Quarant'anni dopo
presentazione di Loris Liuzzi da www.parlando.it

“Quarant’anni dopo” è un pensiero, una riflessione, un ragionamento. Un flash che, inevitabilmente e quasi senza volerlo, riconduce agli anni della contestazione giovanile Ma in “Quarant’anni dopo” si immagina una storia nel presente, una rivoluzione moderna che prende spunto dai movimenti rivoluzionari del passato.

Calendario (spettacoli ore 21.00)

9 giugno 2007: Torino, CENTRO CULTURALE PRINCIPESSA ISABELLA, Via Verolengo, 212

16 giugno 2007: Torino, TEATRO ESEDRA, Via Bagetti, 30

23 giugno 2007: Torino, CECCHI POINT, Via Cecchi, 17

30 giugno 2007: Torino, L'ISOLA CHE NON C'E', Via Rubino, 24

2 luglio 2007: Torino, S. PIETRO IN VINCOLI, Via S. Pietro in Vincoli.

Home

Mostre concluse

Televisione

Musica

Film

Sindrome di Alzheimer

Teatro

Libri

Links

Newsletter

Redazione

Comunicato stampa

 SPETTACOLO PROPOSTO: "QUARANT'ANNI DOPO"

Quarant’anni dopo – Presentazione di Loris Liuzzi

 “Quarant’anni dopo” è un pensiero, una riflessione, un ragionamento. Un flash che, inevitabilmente e quasi senza volerlo, riconduce agli anni della contestazione giovanile (per tutto il periodo che intercorre a partire dalla fine degli anni ’60 a quella degli anni ’70). Ma in “Quarant’anni dopo” si immagina una storia nel presente, una rivoluzione moderna che prende spunto dai movimenti rivoluzionari del passato.

Riuscire a “fotografare e spostare” in chiave moderna un tentativo di rivoluzione giovanile non è impresa facile. Innanzitutto, c’è chi non vede i presupposti perché una rivoluzione possa avvenire nella realtà odierna, dove i giovani sono placati dal benessere diffuso, dove il rapporto con la famiglia pare essere più sereno e disteso, dove tutti, pare, possano accedere alle università; nell’era dell’immagine e dei discorsi poco impegnati, nell’era della politica che tutti ritengono irrimediabilmente “sporca”, nell’era di chi, rassegnato, si consola: “Tanto sarà sempre così…”.

C’è chi, invece, non accetta lo stato attuale delle cose. Tanto per citare degli esempi, che non necessariamente vengono proposti in “Quarant’anni dopo”, c’è chi si oppone alla logica della guerra; c’è chi dice “No” alla droga che i potenti lasciano distribuire volutamente nelle città come nei piccoli paesi; c’è chi combatte il culto dell’immagine, vera e propria religione tra i giovani d’oggi, particolarmente devoti alla TV, alla telefonia mobile, agli abiti firmati e al taglio dei capelli; c’è chi si oppone alla censura prepotente e antidemocratica, diffusissima al giorno d’oggi; c’è chi non accetta il clima autoritario e professionale, in stile anglosassone, imposto in molti ambienti di lavoro, dove l’individuo non è identificato con nome e cognome, ma solo con un numero di matricola: egli non può manifestare il suo lato umano e creativo perché all’azienda interessa poco, anzi rappresenta un ostacolo rispetto alla produttività.

Questa è una lista di aspetti della società attuale che alcuni percepiscono, mentre altri ignorano nella maniera più assoluta. Alcuni non hanno mai vissuto delle esperienze riconducibili agli esempi proposti: per esempio, in molti non hanno mai subito una censura per il semplice fatto che non abbiano mai provato a comunicare e a diffondere una tesi poco in linea con l’opinione “che conta”.

Oppure, in molti seguono la moda senza sentirsi “minacciati” nella loro individualità. In molti pensano che i potenti, potessero, eliminerebbero le droghe dalla faccia della terra. E una grande massa di persone pensa che le guerre siano davvero rivolte a stabilire la democrazia nel mondo.

In modo molto generale, si possono quindi distinguere tre grandi gruppi: il primo composto dai “contestatori”, dai “disobbedienti”, da chi si sente violato, minacciato, a disagio, da chi manifesta, da chi lotta, da chi alza la voce, da chi, esausto, distrugge; il secondo gruppo è composto dai moderati, dalla gente per bene, ben amalgamata in società, che non protesta, che cerca invece di inserirsi anziché andare allo scontro e distaccarsi, da chi sorride ed è ben pettinato, sempre alla moda, da chi è considerato obiettivo e benpensante, da chi è in discrete, buone o ottime condizioni economiche, da chi non si fa troppe domande, da chi crede che la manifestazione in piazza sia un reato, da chi crede che essere comunisti sia una vergogna, da chi non crede ai complotti, da chi ha fiducia nei media, da chi non si lamenta perché vorrebbe dire essere falliti, da chi ha sempre ripetuto, senza modificare una virgola, quello che è stato loro insegnato dalle istituzioni, da chi non si è mai contrapposto alla massa; esiste, infine, una terza categoria, quella dei potenti, i “burattinai” che manovrano le masse, composta da chi, semplicemente, decide per gli altri, gestendo tutto ciò che c’è da gestire.

