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Effetto Farmville

di Lucia Ferroni

Quando il mercato usa i suoi clienti (cioè noi) come agenti promozionali a costo zero

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Ci capita molto più spesso di quanto potremmo pensare. Fateci caso: è il gestore telefonico che offre condizioni più vantaggiose per comunicare con altri suoi clienti (piuttosto che con i clienti di altri operatori), ma anche il sito web che ci offre un bonus se invitiamo un amico che poi acquista qualcosa. O ancora, un concorso a premi nel quale aumentano le nostre probabilità di vincere se suggeriamo molte email di amici e conoscenti.

È esattamente lo stesso principio che ha portato Farmville a diventare una mania collettiva.

Avete presente quel giochino di Facebook che ti fa gestire una fattoria con tanto di animali, coltivazioni, case, alberi e decorazioni a tema secondo i periodi dell'anno?

Farmville è riuscito ad espandersi a macchia d'olio tra gli utenti di Facebook proprio sfruttando questo meccanismo. Chi comincia a giocarci parte con un terreno minuscolo e poche zolle da coltivare e può espandersi e far procedere il gioco solo invitando un certo numero di amici a partecipare. E allora via con le richieste a tutti i contatti e dopo un paio di rifiuti la maggior parte degli amici accetta solo per farti un favore, salvo poi appassionarsi anche loro e sorpassarti alla grande espandendo la fattoria sempre di più.

Insomma, il caro vecchio passaparola corretto da un piccolo incentivo. Non si tratta infatti di un semplice consiglio spassionato del tipo «È carino, provalo anche tu!», bensì di un «Ho bisogno che tu ti iscriva per ottenere un vantaggio».

Che si tratti di un avanzamento di livello in Farmville, di una tariffa vantaggiosa per il cellulare o ancora di un buono sconto per un acquisto online, il meccanismo resta lo stesso.

Perché spendere risorse nella promozione quando gli stessi consumatori possono diventare ottimi agenti pubblicitari grazie a questo sistema? Questo è quello che devono essersi chiesti i dirigenti di molte società... E così, a volte consapevolmente, a volte senza rendercene conto, ci facciamo manipolare, oltretutto convinti di aver fatto un buon affare. Quello che tendiamo a dimenticarci però, è che il banco vince sempre perché il volume di nuovi clienti acquisiti di sicuro ripagherà ampiamente le compagnie commerciali del misero sconto fatto al singolo individuo.

 

Lucia Ferroni

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola