I capricci di Goya
 

Milano, Galleria Bellinzona
Via A. Volta, 10

Fino al 28 ottobre 2006

Mart- Sab 16.00-19.30, giov 16.00-21.00

http://www.galleriabellinzona.com

Entrata libera

 

 

Goya, acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino

 

Il sonno della ragione genera mostri, acquaforte, acquatinta

 

 

 

Francisco Goya (1746-1828) realizza i “Capricci” negli ultimissimi anni del Settecento, pubblicandoli nel febbraio del 1799. In ottanta tavole Goya rivolge una serrata critica alla società del suo tempo. Una riflessione sulla contemporaneità che è fortemente influenzata da un dramma individuale, la malattia che appena qualche anno prima lo aveva reso sordo. Una tensione tra un mondo interiore ormai fatto di silenzi, e un universo all’esterno che, in un’analogia visiva del silenzio stesso, è dominato dalle tenebre. Tenebre sulle quali Goya proietta l’ironia e l’umorismo dell’Età dei Lumi, la forza della ragione.

La modernità di queste ottanta immagini fu sconvolgente e rimase incompresa. L’intera serie fu ritirata dopo la pubblicazione e la sua vendita riprese solo qualche anno più tardi. Comunque con uno scarso successo.  La seconda edizione deve aspettare cinquant’anni per vedere la luce. Ne seguiranno dodici, di cui l’ultima nei difficili anni della Guerra civile (1937). Ed alla guerra questi capricci sono direttamente (e drammaticamente) collegabili, in quanto prodromi della famosa serie “I disastri della guerra”.

La Galleria Bellinzona di Milano espone, fino al 28 ottobre, l’intera serie degli ottanta “Capricci”, in un’edizione di fine Ottocento. Un’occasione unica per ammirarla nella sua completezza e poterne individuare le direttrici fondamentali. È possibile suddividere l’imponente opera grafica di Goya in almeno cinque gruppi tematici. Questa operazione è stata condotta da un grande studioso di Goya, Sanchez Canton. Quest’ultimo individua un nucleo di opere legato all’istruzione e all’educazione, uno al corteggiamento e ai costumi femminili, un terzo attacca in modo sferzante i notabili spagnoli, infine le ultime tavole si riconducono alla stregoneria (e all’Inquisizione) e ai folletti.

Alcune delle tavole sull’educazione presentano come protagonisti dei somari. Un invenzione che dichiara in modo esplicito il disincanto di Goya nei confronti di un’istruzione che si affida ad insegnanti ignoranti, facili ad elargire giudizi, e che alla fine, genera, come è esmplificato in “Di che morte morirà” (tav. 40), medici che condannano a morte certa i pazienti.

Un numero considerevole di tavole è dedicato alle donne. Con particolare attenzione alle prostitute. Sono ritratti di spagnole prosperose e belle. Femminilità provocanti anche nelle tavole che ci parlano dei vizi degli uomini, non lesinando una dura critica ai modi succinti di molte donne. La serie segue passo passo la formazione di una prostituta che eredita il mestiere dalla madre, che rincontrerà vecchia, caduta in miseria, ad elemosinare. Poi il corteggiamento di vari uomini, pronti a fasi “spennare”, infatti in alcuni lavori gli uomini sono raffigurati come polli nelle mani delle meretrici. Seguiamo la donna fino allo svergognamento pubblico, alla solitudine, al carcere. Goya però non condanna moralisticamanete queste donne, ma manifesta, pur mantenendosi censore dei vizi, solidarietà umana, attraverso i tratti tenui e morbidi dell’acquatinta.

Goya riesce con un’efficacia fuori dal tempo a caricare il reale, a penetrare nei vizi e nelle ipocrisie della sua società. Con immagini a volte realistiche, a volte oniriche o rasenti il surrealismo ancora lontano da venire, scava nella superficie, raggiunge ciò che si nasconde sotto la maschera. Una modernità non solo di contenuti e di messaggio, ma anche stilistica e figurativa. Alcune opere sembrano anticipare il romanticismo ororifico e onirico. Esemplare in tal senso “Il sonno della ragione genera mostri”, che esprime un’esaltazione della cultura illumistica e del razionalismo, in un’immagine visionaria e irrazionale. “I capricci” sono, quindi, anche la via preferenziale per comprendere la complessità di quest’artista, che visse a cavallo di due secoli, incarnando lo scontro tra due epoche.

Catalogo in mostra 10€