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In un panorama oltremodo prolifico di rappresentazioni di teatro civile, Einstein aveva ragione, monologo scritto e diretto da Beppe Casales, si distingue per l’ originalità del soggetto e perché racconta eventi che non riguardano direttamente la storia del nostro paese.
Il giovane attore padovano ha costruito lo spettacolo dopo aver reperito con difficoltà delle informazioni su alcuni siti internet in inglese, quelli delle associazioni americane vittime del nucleare.
La storia è ambientata negli Stati Uniti, laddove in silenzio erano svolti esperimenti nucleari altamente nocivi per la popolazione.
In particolare si parla di Jack , un ragazzo americano che è nato lo stesso giorno e nello stesso luogo in cui è stata esplosa la prima bomba nucleare in America.
La sua vita è vincolata a tale atroce accaduto così come è influenzata da trenta anni di storia americana: Elvis, lo sbarco sulla luna, Woodstoock, la guerra del Vietnam.
Ad accompagnare il percorso di Jack c’è una voce di sottofondo, la radio, che omette una verità ancora oggi poco conosciuta anche perchè insabbiata dalle fonti governative americane.
Esibitosi il 17 febbraio al Circolo culturale Fuori Posto di Mestre, Casales ha messo in scena uno spettacolo avvincente sin dall’inizio.
Abile affabulatore, è riuscito a coinvolgere e ad interessare con disinvoltura, vivendo la scena con freschezza e intensità.
Le informazioni su quel periodo storico americano sono state veicolate con ritmo serrato e brio, senza compiacimenti pedanteschi e toni didascalici.
Si sorride e ci emoziona nell’ascoltare la vita di Jack, a cui l’attore fa riferimento per raccontare da vicino l’intreccio tra storia e quotidianità in un’America che ha sempre nascosto la verità sui crimini causati dagli esperimenti nucleari seppellendola con le sue stesse vittime.
Prossime rappresentazioni:
venerdì 4 aprile 2008 ai Carichi sospesi di Padova
Antonella Fontanella antofonta@gmail.com
28 febbraio 2008
