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Raffaello Galleria
Borghese, Roma Lun 13-19 Consigliata la prenotazione! |
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"La
Deposizione di Cristo"
"La
Bella Giardiniera"
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Villa Borghese apre con una grande mostra su Raffaello un importante programma di esposizioni temporanee che porterà nelle sale della pinacoteca romana opere di Canova (2007), Correggio (2008), Tiziano (2011), Caravaggio (in un inedito accostamento con Bacon, 2009). Le sale e le opere dei due
piani della galleria sono lo sfondo ad un percorso di sessanta opere che
si focalizzano sui primi anni di attività del pittore urbinate. La mostra
si pone un obiettivo preciso:
evidenziare i mutamenti nell’arte di Raffaello dalle prime opere in
terra umbra alle successive opere fiorentine fino alla chiave di volta
della sua produzione, cioè Per affrontare la questione dell’evoluzione della pittura di Rafaello, si è preferito elaborare un percorso tematico più che meramente cronologico. La prima sezione è dedicata alla ritrattistica e copre un arco di tempo che va dal 1502 (“Ritratto d’uomo”, della stessa collezione Borghese) agli ultimi ani del secondo decennio del secolo con la “Fornarina” in prestito dalla Galleria Nazionale d’arte antica. Nella sala è presente anche il “Ritratto di donna con liocorno”, anch’essa in esposizione permanente nella galleria. Fin dalle prime sale è evidente un aspetto particolare di questa mostra: molte delle opere di maggior pregio sono esposte nella loro sede originale. La mostra quindi si rivela un’ottima occasione anche per rilanciare, rileggere e approfondire il percorso tradizionale della galleria. I ritratti mostrano la capacità di Raffaello di far proprie e reinterpretare sia le novità provenienti dal nord Europa e in particolar modo dalla ritrattistica fiamminga (van Eyck fra tutti) sia le innovazioni del ritratto leonardesco. Il secondo piano dell’esposizione si apre con alcune opere collocabili tra il 1502 e il 1505, che evidenziano l’influenza del maestro di Raffaello in terra umbra, Perugino. Particolarmente interessante la piccola tavola “Il sogno del cavaliere” della National Gallery di Londra, che ritorna per la prima volta in occasione di questa mostra, tra le opere della collezione del suo committente. “Il sogno del cavaliere” viene inoltre considerata l’unica opera a soggetto profano di Raffaello. Le Madonne con Bambino sono il soggetto che meglio può servire all’intento della mostra. “La bella giardiniera” del Louvre (1507?), la “Sacra famiglia con agnello” del Prado (1507), la “Madonna con Bambino e San Giovanni” di Budapest, la “Madonna Aldobrandini” di Londra, la “Madonna piccolini” di Washington, uniti a una serie di studi e cartoni sono portati come chiari esempi della trasformazione che la pittura di Raffaello conosce in questi anni: “Partendo dalla staticità delle Madonne umbre, dove il contorno serviva a delineare le figure sulla superficie, Raffaello comincia ad arrotondare i bordi espandendo dall’interno il volume plastico delle figure e dotandole di una dinamica che le lega le une alle altre secondo un ritmo scandito dai moti sia fisici che psicologici: poiché la dinamica dei corpi in movimento era per l’artista il problema di massimo interesse.” Grande spazio è riservato
ad una delle opere più importanti della galleria: “ La mostra si chiude su alcune opere che esemplificano la monumentalità che si può individuare in Raffaello al termine del periodo fiorentino. La mostra “Raffaello, da Firenze a Roma”, curata da Anna Coliva, ha suscitato opposte reazioni nella critica. Indubbiamente il pubblico sta premiando gli sforzi che ne hanno reso possibile la realizzazione. La biglietteria registra il tutto esaurito praticamente ogni giorno, il flusso dei visitatori è anzi rallentato dal numero chiuso che ragioni di sicurezza e conservazione delle opere impongono alle sale dalla galleria. Ciò comporta che ogni visita non può protrarsi oltre le due ore della fascia orario di ingresso, un tempo limitato per affiancare alla opere di Raffaello anche una vista al resto del palazzo. A un mese dal termine della mostra (il 27 agosto), i visitatori sono già più di 130mila. Un tale successo di pubblico ha messo ovviamente in allarme gli esperti del settore. Dalle pagine del Domenicale Alvar Gonzales – Palacios ha duramente stroncato questa mostra (come altri successi degli ultimi mesi), affermando che si tratta di una delle sempre più diffuse mostre in cui si cerca di accumulare e esporre quante più opere possibili senza una logica precisa. Il tutto per una politica di prestiti e promesse di future collaborazioni tra importanti istituzioni mussali. Forse è vero, anche se l’intento quasi didattico della mostra è dichiarato e probabilmente raggiunto. Ma si tratta comunque di un’esposizione che può far conoscere al grande pubblico un grande maestro e soprattutto le sue opere. Forse non aggiunge nulla di nuovo al dibattito critico e scientifico sull’artista, ma anche iniziative di questo tipo sono fondamentali per lo sviluppo culturale. Un notevole valore aggiunto inoltre il sito ufficiali della mostra www.mostraraffaello.it e quello realizzato da ENEL, che permette la navigazione virtuale delle sale http://217.72.108.122 . Sono stati inoltre organizzati interessanti eventi collaterali. Forse criticabili le operazioni di marketing e di conseguente mercificazione della mostra, ma d’altra parte è fondamentale attirare in una mostra del genere il grande pubblico, più che gli specialisti. |