Between the pas and the future

Parco di  Palazzo delle Albere, MART, Via R. da Sanseverino 45

http://www.workartonline.net

Mercoledì sera dalle 21 *

Ingresso libero

5 luglio - 27 settembre 2006

 

 

 

 

Il parco si anima il mercoledì sera, gli oggetti di Durham diventano scenografie e protagonisti della festa
(Foto dal sito della Galleria Civica di Trento)

 

 

 

 

 

 

Come ogni estate il vasto giardino del Palazzo delle Albere a Trento si riempie di tanti ragazzi, di musica, di aria di festa e di arte. Una sera a settimana la sede tridentina del MART si anima e diviene nuovo punto di incontro per la città. Il palazzo delle Albere ospite la collezione ottocentesca del Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ma grazie alla collaborazione con l’attivissima Galleria civica di Trento, l’arte contemporanea ha un posto d’onore in questo giardino.

Quest’anno tocca a Jimmie Durham (Arkansas, 1940), artista nativo americano, Cherokee. Durham, da questa posizione borderline nei confronti della cultura di massa occidentale, possiede la distanza critica per intervenire e riflettere su quest’argomento. Provenendo poi da una cultura come quella Cherokee non può intessere i suoi lavori di un’indagine sul rapporto tra uomo e natura, tra artificiale e naturale.

Tutti questi elementi li ritroviamo a Trento. Il giardino è cosparso di oggetti di scarto, rifiuti della società dei consumi, divani dismessi, sedili, vasche da bagno, tavoli scrostati, valigie, ecc…

Oggetti che possono lasciare spiazzati. Installazioni che apparentemente non hanno la dignità di opere d’arte. Ma la riflessione di Durham è molto profonda, come dimostra l’intervista pubblicata sul numero odierno di Art in progress (rivista della Galleria civica). L’installazione si interroga sullo spazio che la circonda, il parco, in cui egli vuole realizzare uno “spazio vuoto, privo di ogni connessione”, in contrapposizione agli spazi vuoti delle nostre città, sempre accompagnati da cartelli che ci mostrano il futuro di quel luogo, i nuovi edifici, i nuovi progetti: “Un futuro determinato cancella ogni possibilità di essere presente”. E Durham vuole proprio creare il presente, dare al luogo la possibilità di “essere presente”. L’installazione si intitola infatti Between the Past and the Future.

Ma questi oggetti acquisiscono valore anche perché diventano protagonisti della festa del mercoledì. Vengono nuovamente utilizzati, sui sedili, nella vasca, sul bidé ci sono ragazzi che danno nuova vita e significato agli scarti, su un vecchio tavolo da lavoro, ormai scolorato e privo dei cassetti, si possono trovare due bicchieri da cocktail anche qualche giorno dopo la festa.

Un’opera quindi molto più complessa dell’apparenza, che può essere affrontata da molteplici punti di vista. Di nuovo la vita moderna entra nei musei, ma non sono opere dadaiste messe sotto vetro, oppure sottoposte al restauro (come “La fontana” di Duchamp, più volte paradossalmente restaurata), ma oggetti radunati in un angolo pulsante dalla città,  messi a disposizione delle persone che possono riviverli e confrontarsi per un’ultima volta con gli oggetti della “banalità quotidiana”.

*durante il resto della settimana è possibile accedere al parco negli orari del museo.