La ballata del Pinelli

"La ballata del Pinelli" è dedicata alla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, caduto da una finestra della questura di Milano il 16 dicembre del 1969. Pinelli era stato arrestato e interrogato nella prima fase delle indagini sulla strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), quando la questura, e in particolare il Commissario Calabresi battevano la strada dell'attentato di stampo anarchico. Calabresi sarà ucciso perchè ritenuto responsabile della morte di Pinelli. Ma il processo lo scagionerà da qualsiasi responsabilità... ma ciò che avvenne quella sera a Milano resta ancora un mistero. Le parole della ballata furono scritte sulle note di un'altra famosa canzone di protesta, "Il feroce monarchico Bava". La prima idea del testo (da allora interpretata da molti autori) è di Giancorrado Barozzi, Dado Mora, Flavio Lazzarini e Ugo Zavanella, che la scrissero di getto la sera stessa della morte di Pinelli.

Anche Claudio Lolli ha interpretato "La ballata del Pinelli", inserita per la prima volta in un suo cd nel 2002 ("La luna, la terra e l'abbondanza").

Leggi i testi delle canzoni di Claudio Lolli:

Presentazione di Claudio Lolli della Ballata del Pinelli

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La ballata del Pinelli

"testo anonimo e collettivo" (C. Lolli)

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

Signor questore io gliel'ho già detto
lo ripeto che sono innocente
anarchia non vuol dire bombe
ma giustizia amor libertà.

Poche storie confessa Pinelli
il tuo amico Valpreda ha parlato
è l'autore del vile attentato
e il suo socio sappiamo sei tu.

Impossibile grida Pinelli
un compagno non può averlo fatto
e l'autore di questo misfatto
tra i padroni bisogna cercar.

Stiamo attenti indiziato Pinelli
questa stanza è già piena di fumo
se tu insisti apriam la finestra
quattro piani son duri da far.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

L'hanno ucciso perché era un compagno
non importa se era innocente
"Era anarchico e questo ci basta"
disse Guida il feroce questor.

C'è un bara e tremila compagni
stringevamo le nere bandiere
in quel giorno l'abbiamo giurato
non finisce di certo così.

Calabresi e tu Guida assassini
che un compagno ci avete ammazzato
l'anarchia non avete fermato
e la vendetta più dura sarà.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
è bastato aprir la finestra
una spinta e Pinelli cascò.

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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