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Sono stupefacenti
le opere di Vasco Bendini esposte alla Galleria senza titolo di via
Panisperna.Si tratta di lavori recenti dell'ancora attivissimo
ottuagenario bolognese (classe 1922), uno dei maestri dell'Informale
italiano.
Vasco Bendini esprime
ancora una volta la sua idea di immagine artistica non come imitazione
delle realtà, ma "immagine accolta", accolta nell'anima.
Un'immagine che prende forma sulla tela e sugli altri supporti utilizzati
dall'artista (alcune opere della mostra sono realizzate su lastre di
alluminio) in un processo sorprendente per lo stesso artista che la crea
accostando colori uno dopo l'altro fino a percepire ciò che si trova
davanti in orizzontale sul cavalletto come qualcosa di
"consanguineo". Vasco Bendini afferma di interrompere il suo
intervento sull'opera nel momento in cui sente che essa è parte di se
stesso. E nel momento in cui stacca il pennello dall'opera terminata ce la
regala, per farci cogliere la "sorpresa" che ha scosso
l'artista.
Per Vasco Bendini la
pittura è un'esigenza, ma non solo esigenza individuale e
individualistica: "il pittore assume una funzione precisa di
insofferenza", afferma Bendini, in una società dominata, per il
bolognese, dalla repressione, dalla demagogia e dal conservatorismo.
La pittura anche come
ricerca di se stesso, ricerca mai conclusa, e riflessione su una delle
questioni di fondo della vita umana: gli uomini, secondo Bendini,
"non conoscono gli altri, né se stessi".
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