Dalla figuratività all'astrazione

Frascati

Scuderie Aldobrandini,P.zza Marconi 6

mart-ven 10-18
sab,dom e festivi 10-19

dal 19 febbraio al 17 aprile 2006

 

Molte opere (più di sessanta), direttamente dai magazzini della Galleria Nazionale d’arte Moderna. Purtroppo infatti è una mostra da fondi di magazzino. Soggetto della mostra è l’arte italiana tra la fine della guerra e il 1960. Gli anni del Fronte Nuovo delle Arti, di Forma Uno, del Gruppo degli Otto Artisti, Movimento Arte Concreta, ecc… gli anni in cui nei cafè di via Margotta o piazza del Popolo si potevano incontrare grandi artisti italiani e americani. Gli anni delle fortissime polemiche tra i sostenitori del realismo sovietico e chi si indirizzava a un’arte nuova, astratta. Con Togliatti che richiamava gli artisti alla causa socialista. Tutto questo fervore culturale, questi cambiamenti, sono relegati a un misero pannello iniziale e a delle tavole cronologiche, prima di salire all’ultimo piano delle Scuderi Aldobrandini. Nella sala espositiva le opere sono strette l’una sull’altra, accatastate sulle pareti o sui numerosi pannelli che scompongono la piccola sala in un labirinto. Labirinto in cui a volte appaiono opere pregevoli di circa cinquanta artisti (!). Solo per farsi un’idea: Afro, Vedova, Pirandello, Guttuso, Marini, Birolli, Campigli, Prampolini, Gentilini, Leoncillo, Consagra, Mastroianni, Capogrossi, Colla, Minguzzi, Cagli, Turcato, Mirko, Moreni, Maselli, Scialoja, Santomaso, de Chirico, senza dimenticare gli astrattisti Rho,Vespignani, Radice e Reggiani, Soldati, ma anche Brindisi, Saetti, Uncini, Savelli, Cassinari, Sadun, Scordia, Avenali, Corpora, Franchina, Giarrizzo, Lazzari, Monachesi, Romiti, Perizi, Vagnetti, Pizzinato, Montanarini, Manca, Paulucci, Perilli, Migneco, Bellani. (HO fatto un taglia e incolla)

Stupende le due opere di Vespignani che raffigurano la periferia romana, velata di nebbia, in un tenue contrasto di bianchi, neri e grigi.  O le astratte rovine di Varsavia di Turcato.