Enzo Borgini

Tricromia illustrator's internation art gallery

http://www.tricromia.com/

Via di panico 76

 

Conclusa

 

 

 

 

 

  Le opere di Borgini (Signa, 1934) presenti in questa piccola esposizione ritraggono i malati del manicomio di S. Salvi a Firenze (manicomio in cui fu ricoverato anche il poeta Dino Campana). Si tratta di olii, tempere, incisioni che risalgono agli anni Settanta e mostrano l’alienazione dei pazzi, la disperazione, il grado più profondo e patologico della malinconia. Volti e corpi inquietanti di enorme potenza visiva ed emotiva, anche grazie all’uso dei colori negli olii, che ricordano la pittura di Bacon. Bacon è riecheggiato anche nell’accenno a una struttura geometrica in alcune di queste opere. Ma alcune tele ricordano anche la pittura del grandissimi austriaco Egon Schiele. Soprattutto un ritratto che mostra un pazzo che si pone nella sua deformità frontalmente davanti al visitatore, chiamandolo in causa nell’osservazione della follia.

Le tempere invece hanno il tratto caricaturale del maestro della satira Daumier, ma certamente con significato sprezzante ed ironico come nel caso della rappresentazione dei notabili francesi dell’Ottocento. Forse un’ironia che si riflette sulla società che ha emarginato questi “diversi” richiudendoli nei manicaio, allontanando la follia per non vederla. Ed Enzo Borgini invece si muove nella direzione opposta:

 

Lorenzo Mattotti dedica questi versi alle opere di Borgini:

Borgini e' un estremo.
In questi lavori esplora le foto, usa il disegno come coltello sulle figure.
Traccia i limiti oltre i quali c'e' l'abisso.
Fissa i paletti grafici della follia .
Osserva il limite, basta poco per oltrepassarlo.
Noi potremmo essere loro.
Le fotografie sono incise dal segno.
Risultano scarnificate.
I segni diventano radiografia , raggi X del dolore.
Borgini da queste immagini strappa l'essenza, estrae il mistero, lo guarda in faccia, lo conosce.
Lo fa suo.
Come in un rituale.
E' terapeutico.
E' pieta'.
E' compassione.
L'equilibrio passa attraverso la conoscenza.
Con l'equilibrio Borgini dipinge immagini consce del loro dramma.
Per questo i colori dei ritratti sono dolci, delicati, raffinati e magici.
La follia passa attraverso la delicatezza , la sensibilita', la fragilita'.
Le figure di borgini sono arcaiche ed isteriche.
Disperate ma consapevoli. Antiche e allucinate.
Tutte solitarie.
Come solitario e' stato il cammino di Enzo.

Lorenzo Mattotti