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L’arte contemporanea e’ di casa a Napoli. Fin dagli anni
Sessanta e Settanta, la città partenopea è stata vera e
propria capitale dell’arte contemporanea europea e mondiale.
In quegli anni operava in città, come gallerista, Lucio
Amelio persona veramente geniale che riconobbe,
ammirò e
privilegiò artisti come Warhol, Rauschemberg, Kounellis,
Paolini, Buren, Gilbert&Gorge, Haring e fece conoscere
artisti che maturavano la propria attività tra il
post-concettuale e la Transavanguardia come De Maria, Ontani
Paladino, Tatafiore.


Nel 1980 il terremoto sconvolge Napoli e l’Irpinia ed è la
volta di “Terraemotus” mostra con artisti internazionali che
rappresentano iconograficamente il tema della catastrofe. La
città mantiene saldo fino ai nostri giorni il particolare
rapporto con l’arte contemporanea e tra il 2004 e il 2005
concretizza questa sua vocazione con l’inaugurazione di due
splendidi poli museali: il PAN (Palazzo delle Arti Napoli) ed
il MADRE (Museo d’Arte Donna Regina). Piazza plebiscito, poi,
una delle piazze napoletane più rappresentative, ospita
annualmente prima di Natale un'installazione di arte
contemporanea. A inaugurare questo appuntamento con l’arte,
divenuto poi tradizionale, fu nel 1995 la “montagna di
sale” di Mimmo Paladino, opera indimenticabile e tra le
più
belle e affascinanti. Nel corso degli anni nelle
istallazioni si sono alternati artisti di fama mondiale
come Richard Serra, Jenny Holzer,
Joseph Kosuth, Sol Lewit e
Anish Kapor.
Quest’anno il compito di abbellire la maestosa piazza
napoletana e’ toccato a Michelangelo Pistoletto che il 22
dicembre scorso ha inaugurato l’opera “Amare le differenze”.
L’installazione si connette con altre tre opere esposte in
questi giorni al museo MADRE: la “Venere degli stracci”, “il
Cubo” e “Terzo Paradiso”. “Amare le differenze” è un'opera
apparentemente semplice, che complessivamente ha bisogno di
una visione dall’alto ma allo stesso tempo deve essere
vissuta da vicino, in modo da permettere il contatto tra
l’opera e lo spettatore. Pistoletto pone al centro dello
spazio urbano, abbracciato dal colonnato della chiesa di S.Francesco di Paola, l’Europa.

Il vecchio continente viene rappresentato da una rigida
piattaforma di acciaio lucido
nella quale i vari paesi vengono unificati da un vivace
contorno arancione, simbolo del Mediterraneo. Ancora una
volta ritroviamo il “Mare Nostrum”, così presente anche nelle
immagini di E.Tatafiore, che accomuna la diversità e mescola
le culture con le sue correnti, differenze che bisogna
“Amare”, come ci ricordano i colorati neon fluorescenti in
sedici lingue, cornice ideale dell’opera. L’artista ha poi
inciso sulla sagoma in acciaio le parole di pace, amore, che
ribadiscono ulteriormente l’unione tra le nazioni, e
approfondiscono, ampliandola, l’idea di una possibile,
armonica convivenza tra i popoli espressa nel progetto Love Difference - Movimento Artistico per una Politica
Inter-Mediterranea. Lo spettatore, dunque, attratto dai
vitaminici colori della piazza,
potrà cogliere il messaggio dell’artista e allo stesso tempo
“viaggiare”da un paese all’altro con una semplice
passeggiata sulla silhouette metallica.
Nato nel 2002 all’interno di Cittadellarte - Fondazione
Pistoletto di Biella, il progetto è stato presentato nel
2003 alla 50a Biennale di Venezia, dove l’artista ha
ricevuto il Leone d’oro alla carriera, e risponde a un più
ampio intendimento dell’artista, avviato sin dal 1994 con un
manifesto programmatico che pone l’arte al centro di una
trasformazione socialmente responsabile (Progetto Arte).
Ilario D'Amato
ilariodamato@sindromedistendhal.com
21
gennaio 2008
Foto di Ilario D'Amato
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