La cosa sorprendente è che, in tempi attuali, sempre più spesso, i contestatori si scontrano con il ceto “benpensante”, sempre alleato e portavoce dei “potenti”. Paradossalmente, i burattini si scontrano fra loro, mentre i burattinai, stanno a guardare e dirigono il gioco.

In Quarant’anni dopo, oltre a dare un’idea di quello che è il disagio dei “contestatori” e proporre quali siano le ragioni che spingono loro alla rivoluzione, ci si interroga sulla soluzione migliore per poter cambiare le cose. E, in questo modo, si torna a ritroso nel passato, facendo riferimento a quanto successo alla fine del ’70 e, possibilmente, cercando di riunire tutti in una riflessione comune, nella speranza che questo rappresenti un primo passo che avvicini le parti contrapposte ad una comprensione reciproca.

Il tutto risulta essere rappresentato in chiave moderna ed è questo che rende “Quarant’anni dopo” particolarmente vicino ai giovani: il linguaggio risulta essere accattivante, chiaro, appositamente esagerato, perché le emozioni possano giungere, senza interruzioni, al cuore degli spettatori.

L’intento di chi lavora a questo progetto, con dedizione e impegno, è quello di unire il pubblico fresco, giovane e inesperto al pubblico degli adulti, di chi ha vissuto i moti di contestazione giovanile e voglia continuare a riflettere su di essi.

Entrando più nel merito delle caratteristiche di “Quarant’anni dopo”, è uno spettacolo altamente comunicativo caratterizzato da un dialogo diretto (“botta e risposta”), da colpi di scena emozionanti, da momenti di estrema tragicità e tensione, da poesia e dolcezza.

Sia la regia che gli attori sono consapevoli del fatto che si propone, per il pubblico, una parte delle tante tematiche che interessano da vicino l’argomento “rivoluzione”: il tutto è prodotto in miniatura, nel piccolo, con una storia semplice, ma allo stesso tempo toccante e drammatica che gioca principalmente sui sentimenti di ognuno.

 

Soggetto e sceneggiatura dello spettacolo: Loris Liuzzi

Regia: Cristina Rigotti

Aiuto Regia, documentazione e consulenza: Luigi Liuzzi

 

Spettacolo a cura della compagna teatrale amatoriale dell’ASA onlus, Associazione Scrittori e Artisti di Torino: Ambra Giovanni, Apolloni Giorgia, Bertorello Antonella, Casagrande Carola, Franze’ Nazareno, Giannini Valentina, Gianotti Celestino, Liuzzi Loris, Mezzanatto Valentina, Morello Giorgio, Policastro Gessica, Pozzato Michela, Riva Dogliat Roberta, Taccaglino Christian, Vaccaro Massimiliano, Vaira Alessandro, Zampirolo Pierpaolo.

 

In collaborazione con: Torino Cultura, Giovani & Idee (Comune di Torino), il centro To&Tu di Bellarte, Circoscrizione 4 e la Circoscrizione 5.

http://www.comune.torino.it/cultura/teatro/amatoriale/portapalazzo.htm

 

PRESENTAZIONE ASA onlus

 L'ASA onlus, Associazione Scrittori e Artisti, composta attualmente da giovani con un'età compresa tra i 9 e i 35 anni tutti artisti emergenti, è un'associazione culturale che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e svolge le proprie attività nei settori dell'istruzione, della formazione, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico e della promozione della cultura e dell'arte.

Di recente ha costituito la "Compagnia Teatrale Amatoriale Porta Palazzo" con lo scopo di sviluppare nei giovani amanti del teatro una solida base tecnica che consenta loro di intraprendere con sicurezza l'attività teatrale con lo studio delle tecniche di recitazione, dizione, costruzione del personaggio, espressione corporea e scenografia.

INFO                                                                                       Referenti

Compagnia teatrale amatoriale "Porta Palazzo"                                     Loris LIUZZI Cell. 338.6301744
c/o Loris LIUZZI Piazza della Repubblica, 1bis/a - Torino 10122                 Luigi LIUZZI Cell. 334.3029298
Tel. / Fax   011 5213026
liuzziloris@fastwebnet.it

http://www.portapalazzo.net

http://www.parlando.it

 

Associazione Scrittori e Artisti

ASA onlus

Presidente

Loris LIUZZI

Home

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
per collaborare con www.sindromedistendhal.com scrivimi info@sindromedistendhal.com o contattami con Skype:

My status