"Tovaglia a quadri"
di Martina Manescalchi

"Tovaglia a quadri", esempio di teatro povero toscano. Fino al 19 agosto in Alta Valtiberina.

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Redazione

 

Mangiare prodotti tipici toscani e scavare nelle memorie dell’Alta Valle del Tevere, in uno scenario panoramico e suggestivo, mentre intorno ai tavoli gli attori mettono in scena romanzate storie di vita di cui si è perduto il ricordo. Questo è Tovaglia a Quadri, lo spettacolo che si svolge ogni agosto da dodici anni ad Anghiari, comune della provincia di Arezzo immerso nella valle di Piero della Francesca e Michelangelo. L’evento, grazie all’originalità dei racconti unita agli schemi del Teatro Povero Toscano, si è guadagnato l’attenzione degli ambienti culturali e dei media nazionali.

Le tematiche sono quelle legate alla storia del posto, ai racconti dei nonni. Vicende di vecchia data che gli autori Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini restituiscono alla collettività con un sapiente lavoro di ricerca. Così i fantasmi del passato riaffiorano tra la comunità del piccolo borgo. Vecchie passioni sopite, gesta più o meno note ma anche personaggi dimenticati tornano a rivivere grazie alle interpretazioni degli attori locali che si fanno menestrelli delle loro stesse radici culturali. I personaggi tipici del paese animano gli amarcord che si intrecciano con il presente e con le vite, solo apparentemente quiete, dei  protagonisti: il matto, capro espiatorio delle frustrazioni popolari; il prete, un don Abbondio pacifico quanto intrallazzone; le donne alla finestra , coro greco del qualunquismo che commenta, spietato, ogni vicenda; l’oste, partecipe delle vite di ogni abitante. Il tutto condito dagli stornelli toscani che risuonano dalla fisarmonica e dalle voci degli stessi attori in mezzo ai vicoli del borgo mentre, tra una scena e l’altra, il pubblico si gode la prelibatezza dei piatti e del vino rosso.

Questi, oltre al sugo finto della tipica tradizione gastronomica anghiarese e al patè di fegato, gli ingredienti del successo di Tovaglia a Quadri. Dopo aver narrato le disavventure di contrabbandieri, matti, esuli e prostitute ed aver celebrato le forti tradizioni locali dei restauratori, degli artisti e degli armaioli, quest’anno la manifestazione è dedicata ai tessitori. Il titolo della dodicesima edizione è Panni Bucati e si concentra sulla produzione tessile valtiberina. Tintori che dopo aver mescolato i colori per tutta la vita ne rimangono macchiati per sempre e non sono più in grado di riconoscerli. Il folle caleidoscopio dell’ideologia campagnola, intanto, cambia i colori alle bandiere di partito, mentre un giovane del paese parte per la guerra. Un casco blu. Blu come la pace. Il vero portatore di pace, però, è San Francesco e la reliquia del suo saio conservata in un monastero di Anghiari non è blu ma di tela grezza. I colori si confondono, come la pace e la guerra. Un intero paese cerca di coprirsi tessendo e tingendo le sue stoffe con maestria, ma la canapa si consuma con l’usura o si buca con un colpo di pistola. Nessuno può fare niente per evitare che i panni si buchino. Squarciati dal tempo o dalla guerra, non riusciranno mai a coprire le miserie e le paure degli esseri umani, nè a ripararli dalla vita e dalla storia. Finale apocalittico-pacifista per Panni Bucati, rappresentazione a tratti esilarante per le gustose battute in dialetto dei protagonisti, a tratti amara e critica. Le vecchie tradizioni di paese si fondono con le problematiche del nuovo millennio che, attraverso i buchi nei panni, arrivano anche nella ridente Toscana.

Grande successo di pubblico anche quest’anno per Tovaglia a Quadri che ha aperto i battenti l’11 agosto e replicherà fino al 19.

Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com

12 agosto 2007

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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