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Il Festival
Internazionale del Film di Roma non è soltanto passerelle e
proiezioni per pubblico e critica ma anche mercato del
cinema e incontri per addetti ai lavori.
Uno di questi,
organizzato dall'Associazione Giovani Produttori
Cinematografici, ha riguardato in particolare l'uso dei
Social Media nel marketing per il cinema. Questa
associazione si occupa infatti tra le altre cose, anche di
formare e tenere aggiornatele giovani produzioni, in modo
che esse dispongano di tutti gli strumenti per promuovere il
loro lavoro.
Ecco dunque un
seminario su quei canali che oggigiorno si stanno rivelando
particolarmente utili ai fini del marketing.
Sono infatti già
moltissime le aziende di tutti i settori che utilizzano
Social Media come Twitter, Facebook o altri per promuovere i
loro prodotti e mantenere stretti contatti coi loro clienti.
Il mondo del
cinema internazionale non è rimasto estraneo al fenomeno:
sono tanti i profili di studios di Hollywood che promuovono
i film in uscita, ma anche registi, attori e vari addetti ai
lavori che dialogano con gli utenti. E da noi?
Il quadro della
situazione presentato dal relatore Maurizio Galluzzo ci dice
innanzitutto che il numero di utenti dei Social Media è in
crescita, stimato ad almeno 9 milioni di italiani e che di
pari passo anche la pubblicità si sta spostando da stampa e
tv verso questi nuovi mezzi.
Il web sarà dunque
sempre più sommerso da status update (informazioni su cosa
stiamo facendo) e la caratteristica più importante di cui
tenere conto sarà il desiderio di questi utenti di “fare
rete” ed esprimere la propria opinione. Un altro dato
importante da considerare è inoltre l'aumento del volume di
ricerche fatte proprio all'interno di questi network
piuttosto che su motori di ricerca come Google, un effetto
della loro tendenza a proporsi sempre più come delle reti
all'interno della rete.
Assodato che si
tratta di strumenti di comunicazione con un ruolo dominante
nel presente e nel prossimo futuro, la domanda è: come
utilizzarli al meglio per promuovere il proprio lavoro?
Esistono molti
tipi di marketing e per la maggior parte si tratta di
sistemi dei quali non è possibile misurare la reale
efficacia. Il rischio è quindi di lanciarsi nell'impresa
della promozione attraverso i Social Media senza sapere
davvero come portarlaavanti e senza sapere mai quali
risultati siano stati effettivamente raggiunti.
Non serve, ad
esempio, creare un account per poi lasciarlo inattivo e
senza aggiornamenti, oppure avere un profilo su Twitter se
poi non si danno risposte circostanziate e tempestive alle
domande di clienti e utenti; non serve insomma applicare il
modellopubblicitario classico pensando di avere a che fare
con degli spettatori passivi, per i quali è sufficiente
elaborare un messaggio che seduca e convinca. Per questi
strumenti c'è bisogno di un modello di coinvolgimento, che
per esempio chieda agli utenti di collaborare ai progetti
mentre sono in corso d'opera piuttosto che di entrare a far
parte del fans club di un film già pronto ad andare in sala.
La proposta è
allora lo Smart Marketing, un sistema che utilizza il meglio
dei vari tipi di marketing in maniera intelligente,
adattandosi di volta in volta alle situazione e restituendo
una misura precisa dell'efficacia ottenuta.
Su questa linea,
sono tre le iniziative dell'Associazione per aiutare i
giovani produttori a prendere confidenza con questo nuovo
mondo di strumenti.
Primo fra tutti è
proprio un corso di Smart Marketing rivolto ad
amministratori, direttori commerciali, tecnici e direttori
marketing.
C'è poi WebCode,
un sistema per legare ogni oggetto presente sul web ad un
codice, affinché sia più facile poterlo comunicare al
pubblico e farlo salire nei motori di ricerca, senza avere a
che fare con lunghi e complicati indirizzi web.
In ultimo c'è il
progetto Moovie, un mercato europeo online ad accesso
gratuito che permetterà di presentare i propri progetti
cinematografici in cerca di finanziamenti, attivo da Gennaio
2010.
Lucia Ferroni
8 novembre 2009
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