Comunicato stampa
SPETTACOLO
PROPOSTO: "QUARANT'ANNI DOPO"
Quarant’anni dopo –
Presentazione di Loris Liuzzi
“Quarant’anni
dopo” è un pensiero, una riflessione, un
ragionamento. Un flash che, inevitabilmente e quasi
senza volerlo, riconduce agli anni della
contestazione giovanile (per tutto il periodo che
intercorre a partire dalla fine degli anni ’60 a
quella degli anni ’70). Ma in “Quarant’anni dopo” si
immagina una storia nel presente, una rivoluzione
moderna che prende spunto dai movimenti
rivoluzionari del passato.
Riuscire a “fotografare e spostare” in chiave
moderna un tentativo di rivoluzione giovanile non è
impresa facile. Innanzitutto, c’è chi non vede i
presupposti perché una rivoluzione possa avvenire
nella realtà odierna, dove i giovani sono placati
dal benessere diffuso, dove il rapporto con la
famiglia pare essere più sereno e disteso, dove
tutti, pare, possano accedere alle università;
nell’era dell’immagine e dei discorsi poco
impegnati, nell’era della politica che tutti
ritengono irrimediabilmente “sporca”, nell’era di
chi, rassegnato, si consola: “Tanto sarà sempre
così…”.
C’è chi, invece, non accetta lo stato attuale delle
cose. Tanto per citare degli esempi, che non
necessariamente vengono proposti in “Quarant’anni
dopo”, c’è chi si oppone alla logica della guerra;
c’è chi dice “No” alla droga che i potenti lasciano
distribuire volutamente nelle città come nei piccoli
paesi; c’è chi combatte il culto dell’immagine, vera
e propria religione tra i giovani d’oggi,
particolarmente devoti alla TV, alla telefonia
mobile, agli abiti firmati e al taglio dei capelli;
c’è chi si oppone alla censura prepotente e
antidemocratica, diffusissima al giorno d’oggi; c’è
chi non accetta il clima autoritario e
professionale, in stile anglosassone, imposto in
molti ambienti di lavoro, dove l’individuo non è
identificato con nome e cognome, ma solo con un
numero di matricola: egli non può manifestare il suo
lato umano e creativo perché all’azienda interessa
poco, anzi rappresenta un ostacolo rispetto alla
produttività.
Questa è una lista di aspetti della società attuale
che alcuni percepiscono, mentre altri ignorano nella
maniera più assoluta. Alcuni non hanno mai vissuto
delle esperienze riconducibili agli esempi proposti:
per esempio, in molti non hanno mai subito una
censura per il semplice fatto che non abbiano mai
provato a comunicare e a diffondere una tesi poco in
linea con l’opinione “che conta”.
Oppure, in molti seguono la moda senza sentirsi
“minacciati” nella loro individualità. In molti
pensano che i potenti, potessero, eliminerebbero le
droghe dalla faccia della terra. E una grande massa
di persone pensa che le guerre siano davvero rivolte
a stabilire la democrazia nel mondo.
In modo molto generale, si possono quindi
distinguere tre grandi gruppi: il primo composto dai
“contestatori”, dai “disobbedienti”, da chi si sente
violato, minacciato, a disagio, da chi manifesta, da
chi lotta, da chi alza la voce, da chi, esausto,
distrugge; il secondo gruppo è composto dai
moderati, dalla gente per bene, ben amalgamata in
società, che non protesta, che cerca invece di
inserirsi anziché andare allo scontro e distaccarsi,
da chi sorride ed è ben pettinato, sempre alla moda,
da chi è considerato obiettivo e benpensante, da chi
è in discrete, buone o ottime condizioni economiche,
da chi non si fa troppe domande, da chi crede che la
manifestazione in piazza sia un reato, da chi crede
che essere comunisti sia una vergogna, da chi non
crede ai complotti, da chi ha fiducia nei media, da
chi non si lamenta perché vorrebbe dire essere
falliti, da chi ha sempre ripetuto, senza modificare
una virgola, quello che è stato loro insegnato dalle
istituzioni, da chi non si è mai contrapposto alla
massa; esiste, infine, una terza categoria, quella
dei potenti, i “burattinai” che manovrano le masse,
composta da chi, semplicemente, decide per gli
altri, gestendo tutto ciò che c’è da gestire.
