, una interessante antologica del cantore della vita quotidiana americana. Una raccolta di capolavori assoluti (da Chicago arriva “Nighthawks”, la celeberrima visione di un bar, di notte, con alcuni uomini seduti al bancone in un’atmosfera sospesa e malinconica) affiancati da numerosissimi disegni. Uno sguardo nuovo quindi su Hopper, volto a cogliere il difficile percorso di formazione di ogni dipinto.

Più rivolta al contemporaneo la mostra “Kiki Smith. A Gathering, 1980-2005” che ripercorre l’ultimo quarto di secolo di attività dello scultore nato in Germani negli anni Cinquanta ma cresciuto nel New Jersey. Le opere in mostra ci conducono nell’universo di Smith, dove è il corpo umano il protagonista assoluto, con le sue funzioni, i suoi ritmi e meccanismi.

 Picasso and American Art

Fino al 28 gennaio 2007

 Albers and Moholy-Nagy: from the Bauhaus to the New World

Fino al 21 gennaio 2007

 Edwar Hopper

Fino al 3 dicembre

 Kiki Smith. A Gathering, 1980-2005

Fino all’11 febbraio 2007

MoMa –The Museum of modern Art

53 street, 11 W

Per informazioni e prenotazioni: www.moma.org

 Il MoMa è l’unico museo d’arte contemporanea newyorkese che in questo periodo valorizza in sede la propria collezione permanente. Una delle collezioni d’arte più importanti al mondo, che copre con capolavori e icone assolute il periodo che va da fine Ottocento al secondo dopoguerra americano. “Les Demoiselles d’Avignon”, opera del 1907 considerata punto d’avvio del cubismo, la “Danza” di Matisse, “La persistenza della memoria” di Salvador Dalì, per citare alcune tra le opere più importanti ammirabili nelle sale del museo. Il tutto nella sede riaperta nel 2004 dopo il restauro operato dall’architetto giapponese Yoshio Taniguchi, che unifica i diversi spazi in cui si è sviluppato il museo dalla sua fondazione nel 1929, avvenuta per volere di tre ricchi collezionisti: Lillie P. Bliss, Mary Quinn Sullivan e Abby Aldrich Rockefeller.

Fino al 29 gennaio l’importante sezione dedicata all’ultimo quarto del XIX secolo è arricchita da una mostra su “L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano”, una delle opere più originali e lente nella loro rielaborazione eseguita da Eduard Manet. Il fatto storico risale al 1867, e destò grande sdegno in Francia, poiché era stato Napoleone III stesso a incoronarlo imperatore del paese sudamericano, prima di abbandonarlo e lasciarlo cader vittima delle vendette. La mostra raccoglie le quattro versioni del soggetto realizzate da Manet e un’incisione. Opere provenienti da tutto il mondo, realizzate nei due anni immediatamente successivi al fatto. I dipinti principali sono poi accompagnati da decine di disegni e studi che mostrano l’evoluzione dell’opera.

Out of time: a contemporary view” consiste in una selezione dalle nuove acquisizioni del museo, opera di artisti contemporanei, che riflettono sulla tematica del tempo.

 Out of time: a contemporary view

Fino al 9 aprile 2007

 Manet and the Execution of Maximilian

Fino al 29 gennaio 2007

Tommaso Martini 23 dicembre 2006

 

Sito curato da Tommaso Martini (spleen85@yahoo.it;)
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