Luigi Ghirri
Archivio della memoria 

Studio Trisorio 
Via delle Vacche 12 (zona Piazza Navona)

dal 7 aprile al 30 maggio
mart-sab 16-20

http://www.studiotrisorio.com

 

 

 

 

Luigi Ghirri
Amsterdam 1973, dalla serie Diaframma 11, 1/125, luce naturale
fotografia
cm. 10 x 15

Luigi Ghirri
Firenze 1986, dalla serie Paesaggio Italiano
fotografia
cm. 60 x 80

 

  Gli Uffizi, il Museo Archeologico di Napoli, Versailes, Palazzo Grassi, la Triennale di Milano,  sono alcuni dei luoghi in cui Luigi Ghirri ha fotografato dei visitatori davanti a importanti opere d'arte o le singole opere d'arte. Fotografare quadri, sculture o architetture, realizza appieno l'intento dichiarato da Ghirri nel piccolo libricino "La fotografia: uno sguardo aperto" (1984), in cui leggiamo: "Al di là degli intenti descrittivi ed illustrativi, la fotografia si configura così come un metodo per guardare e raffigurare i luoghi, gli oggetti, i volti del nostro tempo, non per catalogarli o definirli, ma per scoprire e costruire immagini che siano nuove possibilità di percezione". Ghirri quindi ci propone delle "nuove possibilità di percezione" di oggetti che, in quanto celeberrimi emblemi della storia dell'arte (e del turismo), sembrano ormai esauriti, incapaci di porsi davanti a noi come qualcosa di nuovo o inedito. 

La Galleria Trisorio presenta una decina di fotografie degli anni Settanta e Ottanta in cui Ghirri riflette anche sul concetto di memoria. I musei infatti sono il luogo deputato dalla nostra società per la conservazione della memoria: "Archivi della memoria", appunto. E questo aspetto è molto importante nell'opera di  Ghirri. La fotografia viene infatti concepita da Ghirri, leggiamo nel comunicato stampa della Galleria, come un "processo di attivazione della memoria", attraverso la quale vedere più in profondità il mondo che ci circonda.