La cosa sorprendente è che, in tempi attuali, sempre
più spesso, i contestatori si scontrano con il ceto
“benpensante”, sempre alleato e portavoce dei
“potenti”. Paradossalmente, i burattini si scontrano
fra loro, mentre i burattinai, stanno a guardare e
dirigono il gioco.
In Quarant’anni dopo, oltre a dare un’idea di quello
che è il disagio dei “contestatori” e proporre quali
siano le ragioni che spingono loro alla rivoluzione,
ci si interroga sulla soluzione migliore per poter
cambiare le cose. E, in questo modo, si torna a
ritroso nel passato, facendo riferimento a quanto
successo alla fine del ’70 e, possibilmente,
cercando di riunire tutti in una riflessione comune,
nella speranza che questo rappresenti un primo passo
che avvicini le parti contrapposte ad una
comprensione reciproca.
Il tutto risulta essere rappresentato in chiave
moderna ed è questo che rende “Quarant’anni dopo”
particolarmente vicino ai giovani: il linguaggio
risulta essere accattivante, chiaro, appositamente
esagerato, perché le emozioni possano giungere,
senza interruzioni, al cuore degli spettatori.
L’intento di chi lavora a questo progetto, con
dedizione e impegno, è quello di unire il pubblico
fresco, giovane e inesperto al pubblico degli
adulti, di chi ha vissuto i moti di contestazione
giovanile e voglia continuare a riflettere su di
essi.
Entrando più nel merito delle caratteristiche di
“Quarant’anni dopo”, è uno spettacolo altamente
comunicativo caratterizzato da un dialogo diretto
(“botta e risposta”), da colpi di scena emozionanti,
da momenti di estrema tragicità e tensione, da
poesia e dolcezza.
Sia la regia che gli attori sono consapevoli del
fatto che si propone, per il pubblico, una parte
delle tante tematiche che interessano da vicino
l’argomento “rivoluzione”: il tutto è prodotto in
miniatura, nel piccolo, con una storia semplice, ma
allo stesso tempo toccante e drammatica che gioca
principalmente sui sentimenti di ognuno.
Soggetto e
sceneggiatura dello spettacolo: Loris Liuzzi
Regia:
Cristina Rigotti
Aiuto Regia,
documentazione e consulenza: Luigi Liuzzi
Spettacolo a cura
della compagna teatrale amatoriale dell’ASA onlus,
Associazione Scrittori e Artisti di Torino:
Ambra Giovanni, Apolloni Giorgia, Bertorello
Antonella, Casagrande Carola, Franze’ Nazareno,
Giannini Valentina, Gianotti Celestino, Liuzzi
Loris, Mezzanatto Valentina, Morello Giorgio,
Policastro Gessica, Pozzato Michela, Riva Dogliat
Roberta, Taccaglino Christian, Vaccaro Massimiliano,
Vaira Alessandro, Zampirolo Pierpaolo.
In collaborazione
con:
Torino Cultura, Giovani & Idee (Comune di Torino),
il centro To&Tu di Bellarte, Circoscrizione 4 e la
Circoscrizione 5.
http://www.comune.torino.it/cultura/teatro/amatoriale/portapalazzo.htm
PRESENTAZIONE ASA onlus
L'ASA onlus, Associazione Scrittori e Artisti,
composta attualmente da giovani con un'età compresa
tra i 9 e i 35 anni tutti artisti emergenti, è
un'associazione culturale che persegue
esclusivamente finalità di solidarietà sociale e
svolge le proprie attività nei settori
dell'istruzione, della formazione, della tutela,
promozione e valorizzazione delle cose di interesse
artistico e storico e della promozione della cultura
e dell'arte.
Di recente ha costituito la "Compagnia Teatrale
Amatoriale Porta Palazzo" con lo scopo di sviluppare
nei giovani amanti del teatro una solida base
tecnica che consenta loro di intraprendere con
sicurezza l'attività teatrale con lo studio delle
tecniche di recitazione, dizione, costruzione del
personaggio, espressione corporea e scenografia.
INFO
Referenti
Compagnia teatrale
amatoriale "Porta Palazzo"
Loris LIUZZI Cell. 338.6301744
c/o Loris LIUZZI Piazza della Repubblica, 1bis/a
- Torino 10122 Luigi LIUZZI Cell.
334.3029298
Tel. / Fax 011 5213026
liuzziloris@fastwebnet.it
http://www.portapalazzo.net
http://www.parlando.it
Associazione
Scrittori e Artisti
ASA onlus
Presidente
Loris LIUZZI
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