Paola Pivi

My Religion is Kindness. Thank you, See You in the Future
 

Dal 14 novembre al 10 dicembre 2006

ex magazzini Stazione Porta Genova, Milano
Via Valenza, 2

http://www.fondazionenicolatrussardi.com/movie_it.html

Tutti i giorni 10.00 - 20.00

Ingresso libero

 

"Guitar Guitar" (foto di Michele Andreoli)

È stata scelta l’area dismessa degli ex-magazzini di Porta Genova a Milano per accogliere la mostra “My Religioni is Kindnes. Thank you, see you in the future”, una persona dell’artista milanese Paola Pivi. Entrarvi significa varcare la soglia di un mondo altro, di una dimensione dominata dall’assurdo, dall’improbabile. Un mondo alla rovescia, un mondo oltre la ragione, che risponde solo alla logica spiazzante dell’arte. Un’arte che prende vita, si muove, si incarna in decine di animali che affollano le prime due grandi sale dei magazzini. Liberi di muoversi tra i visitatori o ingabbiati o legati, animali domestici ma anche civette, lama, cavalli, mucche ricreano una natura di fiaba, un universo onirico: tutti gli animali sono infatti bianchi. La favola, l’inverosimile vengono raggiunti servendosi di ciò che è più naturale, gli animali. L’azione dell’artista di radunarli insieme ridisegna il mondo, il confine tra realtà e finzione, arte e vita, natura e artificio. Il risultato è un senso profondo di straniamento che non viene alleviato dalle altre due opere in mostra. Si tratta di un aereo FIAT G91 riverso a terra, rovesciato. Ha perso ormai la sua funziona e la sua natura, è goffo e ridicolo, quasi uno scherzo. L’ultima installazione è “Guitar Guitar”. Il visitatore si trova proiettato in uno spazio saturo di oggetti, dominato da un horror vacui inquietante e anomalo. Tutti gli oggetti sono presenti in due unità. Una ridondanza che genera un non luogo, un cortocircuito visivo. Roulotte, trattori, automobili, bidoni delle immondizie me anche oggetti più piccoli come stoviglie, palloncini. Tutti in copia. Un’opera imponente che crea un mondo speculare, rovesciando la quotidiana unicità, individualità  del nostro mondo, e quindi anche la sua unitarietà. Apre le porte alla disgregazione, alla schizofrenia, al caos (in realtà ordinatissimo) che l’arte può generare. L’opera si fa inoltre letteralmente specchio della civiltà del consumismo e dei feticci.

Paola Pivi considera questa mostra la più importante realizzata ad oggi. Torna nella sua città natale (attualmente vive tra l’isola siciliana di Alicudi –che ha riprodotto fotograficamente in scala 1:1- e Londra) dove espone per la prima volta, dopo aver esposposto nei principali musei italiani e stranieri, come il Palais de Tokyo a Parigi, il Castello di Rivoli e il MACRO, in America al Museo d’Arte Moderna di Chicago, a Dublino, New York, ecc…

Si tratta di una delle più promettenti artiste giovani italiane (classe 1971), già vincitrice del Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1999, proprio con l’aereo rovesciato presente in mostra.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Nicola Trussardi che sceglie ancora una volta uno spazio non deputato ad accogliere l’arte contemporanea, contaminando l’austero e decadente spazio vuoto dei magazzini della stazione, un importante pezzo di archeologia industriale milanese.

28 novembre 2006