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Redazione

Salvator Rosa: tra mito e magia

di Ilario D'Amato

Al Museo di Capodimonte una grande mostra dedicata all'artista secentesco.

Dal 18 aprile al 29 giugno 2008

Museo di Capodimonte
Via Di Miano 2, Napoli

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La mostra su Salvator Rosa (Napoli 1615-Roma  1673), la prima monografica mai organizzata riguardante l’artista partenopeo, si pone a conclusione delle manifestazioni organizzate dalla Sovrintendenza per il Polo Museale Napoletano in occasione dei cinquant’anni del Museo Nazionale di Capodimonte.

Il percorso espositivo si snoda attraverso i nuovi locali del museo dedicati a Raffaello Causa, con le opere dell’artista suddivise per nuclei tematici, per concludersi infine al secondo piano  dove le opere di Salvator Rosa si inseriscono nell’allestimento permanente in naturale dialogo con i capolavori del Seicento meridionale.

Il primo nucleo tematico che lo spettatore può ammirare è quello che si può definire “Storico-eroico” con opere quali “Cristo predica fra gli apostoli”, “Il martirio di Attilio Regolo”, “Il sogno di Giacobbe” dove appaiono chiare le riflessioni dell’artista sulle opere romane di Nicolas Poussin, cantore di gesta eroiche, ma anche sulle soluzioni figurative di Bernini. Ancora tra questo primo gruppo di dipinti è doveroso ricordare “La congiura di Catilina” nel quale l’artista, attraverso preziosi effetti luministici, rischiara le tonalità brune dell’opera e rivela la complessa e variegata psicologia dei personaggi.

Procedendo lungo il percorso si giunge poi al nucleo di quadri incentrati sul tema della “Filosofia”, rappresentata più volte anche in forma allegorica, molto cara all’autore che proprio nel suo scritto “Le Satire” si andava atteggiando a filosofo stoico, geloso della propria indipendenza morale.

Ritroviamo qui lavori eccellenti tra cui “Pitagora che risale dagli inferi”, filosofi in gruppo o solitari pensanti ed avvolti nel paesaggio, a denunciare una chiara iscrizione al naturalismo caravaggesco. Nella “Selva dei filosofi”, eseguita a Firenze prima del 1650, il discorso si incentra interamente sull’opposizione tra natura e civiltà, e quasi appare come una allegoria della “Scuola di Atene" di Raffaello; mentre passeggia in un bosco ombroso, Diogene getta via la ciotola alla vista di un bambino che beve nel cavo della mano.

Assai interessante appare anche il terzo nucleo tematico, le “Battaglie”, soggetto assai amato dai collezionisti del Seicento e, proprio per questo motivo, le opere vengono messe a confronto con quadri dall’analogo soggetto di autori del tempo, e anch’essi partenopei,come Luca Giordano e Aniello Falcone. Vengono rappresentati combattimenti senza eroi, dove protagonista è il tumultuoso affollarsi di uomini, cavalli e lance.

Famosa è la “Battaglia tra turchi e cristiani” ,dipinta nel 1642 per la famiglia Medici, con la rappresentazione dell’aspra lotta in primo piano inserita in un grandioso contesto paesistico e contenente la curiosa presenza dello stesso autore sulla parte sinistra che , vestito da guerriero, reca sullo scudo la scritta “SARO” – (SAlvator ROsa). All’interno di questi combattimenti, a far da contrasto alla ferocia degli uomini, spesso si ritrovano meravigliosi cavalli bianchi dallo sguardo vivo e dall’espressione quasi impaurita.

Al termine di tali concitati e turbinosi dipinti segue il nucleo dedicato alla “Mitologia” in cui sono esposte tele popolate da fanciulle e satiri dalle tonalità brune immersi in una cupa ambientazione rischiarata da piccoli sprazzi di luce.

Toccante  e di grande effetto il “Prometeo” sventrato dall’ aquila, l’urlo del protagonista sembra quasi rompere i limiti del dipinto per comunicare il dolore lacerante, testimoniato anche dal rosso vivo del sangue che scorre e si riflette negli occhi del crudele animale dall’atteggiamento fiero.

Al centro della sala una serie di autoritratti in veste di guerriero, filosofo, e vari omaggi alla sua sposa Lucrezia resa attraverso le allegorie della musica e della poesia esprimono una toccante comunicatività verso il pubblico.

Ultimo nucleo e forse, anche quello più interessante, e’ quello sulla “Stregoneria” dove Salvator Rosa rappresenta, attraverso figure demoniache, scheletri, carcasse, uomini e donne dalla pelle raggrinzita, un vero e proprio teatro delle verità umane, in cui alla condanna verso la magia intesa come eresia e al gusto dell’orrido si sovrappone una vena ironica e burlesca.

Questi stregoni si collegano da una parte alle incisioni di Durher e dall’altra si connettono fortemente con le figure di demoni lasciate, in quegli anni, a Firenze e Napoli da Callot e Fillippo Napoletano.

