Interventi


Ho proposto una serie di domande a numerosi storici, studiosi e giudaisti italiani e stranieri che hanno gentilmente risposto ad alcune o a tutte le domande.
Lo scopo di questa parte dell'approfondimento è di presentare opinioni concordi o discordi sul significato del rogo dei libri ai giorni nostri e nella Germania nazista, sull'importanza e il valore simbolico attribuibili a questo gesto. È stato anche possibile raccogliere informazioni relative ad esperienze personali.
I quesiti sono stati inviati per e-mail, per posta o mezzo fax nel corso del mese di maggio. Molte delle persone contattate mi hanno risposto fornendomi importanti riferimenti bibliografici oppure spunti che ho poi utilizzato in altre parti dell'approfondimento.

Ho contattato i seguenti studiosi:

Queste sono state le domande inviate, ovviamente con le opportune selezioni e modifiche a seconda della persona alla quale mi rivolgevo:

- Dagli imperatori cinese all'Inquisizione, dai roghi nazisti alla Rivoluzione francese, dagli imperatori romani fino ai giorni nostri: questo atto di distruzione totale dei libri è una costante nella storia. Come può essere interpretato questo gesto?

- Nel saggio "Calibans erbe", Leo Löwenthal afferma: "Sull'argomento non esiste nessuna analisi storica esauriente. Entra forse in gioco un meccanismo psicologico di rifiuto?". Come risponderebbe Lei a questa domanda?

- Furono molti gli episodi di autocensura di intellettuali o più semplicemente librai che decisero di eliminare da soli alcuni libri senza poter far riferimento alle liste dei libri proibiti per timore di essere perseguitati. Charlotte Beradt ne "Il Terzo Reich dei sogni" riporta un sogno che risale proprio al maggio '33.
Una ragazza sogna che i nazisti irrompono nella camera per bruciare una copia del "Don Carlos" di Schiller, che lei aveva tentato di nascondere.
Questi atteggiamenti possono essere considerati una testimonianza evidente del successo della politica propagandistica nazista nel controllo del pensiero?

- "I governi occidentali erano perfettamente a conoscenza dello sterminio degli ebrei: eppure la loro condanna risultò più veemente per la distruzione dei libri che non per quella degli esseri umani" (Leonidas Hill, "L'attacco nazista contro la letteratura non tedesca, 1933-1945"). Come può essere spiegato questo atteggiamento delle democrazie occidentali?

- "Un popolo la cui intera esistenza era legata al Libro e che il Libro aveva eletto a proprio simbolo, fu sistematicamente distrutto, mentre alle sue opere preziose furono prodigate amorevoli attenzioni dalle stesse persone che usarono ogni mezzo per annientarlo" ( Stanislao Pugliese, Tortura incruenta. I libri del ghetto di Roma sotto l'occupazione nazista). Come si può spiegare questa contraddizione evidenziata da Stanislao Pugliese?

- I nazisti diedero vita, il 26 marzo 1941 all'Institut der NSDAP zur Erforschung der Judenfrage. Quale era il suo ruolo?

- La notizia dei roghi del 10 maggio suscitò grande sdegno in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti. Sulla prima pagina del "New York Times" dell'11 maggio 1933 un titolo fu riservato ad una marcia di protesta contro la politica nazista alla quale avevano preso parte centomila persone. Quale fu la reazione in Italia?

- Per quanto riguarda l'Italia ho trovato informazioni riguardo ad un unico rogo di libri. Ne parla Susan Zuccotti ne "L'Olocausto e l'Italia". Si svolse a Torino, ben dieci anni dopo il rogo del 10 maggio 1933, dopo l'armistizio dell'8 settembre.
Perché il regime non operò in questa direzione nell'ambito dei duri provvedimenti presi in campo culturale contro gli ebrei?

- Ai primi d'ottobre 1943 in piazza Carlina a Torino un gruppo di fascisti italiani bruciavano i libri della biblioteca della Comunità ebraica. Alla vigilia del 16 ottobre i nazisti portarono in Germania dieci mila volumi del Collegio rabbinico e della sinagoga di Roma.
Come si possono spiegare due comportamenti così diversi nei confronti dei libri?

- Non più tardi di un anno fa, il 14 aprile 2003, l'Archivio Nazionale e la Biblioteca Coranica di Baghdad furono rasi al suolo da un incendio. "L'identità culturale dell'Iraq è stata cancellata" scriveva Robert Fisk sulle pagine dell'"Independent", e ancora "Tra le ceneri di centinaia di anni di storia irachena, ho visto disperdersi nel vento pagine e pagine del carteggio". Durante l'assedio di Sarajevo, dieci anni fa, fu distrutta la Biblioteca universitaria della città balcanica.
Quale può essere il significato di quest'azione al giorno d'oggi?

Per le interviste realizzate contattando studiosi stranieri ho omesso le domande strettamente riguardanti l'Italia:

- From the Chinese emperors to the Inquisition, from Nazis' book-burnings to French Revolution, from the Roman emperors to nowadays. The books' destruction with the fire is a constant in our history. How can this act be interpreted?

- In his essay "Calibans erbe", Leo Löwenthal states that on this subject there is not an exhaustive historical analysis. May the reason be a sort of psychological rejection?

- After the book-burning in May 1933 there were several episodes of auto-censorship. In her book, "The Third Reich of dreams", Charlotte Beradt writes about a recurrent nightmare of a young woman. She dreams that the Nazis enter in her room and burn her loved Schiller's "Don Carlos".
Can we consider this events the demonstration of the success of Nazi propaganda in the control of thoughts?

- Leonidas Hill writes that the condemnation against the book-burnings from the western governments was more vehement for the books' destruction than for the destruction of human beings . How can this contradiction be explained?

- Thousands of books were burnt in 1933 but during the war the Nazi brought to Germany thousands of books from several parts of Europe. They created a Library dedicated to the Jewish history. Why did the Nazi have so different attitudes?

- Which was the role of the Institut der NSDAP zur Erforschung der Judenfrage?

- Only a year ago, on the 14th April 2003, the National Archive and the Coranic Library in Baghdad were destroyed by the fire. Robert Fisk wrote on "The Independent" that Iraq's cultural identity was erased. During the siege of Sarajevo, ten years ago, the Library of the city was destroyed. What is the meaning of this action today?

         

 

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