Mostramostro – Federica Giglio

Ala Manzoniana, Stazione Termini

fino al 24 marzo 2006

 

 

 

Quattro installazioni e un video, opere della giovane Federica Giglio. Opere scaturite dalla malattia. Un’enorme cassettiera presenta nei suoi scomparti numerati oggetti della vita di Federica Giglio. Il visitatore può aprirli uno ad uno, infilando un dito nelle fessure, quasi violando lo spazio privato dell’artista. E nei cassetti ritrova ricordi, momenti. In uno di essi delle medicine. Medicine di vario tipo, il risultato dei 13 anni di diagnosi errate che ha subito l’artista stessa fino a pochi mesi fa. In realtà Federica Giglio è vittima del disturbo psichico noto come bipolarità: alternanza inspiegabile di stati opposti d’umore, da crisi depressiva ed attacchi di panico e momenti di euforia. Una malattia che determina un modo diverso di vedere la vita, di percepire il mondo e le esperienze. Una dimensione che viene proiettata anche sulle altre installazioni. Così vediamo una donna, chiusa in una gabbia, seduta a un tavolino: sigaretta, caffè, specchio. E la stessa donna (un calco iperealistico dell’artista) incapsulata in una  teca di plastica trasparente, attraversata da enormi raggi-spilli che le si configgono in corpo, trafiggendo testa e petto, ferendola ma costituendo l’unico contatto col mondo esterno. Infine un enorme superficie quadrata, rosa, ricoperta da centinaia di ciliegie poste su gambi verdi, disposte regolarmente a formare una griglia.