In una sala poco distante dall’esposizione infine è possibile vedere comodamente un video riassuntivo della vita e delle opere di Salvator Rosa con lettura recitata dei versi poetici scritti dallo stesso autore. “Salvator Rosa, tra mito e magia” è un evento importante da non lasciarsi sfuggire assolutamente, per approfondire la conoscenza verso quello che sicuramente è stato l’artista più inquieto e dissidente del Seicento italiano e che seppe riassumere nella propria opera musica, poesia ed arte.

Ilario D'Amato ilariodamato@sindromedistendhal.com

2 giugno 2008

 

COMUNICATO DELLA MOSTRA : SALVATOR ROSA - TRA MITO E MAGIA

La mostra monografica su Salvator Rosa – che si svolge nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte - si inserisce nel programma culturale della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, inteso ad approfondire, tramite esposizioni monografiche, la conoscenza di alcuni dei protagonisti della pittura napoletana del Seicento.

 

Salvator Rosa, indubbiamente una figura di spicco della cultura seicentesca, oltre che pittore fu poeta originale ed estroso, autore di epigrammi e di satire ed anche raffinato musicista; attivo non soltanto a Napoli ma soprattutto a Firenze e a Roma, si colloca in quel particolare ambiente culturale che vede intrecciate scienza, magia, alchimia, filosofia e arte.

 

L'artista – nato a Napoli nel 1615 e morto nel 1673 a Roma– esprime attraverso le varie forme artistiche, quel “dissenso” che contraddistingue tutta una generazione di pittori e scrittori, che si pongono in maniera fortemente critica nei confronti del potere politico e religioso.

 

“Salvator Rosa, dopo Caravaggio, - dichiara Nicola Spinosa - è certamente una di quelle personalità che più hanno segnato, non solo le vicende dell’arte in Italia tra naturalismo e barocco, quanto anche la fantasia di noi contemporanei.

 

Poeta e pittore, letterato e uomo d’armi, uomo di teatro e pratico di alchimia, condensa in sé tutti gli aspetti più diversi e contrastanti di un partenopeo, che pur essendo stato costretto a lavorare altrove – a Roma e Firenze in particolare – conservò, comunque, dentro di sé l’animo di un uomo nato e cresciuto a Napoli, all’ombra del Vesuvio. La sua pittura, con temi biblici ed evangelici, alchemici e filosofici, magici e di stregoneria, ma anche fatta di straordinari ritratti di uomini e donne del suo tempo e autoritratti di coinvolgente comunicatività, è, infatti, attraversata, come tutta la realtà napoletana di ieri e di oggi, da luci e ombre, fatti e misfatti, miseria e nobiltà, profonda religiosità e irreversibile superstizione.

 

Insomma, una mostra tutta da vedere e un artista o, meglio, un uomo tutto da scoprire: quasi un Caravaggio di metà Seicento con il cuore, l’occhio e la mente di un partenopeo incontrollabile e incontrollato.”

 

Questa esposizione intende,dunque, illustrare un aspetto particolare della prolifica produzione pittorica di Salvator Rosa, ovvero quello delle sue ‘composizioni di figure’ come le stregonerie, le allegorie filosofiche, le storie sacre e mitologiche, i ritratti.

 

Saranno esposti circa 80 dipinti provenienti da musei italiani, europei e americani, come la Galleria d’Arte Antica di Roma, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti di Firenze, la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Metropolitan Museum di New York e opere provenienti da importanti collezioni private, difficilmente accessibili al grande pubblico. L’esposizione sarà, inoltre, arricchita e completata da una selezione di incisioni.

 

Le opere sono state selezionate da un comitato scientifico internazionale, composto da Nicola Spinosa (presidente), Marco Chiarini, Brigitte Daprà, Sybille Ebert-Schifferer, Helen Langdon, Wolfgang Prohaska, Aurora Spinosa e Caterina Volpi.

 

Nel corso della mostra sono previsti una serie di eventi che avranno l’intento di mettere in luce la produzione poetica oltre che musicale di Salvator Rosa, sempre strettamente connessa a quella pittorica.

 

Il visitatore avrà dunque l’occasione di ascoltare la lettura di passi tratti dalle sue Satire e da altri suoi componimenti poetici e di assistere all’esecuzione di brani appartenenti al panorama musicale del Seicento napoletano, di cui lo stesso Salvator Rosa fu esecutore.

 

18 aprile - 29 giugno 2008

 

Organizzazione Civita

 

Catalogo Electa Napoli

 

Informazioni

848 800 288 (attivo ad apertura mostra)

www.museo-capodimonte.it

 

Museo Capodimonte

Via Miano 2

Capodimonte

 

Ufficio Stampa Soprintendenza

Simona Golia

Tel 081 2294478

Fax 081 2294498

polomusna.uffstampa@arti.beniculturali.it

 

Civita

Barbara Izzo

Tel 06 692050220

Fax 06 69942202

izzo@civita.it

 

Electa Napoli

Sandra Zavaleta

tel 081 575 6654

press@ena.it

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola