Valtiberina's
burning with boredom now.
Cosa è andato sepolto insieme a Joe Strummer? Cosa
significava essere punk negli anni Ottanta in mezzo
alle campagne del Centro Italia? Questo ed
altro in Clash to me, lo spettacolo che
Andrea Merendelli (autore ed attore) ed il
gruppo musicale STRA stanno portando in
tournee da aprile. Un omaggio ai Clash, i cui pezzi
sono mirabilmente eseguiti con rabbia e con passione,
ma non solo. Clash to me è la
frustrazione della vita di provincia, la volontà di
riscatto, l'amara fotografia di una generazione. E'
lo squallore che si annida in mezzo ai ridenti
panorami da cartolina. E' una strada che serve per
scappare e che non andrebbe mai imboccata per
ritornare. Racconta il declino dell' unica band
che conta come la fine della rivolta, del punk,
della giovinezza. In replica il 22 giugno a
Firenze, in occasione della Festa Nazionale di
Liberazione, racconta gli sfregi fatti dall'aria
malsana di una provincia ipocrita ed invivibile, per
il semplice fatto che non c'è un bel niente da
vivere se non lo squallore della sua misera umanità.
Ironico, rabbioso, comico e triste allo stesso
tempo, ha soprattutto il merito di fotografare,
senza retorica e nostalgie, un particolare momento
dalla prospettiva di certi scampoli di terra che
nessuno racconta mai. Un gruppo di liceali figli
del peonismo rurale toscano cattocomunista si
fanno esplodere nelle vene la musica dei Clash,
colonna sonora di anni passati a sbattere contro le
cinta murarie di borghi ai quali il medioevo è
rimasto appiccicato addosso. Anni in cui sognavano
la Westway
di Londra
tra i piloni di cemento
della E45 in
costruzione. Qualcuno si è poi perduto lungo quella
strada, altri l'hanno imboccata al contrario, ma
rimane anche oggi, dopo trent'anni, l'unica cosa che
abbia un senso in quel verde lembo di Toscana che
tocca l'Umbria, l'Emilia Romagna e le Marche e fa
innamorare soltanto i turisti stranieri e le guide
gastronomiche. Le parole che alternano musica e
brandelli della storia di fine secolo narrano le
vicende dei punk contadini in lotta contro
tutto, contro non si sa cosa, forse soltanto contro
la noia. La scoperta della musica come forma di
ribellione, delle droghe (più o meno leggere), di un
universo oltre quella campagna dove non arriva, o
arriva distorta, l'eco di ciò che succede in Italia
e nel mondo. Non arriva il '77, non arriva la
rivoluzione. Arriva la bomba di quel due agosto alla
stazione di Bologna, quella sì. Riesce a balzare
agli onori delle cronache valtiberine perchè quel
giorno alla stazione di Bologna c'è anche Roberto
Procelli, un ragazzo della zona. Lo spettacolo
comincia proprio con l'annuncio della sua morte, una
domenica alla piscina comunale, nel 1980. E termina
con una telefonata, sempre nei pressi di quella
piscina, che comunica la morte di Joe Strummer, nel
2002. Ma per gli ex-giovani punk che stanno in fondo
alla campagna Joe Strummer è morto diversi anni
prima. E' morto quando si sono abbassati le creste,
hanno smesso gli anfibi ed hanno indossato la
cravatta. Altri non hanno fatto in tempo a fargli il
funerale. Sul palco le note incorniciano un monologo
teatrale conducendo ad un effetto che ha di
lisergico e ti porta dritto nelle vite di ragazzi
che non volevano essere normali e sognavano il
degrado urbano in una zona in cui di degradato c'è
soltanto la gente che la abita. Ti porta in una
terra che rifiuta i suoi figli e li ubriaca per
fargli dimenticare il nulla, li ripudia e li sparge
insicuri per il mondo con il morso della fame, in
grandi stazioni con lo sguardo impaurito. Quando va
male li riprende con sé, fintamente accogliente, per
continuare a ferirli giorno dopo giorno.
Scappare verso casa… che è meglio
tornare a casa, nella tranquilla Toscana dove almeno
i poliziotti ti conoscono e ti picchiano per nome...
Cosa
c'entrano i Clash con tutto questo? Rappresentano
una sorta di perdita dell'innocenza, un terreno di
scontro dialettico e non solo, lo sfogo di una
rabbia mai più espressa, il fuoco che brucia i
piccoli paesi più di Londra, Bologna e Firenze. Un
fuoco che arde di più in mezzo ai campi che nella
calca di un concerto epocale. Quando il finto quieto
vivere fa più male di tutto ciò che si può bere,
fumare, inghiottire. La paranoica provincia di
confine ha dunque un unico lato positivo: la strada
per scappare. Chi non è cresciuto in mezzo ad una
campagna arida e bastarda forse non riuscirà a
comprendere appieno questo spettacolo, intriso di
una rabbia adolescenziale che vede in una certa
musica la sola via di fuga. Valtiberina's burning
with boredom now.

Calendario
22 Giugno 2007:
Firenze, Festa
Nazionale di Liberazione
Parco San Felice a Ema, via vecchia
di Pozzolatico, località Galluzzo
ore 22
24 Giugno:
Arezzo, Cortile della Bicchieraia
In tour da
settembre 2007
Per maggiori
informazioni:
www.clashtome.it
4 giugno
2007
Martina
Manescalchi
martinamanescalchi@sindromedistendhal.com
Foto di
Luigi Gaudioso dal sito ufficiale www.clashtome.it
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