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La galleria espone una
seria di 30 fotografie del fotografo modenese Franco Fontana. Come indica
il titolo della mostra, sono i “Paesaggi urbani” il filo conduttore
dell’esposizione. Paesaggi anomali, abitati, privi di figure umane, ed
anche i dettagli delle nostre città che più si trascurano e che invece
le foto di Fontana ci restituiscono arricchiti di un valore estetico .
Foto che quindi ridanno forza alla banalità della metropoli, alla
“disattenzione abituale” che caratterizza le nostre esistenze nelle
“giungle d’asfalto”. Così sono sorprendenti le foto delle strade,
della serie “Asfalti”, con variazioni cromatiche armoniose e inattese
causate dall’utilizzo dei diversi tipi di bitume e dalla segnaletica
orizzontale. Opere quest’ultime che assumono nella bidimensionalità
totale della fotografia una consistenza quasi materica e ricordano le
ricerche degli anni 50-60 di Burri, e dell’ultimo Prampolini.
Fotografie a colori,
quindi. Fontana coraggiosamente cerca di attribuire valore artistico alla
fotografia a colori, leggiamo nel comunicato stampa della mostra: “Egli
invece reinvesta il colore come mezzo espressivo e non solo documentario
mediante una inedita analisi, a volte provocatoria, dell’ambiente
naturale e di quello urbano, cercando nuovi segni e strutture cromatiche
corrispondenti alla sua fantasia creativa”. Colori forti e vivi, potenti
contrasti di rossi e blu.
Tra le città fotografate
troviamo anche Roma. Una foto del Palazzo della civiltà e del lavoro
all’Eur: “Presenze-assenze”. E infatti ad una figura in mano
presentata di schienaa, si alternano delle ombre umano proiettate
sull’asfalto. Una presenza-assenza in rapporto dialogico con i contrasti
che si aprono sulla bianca muratura del Colosseo quadrato. Le ombre sono
un momento di riflessione importante nell’opera di Fontana, possibili
rappresentazioni dei corpi come fantasmi.
Sicuramente, visitata
questa mostra, si può guardare con occhio diverso, più attento,
maggiormente pronto a farsi sorprendere, la città.
Dal 25 marzo al 30
aprile, presso
la Galleria
Boxart
di Verona, si tiene una mostra di Franco Fontana. www.boxartgallery.it
Rubo dal comunicato
stampa di questa mostra le note biografiche:
Nasce a Modena nel 1933.
Nel 1961 comincia a fotografare e collabora con il Circolo Fotografico
modenese, trascurando il bianco e nero e in favore del colore.
La sua prima esposizione personale, risale al 1965, presso al Società
Fotografica Subalpina di Torino, cui seguirà nel 1968 un’importante
personale presso
la Galleria
della Sala della Cultura di Modena, con la presentazione di Piero
Racanicchi e Franco Vaccari.
Nel 1972 l’acquisizione da parte del Museum of Modern Art di New York
inaugura il percorso internazionale del fotografo: al Museu De Arte di San
Paolo in Brasile espone nel 1976, come pure a Marsiglia, Chicago, a
Montreal e Toronto.
Mentre continuano acquisizioni ed esposizioni in Italia e nel mondo, tra
cui le importanti personali al Photo Art di Basilea, alla Image Gallery di
New Orleans, all’Istituto di Cultura Italiana di Tokyo, Fontana approda
a Venezia in occasione della 36esima Biennale d’Arte Contemporanea.
I viaggi negli Stati Uniti avviano, dal
1979 in
poi, la ricerca dell’artista sui paesaggi urbani.
Nel 1983 gli viene dedicata una monografia della collana “I grandi
fotografi” con testo di Achille Bonito Oliva. L’anno successivo viene
premiato nella sua città con “Il ragno d’oro-Unesco” per l’arte.
Nel 1986 espone alla Texas Commercial Tower, in occasione della Houston
Foto Fest. Nel 1989 riceve a Roma il “Premio della Cultura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Fa parte dei 54 “Masterts of Photography” della Toppan Collection del
Metropolitan Museum di Tokyo. Agli anni Novanta risalgono le personali
“Un’America, Quattro Americhe” presso il Salone San Lorenzo Berzieri
di Salsomaggiore Terme, presso il Castello Visconteo di Pavia, il Teatro
San Martin di Buenos Aires e l’Eslite Gallery di Taipei, mentre
“Naturalmente diamanti” è ospitata nel Palazzo Affari ai
Giureconsulti di Milano. Nel 1995 pubblica il catalogo della mostra presso
la galleria Photology di Milano che raccoglie un’antologia dei suoi
Pesaggi (1970-1995). Sempre la galleria Photology pubblica il catalogo “Polaroids”,
una personale dedicata alle istantanee dell’artista. Sul finire del
millennio partecipa alla collettiva dedicata al Belpaese dal titolo
“Paese unico, Italia, 1900-
2000”
al Palazzo di Vetro di New York.
Nel 2001 percorre e fotografa la storica Route 66 Chicago-Los Angeles.
Molte delle 120 immagini scattate confluiscono nella personale
“Paesaggio immaginario” dell’anno successivo presso la galleria
Venice Design di Vicenza e in “Historic Route
66”
alla Fondazione Italiana per
la Fotografia
di Torino e alla Galerie d’art Contemporain Am Tunnel & Espace
Edward Steichen in Lussemburgo.
Tra gli ultimi impegni le personali “Ombre e colori” a Milano, Palazzo
Reale e a Londra, Focus Gallery (2004); Bologna,Metropolis Photogallery,
ospita invece “Colors”; ai Musei di Imola l’artista espone nel 2004
i suoi “Paesaggi”.
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