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Redazione

L’Uomo, la Bestia e la Virtù
di Antonella Fontanella

Il 12 marzo, al Teatro Goldoni di Venezia, è andata in scena: “L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, opera pirandelliana per la regia di Fabio Grossi.

 

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L’ipocrisia , trappola mistificatrice che cattura ogni essere umano in quanto costretto ad adeguarsi alla società, formata da valori e ruoli convenzionali, è la principale  protagonista di :"L’Uomo, la Bestia e la Virtù", tragicomica  opera pirandelliana andata in scena al Teatro Goldoni di Venezia il 12 marzo.

È la storia dell’integro professor Paolino, l’Uomo, che, dopo aver messo incinta la virtuosa  Signora Perella mentre il  bestiale marito ammiraglio è in giro per il mondo,  fa preparare una torta afrodisiaca affinché il coniuge possa compiere il proprio dovere coniugale. Il fine è quello di salvaguardare la reputazione, maschera  opprimente indossata per aderire con fedeltà al proprio ruolo sociale.

La regia di Fabio Grossi trasmette in modo efficace la sensazione claustrofobica di oppressione cui non è possibile sfuggire se si è calati in qualsiasi forma esistenziale.

Un grottesco senso dell’umorismo avvolge la rappresentazione. Il risultato è un sentimento di pietà e fraternità nei confronti dell’ Uomo, tormentato dal dilemma e dalla pena di vivere.

Leo Gullotta è uno straordinario signor Paolino, simbolo di una condizione umana  prigioniera delle apparenze e vittima delle sue stesse contraddizioni.

Si percepisce un costante sentimento del contrario. L’Uomo predica onestà ma si comporta in modo falso. La Virtù cela disonestà e infedeltà. La Bestia, nel suo essere brusca e impetuosa, manifesta, invece,  schiettezza e ingenuità.

 Coinvolgente e ben recitata, la  Prima  è stata accolta da  risate, sorrisi amari e applausi scroscianti. La potenza comunicativa e l’attualità del testo pirandelliano sono stati ben valorizzati da  una regia essenziale che ha saputo esprimere con semplicità l’inevitabile crollo delle certezze dell’uomo moderno.

Antonella Fontanella antofonta@gmail.com

25 marzo  2008

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola