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Più di cinquanta opere
dell’artista abruzzese Silvio Formichetti (classe 1969), raccolte nelle
sale dell’ultimo piano del Museo degli strumenti musicali. Opere
realizzate in anni molto recenti (dal 2003 al 2006) ma di chiaro
riferimento all’Informale. Ma opere che vogliono anche raccontare delle
storie, trovare una sorta di figurazione nell’informale. E così i
titoli: “Inchiodato a una croce”, “L’entusiasmo della folla”,
molti dei quali si possono ricondurre a episodi o suggestioni evangeliche.
In alcune opere si intuisce una figuratività che a ben guardare non
esiste, non è presente.
Ma il segno e il colore
fanno da padroni nelle opere di Formichetti, segni violenti, spessi, o
segni delicati e flebili, sfumati, segni neri ma anche contrasti e
sinfonie di colori. Alcune opere rievocano Vedova, altre Afro, altre, nel
serrato accostamento di segni, colori, macchie, i manifesti strappati e
usurati di Rotella, semplificati fino a divenire macchie di colore.
Accostamenti di colore che
suggeriscono conflitti o armonie, in alcuni si può individuare quasi una rappresentazione
della realtà di oggi, o del Novecento appena concluso. La mostra è
dominata da opere di grande formato, solo una manciata hanno una
dimensione ridotta, ed è interessante cogliere anche in queste opere la
complessità e la ricchezza delle tele 200x300.
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