Perino&Vele

Pig


Dal 30 novembre al 5 febbraio 2007

Galleria V.M. 21artecontemporanea, Roma
Via della Vetrina, 21

http://www.vm21artecontemporanea.com

Dal lunedì al venerdì 11.00-19.30
sabato  16.30-19.30

Domenica CHIUSO

Ingresso libero

Courtesy: V.M. 21 artecontmeporanea

 

La Galleria romana V.M. 21 artecontemporanea presenta fino al 15 febbraio un’installazione di Perino & Vele che occupa tutti gli spazi espositivi della galleria. Perino & Vele sono  Emiliano Perino (New York, 1973) e Luca Vele (Rotondi, 1975), che dal 1984 lavorano insieme a Rotondi, in provincia di Avellino. Sono artisti ormai affermati sulla scena nazionale e internazionale, le cui opere fanno parte delle collezioni permanenti di importanti musei (MART, Gam di Torino) e sono state esposte in numeroso mostre anche all’estero (Berlino, Amsterdam, Parigi, Pechino, ecc…).

Ciò che caratterizza il loro lavoro è la tensione civile e politica che si esprime anche in questa mostra: “Pig”. Si tratta di una riflessione sulle torture subite dagli animali utilizzati come cavie negli esperimenti bellici. Atrocità che sono state portate a conoscenza dell’opinione pubblica attraverso la denuncia dell’associazione americana PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) nel rapporto “The Military’s War on Animals”. Un rapporto fatto di immagini raccapriccianti che denunciano uno sterminio di più di 300 mila animali tra cani, scimmie, maiali, pecore, gatti, conigli, in un costosissimo programma di esperimenti messo a punto dal Dipartimento di Stato americano. Sul sito internet della PETA è possibile consultare il rapporto (http://www.peta.org/feat/military).

Pig” si inserisce in un percorso di esposizioni che si è precedentemente occupato delle torture inflitte agli esseri umani. Era questo il soggetto di un’installazione esposta alla Galleria napoletana Alfonso Artico nel 2004, intitolata “Kubark”. Il titolo fa riferimento al manuale in dotazione agli agenti CIA dal 1963 (e attualmente ufficialmente al bando) che dà indicazioni su come estorcere informazioni durante interrogatori-tortura. Sempre alle torture animali è stata dedicata la mostra “Porto Down” (che si riallaccia al nome della base inglese dove avvengono questi esperimenti sugli animali) alla Galleria Alberto Peola di Torino nel 2005.

La mostra romana sfrutta i due ambienti della galleria per dividere nettamente in due fasi l’esperienza che il visitatore compierà in questa mostra.  Nella prima stanza ci troviamo davanti a delle coperte in cartapesta appese a dei fili metallici che attraversano lo spazio. Quasi un muro per attraversare il quale il visitatore deve compiere un lento slalom. Il percorso di avvicinamento alla seconda stanza è quindi rallentato e reso difficoltoso. Inizialmente anzi il visitatore può esser portato a rinunciare a percorrerlo.  Giunti nella seconda stanza si scopre il vero soggetto dell’installazione. Appunto un maiale, ancora in cartapesta, posto su due lance su una parete completamente bianca, forata da colpi di fucile. Sulla parete opposta una saracinesca chiusa, che ci nasconde ma al contempo nella sua freddezza ci fa intuire, la presenza del laboratorio dove si compiono gli atroci esperimenti.

L’elemento di maggior interesse dell’installazione è il materiale utilizzato. Si tratta di cartapesta, materiale d’elezione di Perino & Vele. La cartapesta viene realizzata con la carta dei principali quotidiani nazionali. Un percorso inverso rispetto a quello di cui siamo inconsapevoli spettatori. I giornali vengono manipolati, maciullati, riassestati ecc… mentre di solito sono i giornali che manipolano, cambiano forma e sostanza alle notizie e all’informazione.

E le coperte realizzate con i giornali che ci introducono alla stanza degli orrori in un percorso a ostacoli denunciano la difficoltà di poter entrare in contatto con informazioni veritiere relative alle guerre.  L’informazione parziale e manipolata che televisione e giornali trasmettono funzionano come queste coperte: ci scoraggiano ad affrontare la drammaticità e gli orrori della guerra, la nascondono sostituendo ad essa una propria visione e immagini codificate, ci obbligano a difficili contorsioni se siamo intenzionati a conoscere ciò che avviene veramente.

13 gennaio 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

 

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